Start-Up (스타트업)

Amore, amicizia e riscatto tra innovazione tecnologica, progetti e sogni.

di Donatella Perullo

Titolo: Start-Up (스타트업)

Genere: romance/office

Dove vederlo: in streaming su Netflix

Sceneggiatura: Park Hye-ryun

Regia: Oh Choong-Hwang

Paese di produzione: Corea del Sud

Numero episodi: 16

Durata per episodio: 85 minuti circa

Anno di trasmissione in patria: 2020

Main Cast:

Bae Suzy (Seo Dal-mi)

Nam Joo-hyuk (Nam Do-san)

Kim Seon-ho (Han Ji-pyeong

Kang Han-na (Seo In-jae, sorella di Seo Dal-mi)

Kim Hae-sook (Choi Won-deok, nonna di Seo Dal-mi)

Yoo Su-bin (Lee Chul-san)

Kim So-wan (Kim Yong-san)

Stephanie Lee (Jeong Sa-ha)

Kim Won-hae (Padre di Nam Do-San)

Seo Dal-mi (Heo Jung-eun) e Seo In-jae (Lee Re) sono sorelle. Vivono con dolore la fine del matrimonio dei loro genitori e anche se non vorrebbero, quando questo accade le loro strade si separano. In-jae che è la maggiore decide di seguire la madre in una nuova vita agiata e farsi adottare dal nuovo marito di lei. Dal-mi che è affezionatissima al papà, resta invece con lui nella loro modesta dimora. Padre e figlia condividono il medesimo spirito puro ed entusiasta. L’uomo sogna di aprire un’azienda informatica che dia la possibilità a giovani imprenditori delle Start-up di avviare le proprie aziende senza correre rischi.

Dopo anni di sacrifici le cose sembrano finalmente andare bene per lui, ma sta per ottenere un importante finanziamento quando perde la vita. Così, l’adolescente Seo Dal-mi resta sola con Choi Won-deok (Kim Hae-sook), la nonna paterna. La donna gestisce un ristorante di corn dog e fa il possibile per dare sostegno alla nipote.

Choi Won-deok è una donna molto generosa. Un giorno incontra il giovane Han Ji-pyeong (Nam Da-reum) che è appena uscito dall’orfanotrofio e non ha un posto dove andare. La donna gli offre ospitalità e in cambio lui che ha una mente brillante, la aiuta nella gestione delle finanze. Choi Won-deok è preoccupata per la nipotina che dopo la morte del padre si è isolata e non ha amici. Chiede perciò a Ji-pyeong di scrivere per lei delle lettere alla ragazzina, fingendosi un suo ammiratore. Il ragazzo accetta, sebbene controvoglia, di aiutare la sua benefattrice.

“C’è chi dice che le bugie a fin di bene siano innocue, ma non è vero. Nessuna bugia lo è . Finiscono tutte per fare del male a qualcuno”

(Choi Won-deok)

Per restare incognito, si firma Nam Do-san, un ragazzino che in quei giorni appare sui quotidiani per aver vinto le Olimpiadi della matematica. La corrispondenza tra i due si protrarrà per diverso tempo e darà a Dal-mi e, inaspettatamente, a Ji-pyeong la motivazione per tornare a sorridere. Pur non incontrandosi mai, per entrambi è il primo amore. Un giorno, però, Ji-Pyeong decide di dire addio alla sua amica di penna e andare via per iscriversi all’università. Il distacco dall’anziana è doloroso, ma il giovane che tende a chiudersi e a nascondere i propri sentimenti, non si lascia convincere e parte.

Il racconto riprende ben quindici anni dopo. Seo Dal-mi (Bae Suzy) è diventata una giovane donna dall’innato spirito imprenditoriale. Vive ancora con la nonna e non si è mai fidanzata poiché il suo cuore è sempre occupato dall’amore idealizzato per Nam Do-san. Sua sorella Seo In-jae (Kang Han-na) ha il cognome del patrigno, un grosso imprenditore informatico, e lavora come dirigente nella sua azienda. Han Ji-pyeong (Kim Seon-ho) è diventato un dirigente della Sand-Box, la Silicon Valley coreana. È ricco, molto considerato, ma sempre attento a non aprirsi e ancora solo.

