La leggenda dei fiori di ciliegio nord coreana tra storia e fantasia

Una storia sul valore dell’amicizia. Un racconto che arriva fino a noi dall’epoca Joseon.

di donatella Perullo

Tempo fa ho parlato di cosa rappresentino i fiori di ciliegio per i sudcoreani e del perché appaiano spesso in molte scene romantiche dei Drama. Alla fine dell’articolo, riportai una suggestiva leggenda sull’origine dei fiori di ciliegio. Rivelai anche di aver trovato, durante le mie ricerche, anche un’altra racconto tradizionale ed è di questo che mi appresto a parlare.

È un mito sull’origine dei fiori di ciliegio, proveniente dalla Corea del Nord. A differenza della storia sudcoreana, “La leggenda fiabesca dello Yoshino, il primo ciliegio dell’isola di Jeju”, che parla d’amore ed è fiabesca, il racconto nordcoreano racconta il potere dell’amicizia come sentimento indissolubile e ha una connotazione più realistica, seppur altrettanto poetica.

Ovviamente, entrambe le leggende sono antichissime e risalgono a epoche di gran lunga antecedenti la scissione del paese.

Prima di proporvi la traduzione del mito nord coreano, ci tengo a evidenziare una cosa. Come ho appreso dalle fonti, in Corea del Sud la base della parola utilizzata per fiori di ciliegio,벚꽃을 (beojkkoch-eul), è la ㅈ (consonante J). Nel Nord della Corea, invece, per comporre il vocabolo che significa fiori di ciliegio, 벗꽃을 (beojkkoch-eul), è utilizzata come base la “ㅅ” (consonante S).  Sempre al nord, la parola amici si scrive 벗의 (beos-ui). Noterete che la prima sillaba grafica di 꽃을 (fiori di ciliegio) e di 의 (amici) sono identiche. Per questo motivo, dunque, il titolo de La Leggenda dei fiori di ciliegio nordcoreana può essere letto anche come “La leggenda del fiore di un amico”. Devo ammettere però che, dopo aver letto la storia, anche se non è letterale come traduzione, a me suona meglio “La leggenda del fiore dell’amicizia”.

Eccone qui il testo tradotto per me dal mio amico Gabriele Discetti, brano che ho poi un po’ arricchito per renderlo più vicino al nostro stile narrativo:

La leggenda dei Fiori di Ciliegio (La leggenda del fiore dell’amicizia)

Due ragazzi di nome Hak e Sol vivevano in un piccolo villaggio. Entrambi i padri avevano sacrificato le loro vite in guerra e i due giovani erano cresciuti soli con le loro madri. Quando compirono sedici anni Hak e Sol, furono chiamati a onorare il loro dovere di sudditi e partirono per il servizio militare. Qualche tempo dopo, purtroppo, mentre Hak era lontano, la madre fu derubata da alcuni malviventi. Al giovane giunse la triste notizia che la donna fosse in condizioni critiche. Il giovane supplicò il comandante di poter tornare a casa per accorrere al capezzale della madre ma nonostante questo, il superiore rifiutò.

A quel punto, per permettere all’amico di raggiungere la madre, Sol si offrì di prenderne il posto. Il comandante, uomo intransigente, accordò lo scambio, ma avvisò Hak che se non fosse rientrato entro tre giorni, Sol sarebbe stato condannato a morte.

Grato, Hak giurò all’amico che sarebbe tornato in tempo e si affrettò a partire. Giunse a casa dopo due giorni di viaggio. Qui scoprì che la madre di Sol si era resa cura della sua con tanta amorevolezza che ora la donna godeva di buona salute. Hak sarebbe voluto restare un po’ con sua madre, ma sapeva di non avere tempo e partì subito per tornare a Gunyeong.

Al campo militare, infatti, Sol stava per essere condannato alla forca. Il ragazzo era sereno e pronto a morire, felice di aver permesso ad Hak di vedere sua madre. Il terzo giorno giunse. L’esecuzione era prossima, il cappio intorno al collo di Sol. Il comandante stava per impartire l’ordine, quando si udì il suono di un cavallo al galoppo.

Nonostante la sua folle corsa, Hak pensava ormai di essere giunto in ritardo e gridò disperato ma Sol era ancora vivo. I due giovani si abbracciarono commossi e il comandante, colpito dalla profonda amicizia tra i due, annullò l’esecuzione.

In quel momento gli alberi che li circondavano fiorirono e germogliarono migliaia di fiori di un rosa pallido.

