Start-Up (스타트업)

Amore, amicizia e riscatto tra innovazione tecnologica, progetti e sogni.

di Donatella Perullo

Titolo: Start-Up (스타트업)

Genere: romance/office

Dove vederlo: in streaming su Netflix

Sceneggiatura: Park Hye-ryun

Regia: Oh Choong-Hwang

Paese di produzione: Corea del Sud

Numero episodi: 16

Durata per episodio: 85 minuti circa

Anno di trasmissione in patria: 2020

Main Cast:

Bae Suzy (Seo Dal-mi)

Nam Joo-hyuk (Nam Do-san)

Kim Seon-ho (Han Ji-pyeong

Kang Han-na (Seo In-jae, sorella di Seo Dal-mi)

Kim Hae-sook (Choi Won-deok, nonna di Seo Dal-mi)

Yoo Su-bin (Lee Chul-san)

Kim So-wan (Kim Yong-san)

Stephanie Lee (Jeong Sa-ha)

Kim Won-hae (Padre di Nam Do-San)

Seo Dal-mi (Heo Jung-eun) e Seo In-jae (Lee Re) sono sorelle. Vivono con dolore la fine del matrimonio dei loro genitori e anche se non vorrebbero, quando questo accade le loro strade si separano. In-jae che è la maggiore decide di seguire la madre in una nuova vita agiata e farsi adottare dal nuovo marito di lei. Dal-mi che è affezionatissima al papà, resta invece con lui nella loro modesta dimora. Padre e figlia condividono il medesimo spirito puro ed entusiasta. L’uomo sogna di aprire un’azienda informatica che dia la possibilità a giovani imprenditori delle Start-up di avviare le proprie aziende senza correre rischi.

Dopo anni di sacrifici le cose sembrano finalmente andare bene per lui, ma sta per ottenere un importante finanziamento quando perde la vita. Così, l’adolescente Seo Dal-mi resta sola con Choi Won-deok (Kim Hae-sook), la nonna paterna. La donna gestisce un ristorante di corn dog e fa il possibile per dare sostegno alla nipote.

Choi Won-deok è una donna molto generosa. Un giorno incontra il giovane Han Ji-pyeong (Nam Da-reum) che è appena uscito dall’orfanotrofio e non ha un posto dove andare. La donna gli offre ospitalità e in cambio lui che ha una mente brillante, la aiuta nella gestione delle finanze. Choi Won-deok è preoccupata per la nipotina che dopo la morte del padre si è isolata e non ha amici. Chiede perciò a Ji-pyeong di scrivere per lei delle lettere alla ragazzina, fingendosi un suo ammiratore. Il ragazzo accetta, sebbene controvoglia, di aiutare la sua benefattrice.

“C’è chi dice che le bugie a fin di bene siano innocue, ma non è vero. Nessuna bugia lo è . Finiscono tutte per fare del male a qualcuno”

(Choi Won-deok)

Per restare incognito, si firma Nam Do-san, un ragazzino che in quei giorni appare sui quotidiani per aver vinto le Olimpiadi della matematica. La corrispondenza tra i due si protrarrà per diverso tempo e darà a Dal-mi e, inaspettatamente, a Ji-pyeong la motivazione per tornare a sorridere. Pur non incontrandosi mai, per entrambi è il primo amore. Un giorno, però, Ji-Pyeong decide di dire addio alla sua amica di penna e andare via per iscriversi all’università. Il distacco dall’anziana è doloroso, ma il giovane che tende a chiudersi e a nascondere i propri sentimenti, non si lascia convincere e parte.

Il racconto riprende ben quindici anni dopo. Seo Dal-mi (Bae Suzy) è diventata una giovane donna dall’innato spirito imprenditoriale. Vive ancora con la nonna e non si è mai fidanzata poiché il suo cuore è sempre occupato dall’amore idealizzato per Nam Do-san. Sua sorella Seo In-jae (Kang Han-na) ha il cognome del patrigno, un grosso imprenditore informatico, e lavora come dirigente nella sua azienda. Han Ji-pyeong (Kim Seon-ho) è diventato un dirigente della Sand-Box, la Silicon Valley coreana. È ricco, molto considerato, ma sempre attento a non aprirsi e ancora solo.

Un giorno Seo Dal-mi riceve l’invito per un evento esclusivo al quale sa che incontrerà la madre e la sorella. Desiderosa di celare che a quasi trent’anni non ha raggiunto nessuno dei suoi obiettivi, decide di mentire alle due. Poiché ha sempre parlato loro di Nam Do-san, dice alla nonna che vuole ritrovarlo e presentarlo come suo fidanzato. Preoccupata, la donna chiama Ji-pyeong e lo prega di aiutarla a trovare l’ignaro Do-san prima di sua nipote, così che il loro castello di bugie non sia rivelato.