Un giorno Seo Dal-mi riceve l’invito per un evento esclusivo al quale sa che incontrerà la madre e la sorella. Desiderosa di celare che a quasi trent’anni non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi, decide di mentire alle due. Poiché ha sempre parlato loro di Nam Do-san, dice alla nonna che vuole ritrovarlo e presentarlo come suo fidanzato. Preoccupata, la donna chiama Ji-pyeong e lo prega di aiutarla a trovare l’ignaro Do-san prima di sua nipote, così che il loro castello di bugie non sia rivelato.

Nam Do-san è un genio dell’informatica, titolare con due amici, Lee Chul-san e Kim Yong-san, della Samsan Tech una piccola start-up che però non riesce a decollare. È un idealista, sognatore e ingenuo che accetterà di aiutare lo sconosciuto Ji-Pyeong solo dopo aver letto le lettere scritte anni prima da So Dal-mi.

Inizierà così una commedia romantica degli equivoci ambientata nella Sand Box, che nella realtà non esiste, ma che è così ben descritta da sembrare reale. La storia parte con l’intento di essere un racconto sulle vicissitudini, le ambizioni e le sfide di giovani imprenditori delle Start-up. Ben presto diventa, però, soprattutto una storia d’amore.   

Novello Cyrano de Bergerac quello di Han Ji-pyeong, anche grazie all’interpretazione di Kim Seon-ho, è un personaggio che non si può non amare. Desideroso di affetto ma testardo nel non volerlo ammettere, l’uomo aiuterà Nam Do-san ad avvicinarsi a So Dal-mi, nonostante provi qualcosa per lei. Dal canto suo Do-san è un genio incompreso. Spiccherà il volo grazie al sostegno e alle capacità imprenditoriali di Dal- mi, della quale s’innamorerà a prima vista, anzi, ancora prima di vederla.

“Chi dice che io debba sognare soldi o successo? E se il mio sogno fosse una persona?” 

(Nam Do-san)

All’inizio Nam Do-san è oltremodo ingenuo, un nerd non avvezzo ai rapporti umani. Ha poca autostima e trova il coraggio di avvicinare la donna che ama, solo fingendosi il Do-san delle lettere. Grazie anche alla volontà di restare accanto a Dal-mi, riuscirà, però, a trovare la forza di farsi valere e dimostrare il suo valore. Nam Joo-hyuk lo interpreta alla perfezione e riesce a coinvolgere così bene nelle emozioni del personaggio, da commuovere più volte. Della sua interpretazione mi ha colpito la palese immedesimazione in Nam Do-san. La sua espressività e l’ottima capacità di esternare coinvolgimento emotivo, sono inconfutabili indizi delle sue ottime capacità recitative.

Seo Dal-mi è testarda e ambiziosa. Entra nella Sandbox per dimostrare alla sorella e alla madre di poter arrivare ai vertici di un’azienda, anche senza l’appoggio di una famiglia ricca. È generosa e non ha paura di esprimere i propri sentimenti. Nasconde le fragilità interiori e dimostra grinta e attitudini da leader. Grazie alla forte motivazione sarà in grado di fare scelte lavorative difficili. Senza saperlo, amerà due Do-san. Quello delle lettere, dietro il quale si nasconde Ji-pyeong, e il Do-san reale, insicuro eppure coraggioso nell’esternare i propri sentimenti. Bae Suzy è ormai un’attrice d’esperienza, la amiamo in tanti e non ha bisogno di presentazioni. Voglio egualmente, però, riconoscerle il merito dell’essere riuscita a ben rappresentare l’essenza di Dal-mi, il suo orgoglio, la generosità e l’audacia dei propri sentimenti.