Questa bellissima leggenda pare sia ispirata a una storia vera, quella dell’amicizia tra Na Sung-ryong e Lee Dae-ro, vissuti durante la dinastia Joseon a Gwanghae-gun. Vicenda della quale è stato fatto cenno anche nel film Masquerade (2012) con Lee Byung-hun.  Quando ho letto di questo dettaglio, ho subito desiderato conoscere la storia dei due amici realmente vissuti. È una vicenda bellissima che mi ha emozionata, ma a colpirmi è stata anche una frase letta nell’articolo che parla di questi fatti storici.

Cos’è un amico? È una persona preziosa che può condividere gioia, tristezza e difficoltà. È una persona che si congratula con te quando hai cose buone e ti conforta quando sei triste. Inoltre, un vero amico è qualcuno che può aiutarti quando stai attraversando un momento difficile e può persino condividere vita e guai.

Un amico, insomma, è una persona quasi impossibile da trovare. Avere un vero amico è una fortuna incommensurabile e la testimonianza storica che sto per raccontarvi lo dimostra.

Prima di farlo, però, voglio confidarvi che, come ogni volta che scrivo, mi sono divertita a dare dei volti ai protagonisti. Dopo un piccolo casting ho impersonato i due amici in Woo Do-hwan e Yang Se-jong. I due magnifici interpreti del Drama  My Country: The New Age nel quale interpretavano, per l’appunto, due amici vissuti dell’epoga Joseon. Re Gwanghae-gun, invece, l’ho immaginato come Lee Joon-gi, indimenticabile nei panni del quarto principe Wang So in Moon Lovers : Scarlet Ryeo.  Ovviamente voi siete liberi scegliere dei prestavolto differenti. Ogni lettore ha il sacrosanto diritto di usare il proprio immaginario a suo gusto e piacere.

L’amicizia tra Na Sung-ryong e Lee Dae-ro

Durante la dinastia Joseon Gwanghae-gun ( : 1575 ~ 1641), un giovane di nome Na Seong-ryong stava per essere impiccato. Lui, che era un figlio affettuoso, implorò di poter tornare a casa per porgere un ultimo saluto ai suoi anziani genitori. Il re Gwanghae-gun negò il consenso perché altrimenti poi avrebbe dovuto concedere anche agli altri prigionieri nel braccio della morte di dire addio alle famiglie. Temeva, inoltre, che se avesse concesso a Na Seong-ryong di tornare a casa e quello fosse scappato, la legge e l’ordine ne sarebbero stati scossi.

Proprio mentre re Gwanghae-gun si stava opponendo con decisione alla richiesta del condannato, Lee Dae-ro, amico di Na Seong-ryong, intervenne e si offrì come garanzia. 

«Maestà! Garantisco il suo ritorno. Per favore, lo lasci andare!»

«Ti offri come garanzia?» tuonò il re «E cosa succederebbe se Na Seong-ryong non tornasse?» 

«Maestà! Se lui non tornasse sarò impiccato al suo posto e sarò punito per essermi fatto un amico sbagliato.»

«Credi così tanto in Na Seong-ryong?» domandò sorpreso il re.

«Lui è il mio amico.» affermò deciso l’altro. Re Gwanghae-gun rise come se ciò che stava dicendo Lee Dae-ro fosse assurdo.

«Al suo ritorno, Na Seong-ryong è destinato a morire. Pensi che tornerebbe pur sapendo ciò? In più, anche se decidesse di farlo, i suoi genitori, conoscendone il destino, non lo lascerebbero andare. Stai correndo un grande rischio in questo momento.» ammonì il re.

«Credo disperatamente nell’amicizia di Na Seong-ryong. Maestà, a rischio della mia vita, la prego, mi conceda il permesso!» supplicò l’uomo.

Davanti a tanta insistenza, Gwanghaegun fu costretto a fare questa concessione. Così Lee Dae-ro fu imprigionato nel braccio della morte al posto di Na Seong-ryong. 

Quando giunse il giorno dell’impiccagione, di Na Seong-ryong non si aveva ancora alcuna notizia. La gente iniziò a ridere di Lee Dae-ro e a gridargli: “Questo è il modo in cui morirai!”

Mezzogiorno era vicino. La forca era stata innalzata al centro della strada. Il prigioniero fu condotto sul patibolo e quando gli fu messa la corda al collo, i suoi parenti iniziarono a piangere.

Disperati, i familiari di Lee Dae-ro maledirono Na Seong-ryong che aveva tradito la sua amicizia. A quelle grida Lee aprì gli occhi e si arrabbiò. 