Nam Do-san è un genio dell’informatica, titolare con due amici, Lee Chul-san e Kim Yong-san, della Samsan Tech una piccola start-up che però non riesce a decollare. È un idealista, sognatore e ingenuo che accetterà di aiutare lo sconosciuto Ji-Pyeong solo dopo aver letto le lettere scritte anni prima da So Dal-mi.

Inizierà così una commedia romantica degli equivoci ambientata nella Sand Box, che nella realtà non esiste, ma che è così ben descritta da sembrare reale. La storia parte con l’intento di essere un racconto sulle vicissitudini, le ambizioni e le sfide di giovani imprenditori delle Start-up. Ben presto diventa, però, soprattutto una storia d’amore.   

Novello Cyrano de Bergerac quello di Han Ji-pyeong, anche grazie all’interpretazione di Kim Seon-ho, è un personaggio che non si può non amare. Desideroso di affetto ma testardo nel non volerlo ammettere, l’uomo aiuterà Nam Do-san ad avvicinarsi a So Dal-mi, nonostante provi qualcosa per lei. Dal canto suo Do-san è un genio incompreso. Spiccherà il volo grazie al sostegno e alle capacità imprenditoriali di Dal- mi, della quale s’innamorerà a prima vista, anzi, ancora prima di vederla.

“Chi dice che io debba sognare soldi o successo? E se il mio sogno fosse una persona?” 

(Nam Do-san)

All’inizio Nam Do-san è oltremodo ingenuo, un nerd non avvezzo ai rapporti umani. Ha poca autostima e trova il coraggio di avvicinare la donna che ama, solo fingendosi il Do-san delle lettere. Grazie anche alla volontà di restare accanto a Dal-mi, riuscirà, però, a trovare la forza di farsi valere e dimostrare il suo valore. Nam Joo-hyuk lo interpreta alla perfezione e riesce a coinvolgere così bene nelle emozioni del personaggio, da commuovere più volte. Della sua interpretazione mi ha colpito la palese immedesimazione in Nam Do-san. La sua espressività e l’ottima capacità di esternare coinvolgimento emotivo, sono inconfutabili indizi delle sue ottime capacità recitative.

Seo Dal-mi è testarda e ambiziosa. Entra nella Sandbox per dimostrare alla sorella e alla madre di poter arrivare ai vertici di un’azienda, anche senza l’appoggio di una famiglia ricca. È generosa e non ha paura di esprimere i propri sentimenti. Nasconde le fragilità interiori e dimostra grinta e attitudini da leader. Grazie alla forte motivazione sarà in grado di fare scelte lavorative difficili. Senza saperlo, amerà due Do-san. Quello delle lettere, dietro il quale si nasconde Ji-pyeong, e il Do-san reale, insicuro eppure coraggioso nell’esternare i propri sentimenti. Bae Suzy è ormai un’attrice d’esperienza, la amiamo in tanti e non ha bisogno di presentazioni. Voglio egualmente, però, riconoscerle il merito dell’essere riuscita a ben rappresentare l’essenza di Dal-mi, il suo orgoglio, la generosità e l’audacia dei propri sentimenti.

Han Ji-pyeong è, tra i protagonisti, quello al quale ci si affeziona di più. Lo conosciamo quando ha appena lasciato l’orfanotrofio e con pochi spiccioli in tasca è alla ricerca di un alloggio. A quest’età è interpretato da Nam Da-reum, un giovane talento che vi consiglio di tenere d’occhio. Ha iniziato a recitare quando aveva appena sette anni e per me è sempre una gioia ritrovarlo in un drama. Mi aveva già stregato in While you were Sleeping, in Just Between lovers e in tante altre serie nelle quali ha interpretato i protagonisti da giovani. In Start-Up non è da meno. Di recente è stato protagonista del web drama The Great Shaman Ga Doo-shim e gli auguro una carriera splendida. Tornando a Han Ji-pyeong, lui non è abituato a esternare i propri sentimenti e tende a chiudersi in se stesso per non mostrare debolezze.

Così facendo penalizza la propria sfera emotiva. È un uomo di successo, eppure la sua unica compagnia è un’assistente vocale, lo si abbraccerebbe dall’inizio alla fine. Vien voglia più volte di gridargli che sta sbagliando, che rischia di perdere tutto se non trova il coraggio di ammettere a se stesso che ha bisogno degli altri. L’affetto che mostra per l’anziana Won-deok è tangibile e toccante, nonostante cerchi di mascherarlo. Lei è stata la prima a capirlo e sarà per lui la famiglia che non ha mai avuto. Kim Seon-ho è perfetto nel ruolo e come sempre eccezionale. Lo ammiro da quando lo vidi nei panni del magistrato Jung Jae-yoon in 100 Days My Prince (백일의 낭군님). È un attore di grande talento ed è stato eccelso nel trasmettere i tormenti e le contraddizioni interiori del suo personaggio. Il valore di Ji-pyeong nella storia è soprattutto merito suo.