Han Ji-pyeong è, tra i protagonisti, quello al quale ci si affeziona di più. Lo conosciamo quando ha appena lasciato l’orfanotrofio e con pochi spiccioli in tasca è alla ricerca di un alloggio. A quest’età è interpretato da Nam Da-reum, un giovane talento che vi consiglio di tenere d’occhio. Ha iniziato a recitare quando aveva appena sette anni e per me è sempre una gioia ritrovarlo in un drama. Mi aveva già stregato in While you were Sleeping, in Just Between lovers e in tante altre serie nelle quali ha interpretato i protagonisti da giovani. In Start-Up non è da meno. Di recente è stato protagonista del web drama The Great Shaman Ga Doo-shim e gli auguro una carriera splendida. Tornando a Han Ji-pyeong, lui non è abituato a esternare i propri sentimenti e tende a chiudersi in se stesso per non mostrare debolezze.

Così facendo penalizza la propria sfera emotiva. È un uomo di successo, eppure la sua unica compagnia è un’assistente vocale, lo si abbraccerebbe dall’inizio alla fine. Vien voglia più volte di gridargli che sta sbagliando, che rischia di perdere tutto se non trova il coraggio di ammettere a se stesso che ha bisogno degli altri. L’affetto che mostra per l’anziana Won-deok è tangibile e toccante, nonostante cerchi di mascherarlo. Lei è stata la prima a capirlo e sarà per lui la famiglia che non ha mai avuto. Kim Seon-ho è perfetto nel ruolo e come sempre eccezionale. Lo ammiro da quando lo vidi nei panni del magistrato Jung Jae-yoon in 100 Days My Prince (백일의 낭군님). È un attore di grande talento ed è stato eccelso nel trasmettere i tormenti e le contraddizioni interiori del suo personaggio. Il valore di Ji-pyeong nella storia è soprattutto merito suo.

Un plauso speciale va a Kim Hae-sook, attrice di grande esperienza, che riesce a dare vita a una nonna forte e al contempo tenera. Sarà che ho un debole per i nonni, ma il suo personaggio mi è rimasto nel cuore. La sceneggiatrice, Park Hye-ryun, che abbiamo amato per altri suoi lavori come I can hear your voice (2013), Pinocchio (2014) e While you were sleeping (2017), in Start-up pur partendo da un’ottima idea, commette diverse ingenuità che fanno perdere punti al prodotto finale. Alcune scelte lavorative fatte dai personaggi sono, poco credibili e utilizzate per creare imprevisti e intoppi che fanno storcere il naso. Alcuni comportamenti dei protagonisti sono discutibili così come le diverse sottotrame che, non sempre ben sviluppare, rappresentano una pecca del drama.

In sostanza, però, grazie all’interpretazione del cast e alla storia d’amore coinvolgente, molto si perdona. Basta mettere in secondo piano l’aspetto office della storia e concentrarsi sul triangolo amoroso e sull’umanità dei personaggi per apprezzare fino in fondo Start-up.  Il drama è arricchito da OST coinvolgenti che reggono bene il ritmo del racconto. In particolare ho amato Running dell’insuperabile Gaho,  Future cantata dalle Red Velvet e la più melodica Day & Night, interpretata da Jung Seun-hwan. Consiglio Start-Up a chi ama il romanticismo, le storie di riscatto e crescita interiore.

La mia valutazione
8.4/10
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Chilseok (칠석), la festa degli innamorati

Il San Valentino estivo in terra coreana

di Gabriele Discetti

Il Chilseok (칠석) è una festività coreana spesso associata al San Valentino occidentale. In realtà molte sono le differenze tra le due. In primis il Chilseok cade il settimo giorno del settimo mese del calendario lunisolare coreano. Pertanto non è una ricorrenza fissa, ma varia di anno in anno. Nel 2021, ad esempio, è stata festeggiata il 14 agosto, nel 2022 cadrà il 4 agosto.