«Non maledite il mio amico Na Seong-ryong. Non lo conoscete, forse?»

Poco dopo, una voce tuonante emise l’ordine di esecuzione dell’esercito di Gwanghae. Proprio in quel momento, qualcuno arrivò al galoppo, gridando. Era Na Seong-ryong. L’uomo si avvicinò ansimante e disse:

«Durante il tragitto, la nave ha incontrato una tempesta e sono a malapena vivo. Ho corso come il vento per arrivare adesso. Perciò ora, per favore, fate così com’è deciso, salgo sul patibolo.»

I due amici si abbracciarono e si salutarono. 

« Na Seong-ryong » disse Lee Dae-ro «Sei il mio più caro amico e non ti dimenticherò mai.»

Sospiri e lacrime iniziarono a scorrere tra coloro che fino a poco rima avevano riso dell’amicizia tra i due. Il cappio passò dal collo di Lee Dae-ro a quello di Na Seong-ryong, ma proprio nel momento in cui l’esecuzione stava per essere eseguita, re Gwanghaegun la interruppe.

«V’invidio!» ammise il sovrano «Darei tutte le mie cose, pur di avere un’amicizia come la vostra.» poi disse ad alta voce: «È deciso dall’autorità del re, quindi lasciate che se ne vadano entrambi. Anche se hanno commesso un crimine, sono orgoglioso del fatto che questi due siano giovani coreani!»

Ecco, ora conoscete la leggenda originaria del nord della Corea, ma anche la vera storia che l’ha ispirata. Spero che ne abbiate trovato interessante il racconto, tanto quanto a me ha emozionato scoprire queste affascinanti storie.

Fonti: (1) ; (2)

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Re Gwangjong di Goryeo, il fascino dell’Imperatore splendente

di Maria de riggi

Molti di noi hanno conosciuto questo personaggio storico attraverso la visione di uno dei Drama coreani di maggior successo: Moon Lovers nel quale è l’attore Lee Joon Gi a prestare il volto al futuro re Gwangjong. La sceneggiatura di Moon Lovers – Scarlet Ryeo è ispirata al romanzo Bubujingxin scritto nel 2005 dall’autrice cinese Tong Hua. Il romanzo che racchiude anche elementi fantastici, racconta la vita del quarto principe Wang Soo, prima della sua ascesa al trono. Quanto però dell’affascinante personaggio Wang So rispecchia la realtà del quarto principe vissuto nell’antico regno di Goryeo?

Gwangjong nacque nel 925 con il nome di Wang So, era il quarto figlio di re Taejo il quale aveva fondato Goryeo nel 918. Wang So ascese al trono nel 949 e prese il nome di Gwangjong, l’Imperatore Splendente. Aveva ventiquattro anni e regnò fino alla morte, avvenuta nel luglio del 975.

Il nome Goryeo significa alte montagne e acque impetuose e deriva da Goguryeo, uno dei Tre regni di Corea. Nel quinto secolo, il regno di Goguryeo cambiò nome in Goryeo. Secondo lo storico contemporaneo Choe Seungno, Gwangjong:

Era attento e laconico ma audace se doveva cogliere un’opportunità. Aveva un aspetto e qualità eccellenti e ha ricevuto un amore speciale da suo padre.

Salito al trono, Wang So decise di non sposare una nobile, ma di unirsi con un’appartenente alla famiglia reale. Questo per impedire alle famiglie blasonate di incrementare il proprio potere, unendosi alla casata reale.

La regina Daemokera, infatti, era la sua sorellastra, mentre la sua seconda moglie, la principessa Gyeonghwagung, era figlia di Hyejong il secondo re di Goryeo e fratello maggiore di Wang So. 

Conscio dell’importanza del suo ruolo, per capire meglio cosa fare re Gwangjong volle studiare il libro Difan  Regole per un imperatore di Taizong di Tang.

La sua prima riforma fu la legge di emancipazione degli schiavi, nel 956. In quell’epoca le famiglie nobili possedevano molti schiavi, la gran parte dei quali erano prigionieri di guerra che operavano come soldati privati. Erano molti più della gente comune e non pagavano le tasse alla corona, ma al clan per cui lavoravano. Emancipandoli e rendendoli cittadini comuni, Gwangjong indebolì il potere nobiliare e fece guadagnare contribuenti e potenziali soldati all’esercito reale. Questa riforma valse il sostegno immediato del popolo al suo governo, ma ovvia opposizione da parte dei nobili.

Fotocredit: Tomba di re Gwanjiong: (1); Ritratto di re Gwangjiong: (2).

Nel 958 Gwangjong decise di espellere dalla corte i membri delle famiglie potenti e di sostituirli con funzionari civili assunti in base al merito. Per fare ciò istituì l’esame per il servizio civile nazionale. La prova si basava sulla conoscenza sia del servizio civile Tang sia sui classici confuciani. Ufficialmente offriva l’opportunità di lavorare per lo stato ai maschi appartenenti a qualsiasi famiglia. In pratica, però, solo i figli dei nobili potevano ricevere l’educazione necessaria per sostenere l’esame. C’è anche un’altra grande innovazione che va attribuita all’Imperatore Splendente. Durante il suo regno, infatti, a Kaesong e Pyongyang furono fondati dei centri medici noti come Daebi-won, case della misericordia. Nei Daebi-won erano distribuite ai pazienti indigenti medicine gratuite. Queste case della misericordia con il tempo si espansero nelle province e presero il nome di Hyeminguk, il cui significato è dipartimento di sanità pubblica.

Il padre di Wang So, re Taejo, aveva fatto costruire dei granai pubblici per affrontare i periodi di siccità e Gwangjong vi aggiunse gli jewibo. Gli jewibo erano negozi che applicavano interessi sui prestiti di grano e i proventi di tali interessi erano usati per i poveri. Tali misure, anche se in forma modificata, continuarono a essere applicate anche nei novecento anni successivi al regno di Gwangjong.

Seongjong, il nono re della dinastia Joseon di Corea, nel memoriale che redasse per il sesto re di Goryeo, scrisse:

“Trattò i sudditi con grande proprietà e non perse mai il suo occhio per giudicare le persone. Non tenne i parenti reali e i grandi nobili troppo vicini, frenando sempre i forti e i potenti. Mai trascurò l’umile e concesse favori a vedove e orfani.”

Purtroppo però, dopo il decimo anno dalla sua ascesa al trono, forse anche per l’avvicinamento alla religione buddista, Gwangjong cambiò lentamente il proprio comportamento. Per rafforzare l’autorità reale, egli dichiarò Goryeo Impero e si autoproclamò imperatore, ponendo in questo modo fine alle relazioni tributarie con la Cina. Come imperatore, però, re Gwangjong pretese il potere assoluto. Il dissenso dei nobili insoddisfatti delle sue riforme provocò nel 960 una ribellione. Insurrezione che lui fece soffocare con una serie di epurazioni che lasciarono in vita solo quaranta dei 3200 uomini di Taejo che lo avevano aiutato a unificare i tre regni. Nel 968, dopo un incubo, Gwangjong convocò una riunione e ordinò il massacro della sua famiglia.

Questo cambiamento dell’imperatore si può dedurre anche da altre frasi scritte su di lui da Choe Seongjong:

Mentre trascurava gli affari del governo, le questioni importanti relative alla sicurezza dello stato furono ignorate, ma i banchetti continuarono senza interruzione e non risparmiò spese in abiti e cibo […]  Anche secondo una stima approssimativa, le spese di ogni anno erano equivalenti alle spese di Taejo di un decennio. […] La virtù iniziale del re gradualmente scomparve. […]. Inoltre, il re aumentò la sua devozione al buddismo. […] Negli ultimi dieci anni, molte persone innocenti furono uccise. […] Per sedici anni, dall’undicesimo (960) al ventiseiesimo (975) del regno di Gwangjong, gli intriganti e i malvagi competerono per avanzare e scatenarono furiose accuse. I veri signori erano mal tollerati ovunque, mentre le persone meschine raggiungevano i loro obiettivi.

Nel luglio del 975, all’età di cinquanta’anni, si ammalò e morì in pochi giorni, la sua tomba si trova in Corea del Nord.

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Moon Lovers: Scarlet Heart Ryeo (달의 연인 – 보보경심 려)

La ricostruzione fedele di un’epoca che ha cambiato il destino di una nazione. Un amore unico che sfida il tempo.

di Maria de riggi

Genere: Storico/Fantasy/Romance

Sceneggiatura: Jo Yoon-young

Regia: Kim Kyu-Tae

Paese di produzione: Corea del Sud

Numero di episodi: 20 di un’ora circa

Anno di prima messa in onda: 2016

Dove vederlo: In streaming sul blog Love Moon my blog, previa registrazione

Main Cast:

IU (Hae-Soo)

Lee Joon-Gi  (Wang So  – 4° principe)

Kang Ha-Neul (Wang Wook  – 8° principe)