Il Chilseok ha origine dal festival cinese Qixi. Il Qixi è lo stesso da cui deriva il Tanabata, festività giapponese chiamata anche Festa delle stelle o Festa delle stelle innamorate. La festa di Qixi (o Qiqiao) è detta festa del doppio sette, notte dei sette o giorno di San Valentino cinese. Il Chilseok ha mantenuto la tradizione di festeggiare il 7° giorno del 7° mese lunisolare come quella cinese.

Come ogni festività antica, anche il Chilseok trae origine da una leggenda molto suggestiva che sono contento di potervi raccontare.

Un re celeste aveva una figlia chiamata Jiknyeo, la quale era una tessitrice di grande talento. Un giorno la ragazza, mentre era intenta a tessere, vide un giovane pastore di nome Gyeonwu e se ne innamorò.  Il padre permise il matrimonio ma da sposati, presi dal loro amore, i due cominciarono a tralasciare i loro mestieri. Jiknyeo non tesseva più, Gyeonwu non si occupava più delle pecore. Il re infuriato obbligò la coppia a vivere lontani, separati dalla Via Lattea. Era permesso loro di vedersi soltanto un giorno all’anno, il settimo giorno del settimo mese. Solo in quell’occasione corvi e gazze avrebbero creato un ponte sulla Via Lattea per ricongiungere i due amanti.

Si dice dunque che corvi e gazze non abbiano piume sulla testa proprio perché calpestati dai piedi dei due sposi. Inoltre c’è la credenza secondo la quale se il giorno della ricorrenza piove, vuol dire che i due amanti sono felici di vedersi. Se invece piove il giorno seguente, allora vorrà dire che i due sono tristi perché dovranno aspettare un altro anno prima di rivedersi. Non è un caso che la festività cada il settimo giorno del settimo mese. In quel giorno, infatti, le due stelle Vega e Altair sono vicine nella volta celeste e una terza stella, Deneb, che forma un simbolico ponte tra le due.

Il Chilseok cade in un periodo in cui il caldo diminuisce e inizia la stagione delle piogge. Le abbondanti piogge favoriscono le coltivazioni di cetrioli, meloni e zucche, quest’ultime mangiate fritte durante la festività.

Altri cibi tipici di questo giorno di festa sono quelli a base di grano: spaghetti, torte e frittelle. Per i coreani è una delle ultime occasioni di gustare cibi derivati dal grano. Difatti venti freddi  che seguono tale periodo rovinano il grano fino all’anno successivo.

Jiknyeo rappresentata nell’opera “Bride of Wings”dell’artista Kate Adams- Credit Song Kang Art – © Kate Adams

Per i buddhisti il Chilseok è l’occasione per pregare e fare offerte nei templi. In occasione di questa festività, in passato si era soliti pregare per un buon raccolto. Inoltre le donne invocavano lo spirito di Vega, che simboleggia Jiknyeo, per migliorare la propria abilità nel ricamo.

Il Chilseok è l’occasione per gli innamorati di stare insieme, guardare le stelle e mangiare cibi tradizionali.

Fonti (1), (2), (3), (4)

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Moon Lovers 2 (Alla Conquista della Felicità) – Capitolo 4

di Donatella Perullo

Attenzione 

Il racconto contiene spoiler per coloro che non hanno visto il Drama Moon Lovers: Scarlet Ryeo.

Capitolo  4

Nascosto dietro un angolo del corridoio, Wang–so vide un uomo entrare in una stanza e uscirne poco dopo in abiti ospedalieri. Senza esitare s’intrufolò e si ritrovò in un ambiente con le pareti ricoperte di armadietti incasellati come le celle di un alveare. La stanza era umida di vapor acqueo. Voci maschili attutite da uno scroscio d’acqua provenivano da un ambiente attiguo. Si sporse appena oltre il varco e vide una fila di docce. Due uomini si stavano lavando. Guardò di nuovo verso gli armadietti e vide che un paio erano aperti. Capì che erano dei tipi sotto la doccia e si affrettò a vederne il contenuto. In uno c’era delle braghe blu, di una stoffa che sembrava resistente, dei jeans, avrebbe detto Hae- soo.