Hong Jong-Hyun (Wang Yo – 3° principe)

Baekhyun  (Wang Eun – 10° principe)

Nam Joo-Hyuk  (Baek Ah -13° principe)

Ji Soo  (Wang Jung -14° principe)

Kim San-Ho  (1° Principe ereditario)

Yoon Sun-Woo  (Wang Won – 9° principe)

Kang Han-Na (Principessa Yeon-Hwa)

Seohyun  (Prinipessa Woo-Hee)

Kim Sung-Kyun (Choi Ji-Mong)

Z.Hera (Soon-Duk)   

Go Ha-jin (IU) è una giovane estetista che sta attraversando un periodo difficile. Mentre è sulla sponda di un piccolo lago e ripercorre con la mente le dolorose vicende degli ultimi giorni, il grido di un bambino che sta per annegare attira la sua attenzione. Senza esitazioni, la ragazza si tuffa nelle acque gelide e lo salva, ma viene trascinata a fondo e rischia a sua volta di affogare. È in quel momento che accade qualcosa di straordinario: un’eclissi di sole provoca l’apertura di un buco temporale e Ha-jin è trasportata nell’anno 941, nel corpo della sedicenne Hae Soo.

Da questo momento in poi la storia è ambientata durante la dinastia Goryeo, regno coreano fondato nel  918 da re Taejo dopo che ebbe unificato i Tre regni posteriori. Per re Taejo non fu facile tenere unito un regno così vasto.

“Se non ti avessi mai incontrato non mi mancheresti così tanto. Se non ti avessi adorato non avrei così tanti ricordi.” (Hae Soo)

Per farlo strinse molte alleanze con famiglie potenti e influenti attraverso unioni matrimoniali da cui nacquero numerosi figli. In Moon Lovers conosceremo otto principi, personaggi ben caratterizzati   e assisteremo alla ricostruzione, seppur romanzata, della lotta per il potere di alcuni di loro.

Dopo il suo risveglio nel passato, Ha-jin crede di essere morta e di trovarsi in Paradiso, ma quasi subito è costretta ad arrendersi all’incredibile realtà. Ad aiutarla in questo difficile momento c’è Wank Uk, il colto e gentile ottavo principe, del quale Ha-jin ben presto s’innamora.  Non sarà lui, però, la persona a lei destinata, perché il vero amore indosserà le vesti di un altro principe

Hae Soo non sa, infatti, che riuscirà a cambiare il cuore di Gwangjong di Goryeo (del quale potete leggere qui la vera storia), il re che ha conosciuto attraverso i libri di storia come un sanguinario e che invece, grazie al suo intervento, diverrà un re capace di riforme all’avanguardia per quei tempi (così come è nella realtà). La vita di Ha-jin, ormai diventata Hae Soo dunque, cambia ulteriormente quando incontra il freddo e crudele Wang So (Lee Joon-Gi). Il ragazzo che ha il volto sfregiato  e che per questo ha subito il rifiuto dalla madre, è stato costretto a crescere lontano dalla famiglia e a convivere con una ferita profonda che gli devasta l’anima. Costretto a combattere fin da piccolo i pregiudizi (all’epoca chi aveva una cicatrice era considerato una persona che portava sfortuna), Wang So è carico di una rabbia che non riesce a reprimere.

Ogni sua azione è rivolta al desiderio di vendetta nei confronti della madre che lo ha rifiutato, ma nello stesso tempo ha un bisogno doloroso di essere accettato da lei. L’incontro con Hae Soo gli consentirà per la prima volta di comprendere cosa sia l’affetto. Pian piano tra loro nascerà l’amore, un sentimento travolgente che lotterà strenuamente contro il potere e il destino.
La protagonista quindi è una ragazza del 21° secolo, indipendente e vivace, dal forte spirito combattivo, che parla di uguaglianza e giustizia con fervore. Per questi aspetti, atipici per il periodo storico, divenuta Hae Soo, molti dei principi ne saranno affascinati. Vivendo in una realtà diversa, nella quale ci sono regole precise e dove si rischia con facilità la vita a causa di intrighi o di errori verso l’etichetta di corte, per sopravvivere la ragazza dovrà cambiare gradualmente atteggiamento e soffocare il suo spirito combattivo.

“Se sei tu… posso mettermi nelle tue mani. Fai quello che vuoi. Ora sono tuo” (Wang So)

La vedremo divenire una ragazza più sottomessa e un velo di tristezza sostiturà pian piano l’energica forza che traspare dal suo viso nelle prime puntate, ma non sarà il solo personaggio a modificarsi e a crescere durante lo scorrere delle puntate. Resi indimenticabili dalle magistrali interpretazioni di attori come Kang Ha-Neul e Lee Joon-gi, i personaggi di Wank Uk e Wang So ci mostreranno i tormenti e la crescita interiore dei due principi, facendoci tifare per loro, facendoceli odiare e amare, trascinandoci di prepotenza in un’epoca storica e in una cultura così lontane da noi e che alla fine sentiremo tanto vicine che sarà difficile tornare al presente e alla realtà.

Il Drama Moon Lovers – Scarlet Heart Ryeo è la trasposizione coreana del romanzo Bubujingxin della scrittrice cinese Ren Haiyan conosciuta con lo pseudonimo di Tong Hua, dal quale già nel 2011 era stata tratta l’omonima serie Cinese.

Grazie all’accuratezza storica e all’analisi dell’animo umano, la versione coreana di Moon Lovers è un drama con più chiavi di lettura. Così come evidenziato da Tong Hua nel suo libro, il drama rappresenta con chiarezza come il potere sia in grado di devastare ogni cosa: l’amore, la famiglia, l’amicizia. Tutto perde valore di fronte alla sua influenza.

Inoltre, insieme ai vari messaggi disseminati in questo bellissimo drama, quello più bello forse è che l’amore, anche quello di una sola persona, se vero e profondo, può cambiare la storia.

La colonna sonora è di grande livello, impreziosita da brani come For You (EXO), Say Yes (Loco, Punch), Goodbye (Im Do-hyuk) e My Love (Lee Hi), garantiscono allo spettatore emozioni forti e di grande impatto che rendono Moon Lovers un Drama indimenticabile.

“L’opposto di amare non è odiare, ma lasciare.” (Hae Soo)

Curiosità

La forcina con la peonia che Wang So dona a Hae Soo è stata disegnata dalla stessa IU;

Il 28 ottobre 2016  Moon Lovers ha ricevuto il premio Orgoglio della cultura coreana ai Korea Brand Award per il contributo allo scambio di contenuti culturali tra Corea e Cina. A fine anno è stato candidato a dodici premi agli SBS Drama Awards, vincendone sette.

La mia valutazione
10/10
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Lee Joon-gi (이준기)

Il perfezionista dallo sguardo magnetico che trova l’equilibrio nel taekwondo

di Maria de riggi

Cognome: Lee

Nome: Joon-gi ( anche noto come Jun-ki)

Luogo di Nascita: Pusan – Corea del Sud

Data di nascita: 17 aprile 1982

Altezza: 178 cm

Peso: 66 Kg

Segno zodiacale: Ariete

LEE JOON-GI SOCIAL

Lee Joon-gi, conosciuto anche come Lee Joon- ki, Lee Jun- gi o Lee Jun- ki, è nato a Pusan (부산) in Corea del Sud il 17 aprile 1982. È un attore, cantante, modello e ballerino. 

È alle superiori, nell’assistere a una rappresentazione dell’Amleto che resta affascinato dall’arte dello spettacolo. Questo colpo di fulmine lo spinge, anziché entrare al college, a trasferirsi a Seul con il sogno di realizzarsi nello spettacolo.  Nei due anni successivi, il giovane Lee Joon- gi si sostenta con vari lavori part-time, ma poi finalmente ottiene l’ammissione al Seoul Institute of the Arts e nel 2001 debutta come modello.

Il suo primo ruolo importante lo ottiene dopo la laurea in recitazione, quando è scritturato nel film The King and the clown. Il ruolo che gli viene assegnato è quello di un giovane effeminato del tardo XV secolo, costretto a essere l’amante del re Yeonsangun di Joseon.

Con sua grande sorpresa, il film diventa in Corea del Sud il maggior successo cinematografico della storia, con oltre dodici milioni di spettatori. Nonostante l’enorme riscontro ottenuto, però, The King and the clown è censurato in Cina, che lo distribuisce solo in DVD nel 2006.

Questo incredibile successo, ha reso Lee Joon-gi un’icona dell’estetica maschile coreana. Quest’etichetta ha creato però grande imbarazzo nell’attore che più volte ha cercato di scrollarsela di dosso, arrivando a sostenere di sentirsi incatenato al personaggio Gong-gil e a dichiarare: “Dopo la mia interpretazione in The King and the Clown, mi sono trovato in prima linea in questa tendenza da “bel ragazzo”. All’improvviso le persone s’interessarono a me e tutte queste lodi e critiche furono tanto travolgenti che mi sentivo come se stessi fluttuando in aria”.