Provò a indossarli, ma erano troppo larghi per lui, tanto da scivolargli dai fianchi asciutti. Nell’altro armadietto trovò invece un completo più adatto alla sua misura. Il pantalone aveva l’elastico in vita e la lunghezza era giusta. Sopra aveva una maglia dello stesso colore, con un cappuccio ampio. La indossò, sollevò il cappuccio per nascondere il volto, poi lasciò la stanza in fretta, prima che i due si potessero accorgere della sua presenza.

Percorse a grandi passi un tratto del corridoio e imboccò una scalinata, scendendola in fretta nella speranza che lo conducesse il prima possibile all’uscita più vicina dell’edificio. Era affannato e il cuore gli batteva ovunque quando finalmente raggiunse l’aria aperta. Si fermò per un attimo all’ingresso dell’ospedale e si appoggiò a una colonna per riprendere fiato. Un uomo che aveva indosso una maglia con scritto sicurezza, gli si avvicinò e gli poggiò una mano su una spalla:

«Si sente male signore?»

Affannando, Wang So scosse il capo: «Sto bene grazie. Ho solo fatto le scale di corsa.»

L’altro lo guardò scettico, ma non insisté oltre: «Se ha bisogno di qualcosa, sono qui.»

«Grazie» Wang So gli rivolse un sorriso forzato e si avviò lungo il viale d’ingresso al nosocomio.

Aveva appena oltrepassato la soglia del grande cancello, quando sentì qualcuno chiamarlo: «Signor Kim, Kim Sun-hyun!»

Si voltò verso il punto dal quale proveniva la voce e vide un giovane sbracciarsi nel tentativo di attirare la sua attenzione. Il giovane gli si avvicinò e lo afferrò per le spalle, palesemente commosso: «Signor Kim! Cosa ci fa qui fuori? Stavo venendo a trovarla credevo sarebbe stato ricoverato per più tempo! Mi ha fatto spaventare tanto. Ci ha impauriti tutti!»

Wang So si corrucciò e osservò le mani del giovane strette intorno alle sue spalle. Resistette alla tentazione di ordinargli di non toccarlo, poi sollevò gli occhi sul suo viso. Aveva meno di trent’anni ed era incredibilmente somigliante a…

«Wang Eun!?» mormorò incredulo.

«Cosa?» si bloccò perplesso il giovane, ma l’altro non gli diede il tempo di capire e lo strinse in un abbraccio spasmodico.

Wang So sentiva il cuore esplodergli per l’emozione. Quante volte aveva rivissuto il tragico momento della morte del decimo principe? Quanto si era maledetto per ciò che gli era capitato, che lui stesso gli aveva fatto e ora lui era lì, incredibilmente vivo e con la stessa aria da eterno ragazzino. Persino la sua voce era identica e gli occhi, ora corrucciati, lo avevano guardato con la medesima adorazione dei tempi andati.

«Signor Kim …» la voce sconvolta del giovane lo riportò al presente e alla realtà che stava vivendo. Quello non era il suo fratello minore e lui non era più Wang So. Non erano a Goryeo ma in una città chiamata Seoul, in un anno che ne distava mille e ottanta da quello dal quale proveniva. Cercò di ricomporsi e lasciò andare il giovane, poi si schiarì la voce e disse:

«Chiedo scusa, sono ancora sconvolto dall’incidente e i medici hanno detto che ho problemi di memoria. Tu mi conosci?»

«Signor Kim, certo che la conosco, sono Lee Baek-hyuk, il suo segretario!»

Wang-so sospirò e cercando di mantenere un tono rassicurante disse: «Sono confuso, ma presto starò meglio e ricorderò ogni cosa. Per ora voglio solo andare via da qui, prima che i medici si accorgano che ho lasciato la stanza.»

«Signor Kim, ma come!?»

“Wang So sentiva il cuore esplodergli per l’emozione. Quante volte aveva rivissuto il tragico momento della morte del decimo principe?”

Wang-so fissò di nuovo il giovane, e ancora una volta si sentì muovere da un senso di affetto e di dolorosa colpa nei suoi confronti: «Devo andare via da qui. Ti spiegherò dopo, ora aiutami, ti prego.»

Il ragazzo non se lo fece ripetere. La sua espressione divenne d’un tratto determinata e annuì solenne: «Venga con me signor Kim. Salga in auto e mi dica dove vuole che la porti.»

******

Wang So si lasciò sfuggire un sorriso sbilenco. Una doccia era ciò che ci voleva per togliergli un po’ di stanchezza da dosso e dissolvere l’odore che impregnava i vestiti presi in ospedale. Il suo nuovo corpo all’inizio lo aveva sorpreso, ma ora faticava a distogliere lo sguardo dalla propria immagine riflessa. Si strinse l’asciugamano intono ai fianchi e si passò una mano tra i corti capelli corvini, ancora umidi. I fili bianchi che l’avevano incanutito dopo i quarant’anni non c’erano più e neanche la cicatrice che gli aveva devastato il viso sin da bambino. L’uomo del quale ora aveva il corpo, il CEO Kim Sun-hyun, era identico al Wang So trentenne. Era più muscoloso, però, di quanto non fosse stato lui e non aveva la cicatrice a deturpargli il viso.

Wang So si toccò la mascella spigolosa e si lisciò la guancia sinistra finalmente perfetta, soddisfatto. Lasciò il bagno e si diresse verso il guardaroba. Qualche ora prima Wang Eun, anzi, Baek-hyuk lo aveva accompagnato nell’attico di Kim Sun-hyun e gli aveva mostrato ogni cosa, credendo all’amnesia conseguente l’incidente.

«Ora vado via, signore. Cerchi di riposare e se dovesse avere bisogno di qualcosa non esiti a chiamarmi.» gli aveva detto poi.

«Aspetta.» lo aveva fermato lui «Devi fare qualcosa per me.»

«Dica capo, la prego.»

«Devo trovare una persona, una donna.»

«Una donna!?» aveva sgranato gli occhi l’altro.

«Esatto.»

«È qualcuno che ha a che fare con l’incidente?»

«No» rispose secco Wang So, poi aggiunse «Si chiama Go Ha-jin, vive a Seoul e dovrebbe avere circa ventisei anni.»

«Il nome è piuttosto comune. Potrebbe dirmi qualche altro dettaglio? Un numero di telefono, il posto dove lavora …»

Wang So aveva alzato gli occhi al cielo, insofferente: «Se avessi saputo queste cose, non avrei avuto bisogno del tuo aiuto, non credi?»

Il ragazzo era arrossito e si era profuso in un inchino di scuse «Mi dispiace capo. Go Ha-jin, ventisei anni e vive a Seoul. Non sarà facile, ma la troverò per lei.» aveva detto allontanandosi verso la porta di casa.

«Aspetta!» Lo aveva fermato il re «Lei fa la truccatrice e conosce molto bene i cosmetici.»

Gli occhi del segretario si erano illuminati: «Questo mi aiuta moltissimo, grazie!» ed era andato via.

Strofinandosi i capelli con un asciugamano, Wang So guardò tra gli abiti presenti nell’armadio e scelse un completo blu notte. Era affamato, si vestì in fretta e andò in cucina. Stava guardando in giro in cerca di cibo quando Lee Baek-hyuk tornò.

«Ho buone notizie!» Esclamò entusiasta «È stato più facile di quando credessi. C’è una Go Ha-jin di ventisette anni che vive qui a Seoul e indovini un po’?»