Una Curiosità: Lee Joon-gi Indossa spesso un orecchino d’argento a forma di croce che gli è stato regalato da sua nonna. 

Nel 2008 è protagonista del drama Iljimae (ramo di fiori di pruno), basato sul manhwa (fumetto) omonimo di Ko Woo-young, pubblicato tra il 1975 e il 1977. Il personaggio di Iljimae, considerato il Robin Hood coreano dell’era Joseon, è divenuto uno dei maggiori successi di quella stagione televisiva. La serie è stata trasmessa anche in Giappone da TV Tokyo e nello stesso anno l’attore è stato nominato ambasciatore per il turismo in Corea.

Nel 2009 è primo attore nella serie televisiva Hero, trasmessa da MBC. La popolarità di Lee Joon-gi cresce, però, esponenzialmente con la sua interpretazione di Wang So, il quarto principe, nel drama Moon Lovers – Scarler Ryeo In quell’anno il suo nome fu, infatti, il primo tra i termini di ricerca e nelle liste settimanali delle parole chiave più cercate nei vari portali coreani.

Lee Joon-gi è un perfezionista e l’ha dimostrato più volte, anche quando per rendere al meglio il personaggio di Wang So, è dimagrito di ben quindici chili. È terzo Dan in Taekwondo, primo in Aikido e primo in Taekkyeon. Si allena duramente molte ore tutti i giorni, anche perché nelle scene di azione non usa controfigure.

La sua professionalità e bravura gli hanno conferito fino a oggi ben quarantuno premi come miglior interprete.

Lee Joon-gi è molto apprezzato come cantante e dal 2006 al 2018 ha pubblicato nove tra album e mini album, l’ultimo nel dicembre 2018, intitolato Delight.

Purtroppo, essendo un animo sensibile, in conseguenza al grande successo ha sofferto di depressione. Lee Joon-gi l’ha ironicamente definita sindrome da star, ma quello non deve essere stato un periodo facile per lui. Ha dichiarato che in quel periodo si sentiva abbandonato dalla famiglia e dagli amici, ma che grazie all’aiuto costante e affettuoso del padre è riuscito a superare quel difficile momento.

FILMOGRAFIA

DRAMA

Star’s Echo (2004)

Drama City: What Should I Do? (2004)

My Girl (2005)

Time Between Dog and Wolf(2007)

Iljimae (2008)

Hero(2009)

Arang and the Magistrate(2012)

Two Weeks(2013)

Gunman in Joseon (2014)

Scholar Who Walks the Night (2015)

Moon Lovers: Scarlet Heart Ryeo (2016)

Seven First Kisses (2016)

Criminal Minds (2017)

Lawless Lawyer (2018)

Fiore del male (2020)

CINEMA

The Hotel Venus (2004)

Flying Boys (2004)

The King and the Clown (2005)

Fly Daddy Fly (2006)

May 18/Splendid Holiday (2007)

Virgin Snow (2007)

Begin Again/Under the Sicily Sun (2016)

Resident Evil: Day of doom (2017)

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Hotel del Luna (호텔 델루나)

L’Hotel Del Luna è un luogo speciale, riservato ad accogliere le anime che hanno lasciato qualcosa d’irrisolto nella vita e non riescono a passare oltre.

di Maria de riggi

Genere: Fantasy/Romance

Sceneggiatura: Sorelle Hong (Hong Mi-ran e Hong Jung-eun)

Regia: Oh Choong-Hwan

Paese di produzione: Corea del Sud

Numero di episodi: 16 di un’ora circa

Anno di prima messa in onda: 2019

Dove vederlo: In streaming sull’app  gratuita VIKI

Main Cast:

IU (Jang Man-wol)

Yeo Jin (Goo/Koo Chan-Sung)

Jeong Dong (Hwan /Manager No)

Shin Jung(Keun/Kim Sun-Bi)

Bae Hae-Sun (Choi Seo-hee)

P.O (Ji Hyun-joong)

L’Hotel Del Luna è una magnifica costruzione millenaria non visibile agli occhi degli umani. È un luogo speciale, riservato ad accogliere le anime che hanno lasciato qualcosa d’irrisolto nella vita e non riescono a passare oltre. È Jang Man-wol (IU- Lee Ji-eun), una donna sospesa da mille anni tra la vita e la morte, a gestire l’edificio. Sarà condannata a farlo finché non troverà la redenzione e qualcuno che abbia commesso un peccato più grave del suo che prenderà il suo posto. Tutto cambia quando nell’hotel arriva Koo Chan-sung (Yeo Jin Goo), il giovanissimo manager di una multinazionale alberghiera.  Per un accordo stipulato da suo padre con Man Wol, il giovane è costretto a divenire il direttore dell’Hotel Del Luna. Come il precedente direttore, Koo Chan-sung sarà in grado non solo di vedere l’albergo, ma anche gli spiriti che lo frequentano.