«Cosa?» rispose impaziente lui.

«È una delle esperte di cosmesi alle dipendenze della Goryeo Skincare. Lavora presso la sua azienda da cinque anni. Circa due anni fa è quasi annegata per salvare un bambino ed è rimasta in coma per un anno. È tornata al lavoro da pochi mesi.»

Wang So impallidì, si avvicinò alla grande vetrata che affacciava sull’Han River e guardò la luna il cui colore ora era più sbiadito: «È lei … sta bene?»

«Credo di sì, signore. È una delle dipendenti che seguirà il Goryeo Era Makeup Culture, l’evento organizzato dall’Azienda che avrà inizio domattina.»

«Quindi dovrò aspettare domani per vederla?»

«Signore sono le due del mattino. Per nessuna ragione potremmo recarci a casa di una donna a quest’ora. In più credo che lei non si sia ripreso ancora del tutto e che abbia bisogno di riposare, se le dovesse succedere qualcosa, non me lo perdonerei.»

Wang So strinse gli occhi e annuì. Una notte, pensò, posso aspettare ancora una notte. Devo farlo. In quel momento un suono acuto lo fece sobbalzare. Si voltò di scatto verso Baek-hyuk, lo vide prendere dalla tasca un oggetto rettangolare e portarselo all’orecchio: «Signora Kim! No, non dormivo, tranquilla. Come mai mi chiama a quest’ora, è successo qualcosa?»

Wang So strinse gli occhi, mentre Baek-hyuk si portava una mano alla fronte e cercava di mantenere la calma.

«Cosa?» gridò il ragazzo «Il signorino Kim Sun-hyun è fuggito dall’ospedale? No, certo che non lo sapevo. Sta andando a casa sua? Crede che possa essere andato lì?»

Wang So s’irrigidì.

«Avete chiamato anche la polizia? Certo capisco, è importante che torni al più presto in ospedale. Sì, lo so che ha perso la memoria.» Baek-hyuk si morse un pugno, cercando ci mantenere la calma «Il tempo di vestirmi e andrò a cercarlo anch’io! La terrò aggiornata.»

Appena interrotta la comunicazione, il giovane raggiunse una sedia e vi si lasciò cadere, pallido.

«Chi era?» volle sapere Wang So.

«Era sua madre, la signora Kim. L’ospedale ha dato l’allarme sulla sua fuga e sta venendo qua per cercarla.»

«Qui?» gridò lui.

Baek-hyuk annuì «È già per strada, arriverà tra poco.»

«Non voglio vedere nessuno prima di aver ritrovato Hae Soo!»

«Hae Soo?»

«Volevo dire Go Ha-jin. Portami via da qui, subito!»

«E dove? Hanno avvisato anche la polizia. Vogliono che lei torni in ospedale.»

«Portami a casa tua.» Decise perentorio Wang So.

Il segretario fu tentato di opporsi. Una cosa del genere sarebbe stata troppo rischiosa per lui e poi sua madre non voleva che portasse gente a casa senza prima essere avvisata. D’altro canto, come avrebbe potuto dire di no al suo datore di lavoro? Così, invece di gridare il neanche per sogno che stava per sgorgargli spontaneo dal petto, sussurrò un più remissivo: «Si Signore.»

Fine quarto capitolo

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Moon Lovers 2 (Alla ricerca della Felicità) – Fanfiction

Questa fanfiction è liberamente ispirata al Drama Coreano Moon Lovers: Scarlet Ryeo. È frutto del lavoro e dell’intelletto dell’autrice. Il suo contenuto è protetto dal diritto d’autore nonché dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiarla, riprodurla, appropriarsene e ridistribuirne i contenuti se non espressamente autorizzati dall’autrice. Fatti e persone descritti nella Fanfiction sono frutto dell’immaginazione. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Copyright © 2021 Korean Drama & World. All rights reserved

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