Hotel Del Luna è un drama perfetto per chi ama i colori e le immagini. La storia punta a catturare lo sguardo dello spettatore, che è avvolto dalla bellezza delle scene che spesso sembrano veri e propri quadri. Il racconto si snoda tra la vita passata della protagonista e il presente, e la narrazione principale è impreziosita dalle storie delle anime ospiti dell’albergo. Le tematiche affrontate sono molto importanti come la morte e il modo in cui ognuno sceglie di affrontarla, il suicidio e il bullismo.

Anche le scene drammatiche non sono mai pesanti, perché spesso accompagnate da una delicata vena ironica. Le anime che passano in questo hotel, che rappresenta una sorta di purgatorio, sono arrabbiate e spesso covano sentimenti di vendetta nei confronti di chi in vita li ha delusi o traditi.

Le persone spesso ci deludono e quando i sentimenti sono molto forti, diventa più complicato accettare un tradimento, un inganno. Così queste anime devono riuscire, attraverso il perdono e la comprensione, a liberarsi dal rancore per poter passare oltre. Anche Man Wol deve redimersi ed è condannata a vivere sospesa nel tempo, nonostante abbia persino dimenticato quale peccato abbia commesso. Nel momento in cui riuscirà a liberarsi del sentimento di vendetta, la sua vita riprenderà a scorrere, seguendo il normale corso del tempo. La sua anima è legata all’albero intorno al quale mille anni prima si è innalzato il maestoso hotel, albero la cui fioritura determinerà il segno del cambiamento. Alla fine, ciò che può guarire le ferite è l’amore e il destino porrà sul cammino di Man Wol la persona capace di risvegliarne il calore del cuore.

“Nei ricordi su un mondo segreto che le altre persone non possono vedere, ci sei tu”

Il protagonista maschile Koo Chan-sung (Yeo Jin Gu) è perfetto nel suo ruolo. Il giovane attore riesce a conferire al personaggio quell’innocenza potente che si contrappone al peccato che accompagna invece Man Wol. Yeo Jin Gu potrebbe apparire oscurato dall’esuberanza del personaggio di IU, complesso e ricco di sfaccettature, ma al contrario emerge in tutta la sua bravura e addirittura lo esalta.

Meravigliosi sono gli abiti vintage creati dai costumisti e indossati soprattutto da IU, che cambia outfit anche una dozzina di volte in ogni episodio.

Un personaggio fondamentale è Ma go (la bravissima Seo Yi-sook), una divinità dai molti volti (12 in questo caso), che interverrà più volte nella vita dei protagonisti.

Visto il grande successo di Hotel del Luna, dopo il cameo nell’ultima puntata di Kim Soo Hyun, si è parlato anche di una probabile seconda stagione. Le sorelle Hong hanno negato questa possibilità, ma non è escluso che ci ripensino e decidano di raccontare la storia del nuovo proprietario dell’hotel. Ancora una volta le due sceneggiatrici hanno deciso di lasciare allo spettatore il compito di interpretare a proprio modo il finale. Forse perché convinte che, come nella storia dell’Universo, anche nella vita non esista un finale determinato.

Bellissime le Ost che accompagnano questa straordinaria storia, in particolare Another Day, cantata da Monday Kiz e Punch e Done for Me, interpretata da Punch. La stessa IU ha composto e interpretato il brano Our happy ending.

Curiosità

Sanchez, l’amico di Koo Chan song interpretato da Jo Hyun-chu, ogni tanto urla parole in italiano, creando siparietti divertenti.

Alcune delle scene più riuscite sono state improvvisate dagli attori stessi che si sono molto divertiti. Dietro le quinte si è respirato un bel clima, tutti gli attori erano affiatati. Tra IU e Yeo Jin Gu è nata una profonda amicizia. Hotel Del Luna è stato uno dei drama di maggior successo del 2019 per la tvN.

Alla fine delle riprese gli attori sono partiti per un viaggio-premio e hanno sfoggiato al ritorno una collanina con una medaglietta che rappresenta il simbolo del drama e cioè la luna piena.

La mia valutazione
9/10
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