Un plauso speciale va a Kim Hae-sook, attrice di grande esperienza, che riesce a dare vita a una nonna forte e al contempo tenera. Sarà che ho un debole per i nonni, ma il suo personaggio mi è rimasto nel cuore. La sceneggiatrice, Park Hye-ryun, che abbiamo amato per altri suoi lavori come I can hear your voice (2013), Pinocchio (2014) e While you were sleeping (2017), in Start-up pur partendo da un’ottima idea, commette diverse ingenuità che fanno perdere punti al prodotto finale. Alcune scelte lavorative fatte dai personaggi sono, poco credibili e utilizzate per creare imprevisti e intoppi che fanno storcere il naso. Alcuni comportamenti dei protagonisti sono discutibili così come le diverse sottotrame che, non sempre ben sviluppare, rappresentano una pecca del drama.

In sostanza, però, grazie all’interpretazione del cast e alla storia d’amore coinvolgente, molto si perdona. Basta mettere in secondo piano l’aspetto office della storia e concentrarsi sul triangolo amoroso e sull’umanità dei personaggi per apprezzare fino in fondo Start-up.  Il drama è arricchito da OST coinvolgenti che reggono bene il ritmo del racconto. In particolare ho amato Running dell’insuperabile Gaho,  Future cantata dalle Red Velvet e la più melodica Day & Night, interpretata da Jung Seun-hwan. Consiglio Start-Up a chi ama il romanticismo, le storie di riscatto e crescita interiore.

La mia valutazione
8.4/10
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Moon Lovers 2 (Alla conquista della Felicità) – Capitolo 11

di Donatella Perullo

Attenzione 

Il racconto contiene spoiler per coloro che non hanno visto il Drama Moon Lovers: Scarlet Ryeo.

Capitolo 11

Quando Kim Sun-hyun sollevò le palpebre, era di nuovo in un letto d’ospedale. Un vocio sommesso gli fece capire che non era solo. Richiuse gli occhi, nella speranza che nessuno si fosse accorto che era cosciente e si concentrò sulle voci, sperando di distinguere quella di Ha-jin. Riconobbe sua madre e suo fratello Joo-hyuk che parlavano con un uomo, probabilmente un medico. Di tanto in tanto le loro voci si facevano più sommesse, nel tentativo di non fargli capire cosa stessero dicendo. D’un tratto passi affrettati gli fecero acuire i sensi e una voce femminile si aggiunse alle altre. Era quella concitata di Choi Eun-ae la sua fidanzata.

Sun-hyun s’irrigidì, l’unica voce che avrebbe voluto sentire era quella di Ha-jin. Cercò di controllare il respiro per non farsi notare, poi sentì il Samjogo divenire gelido.

Allora spalancò gli occhi e si portò una mano al collo per assicurarsi che fosse nascosto. Era di nuovo azzurro e il colore scorreva come fluido opalescente lungo il disegno cesellato. Non se ne meravigliò. Joo-hyuk, loro madre e persino Eun-ae erano identici al passato. Avrebbe capito che erano reincarnazioni anche senza la reazione del monile. Per un istante gli sembrò di essere tornato nel Goryeo. Non fece in tempo a completare il pensiero che il viso di sua madre gli si parò dinanzi e sull’altra sponda del letto lo raggiunse Cho Eun-ae che gli prese una mano fra le sue.

Kim Sun-hyun avrebbe voluto liberarsi dalla presa, ma era cosciente che sarebbe stato sbagliato. Guardò sua madre, poi la fidanzata e chiese:

«Perché mi avete riportato in ospedale?»

«Tesoro» piagnucolò la mamma, accarezzandogli il volto «ti abbiamo trovato privo di sensi. Perché sei fuggito, cosa ti è venuto in mente?»

Il volto di Kim Joo-hyuk si affiancò a quella di loro madre e lo fissò cupo, come se cercasse di leggergli dentro. Sun-hyun ricambiò lo sguardo del fratello maggiore con la medesima intensità, quasi a sfidarlo, e gli chiese: «Che hai da guardare così, hyeong?»

«Ricordi chi sono? Hai riacquistato la memoria?»

“La memoria, già, la mia memoria”, pensò agitato Sun-hyun. “È stato il Samjogo? È merito suo se ora ricordo tutto? Le mie due vite sembrano essere divenute una. Sono Wang So eppure anche Sun-Yun. È così che si sente Ha-jin che ricorda tutto dei suoi giorni da Hae Soo e della sua vita in questo tempo?” Una fitta gli attraversò le tempie. Strinse gli occhi e il viso gli si distorse in un’espressione di dolore.

«Yeobo! Esclamò preoccupata Eun-ae «Ti senti male?»

Sun-Yun  scosse il capo: «Ho mal di testa, lasciatemi riposare vi prego.» e liberò la mano da quella della fidanzata, poi chiuse gli occhi e si girò su un fianco per voltarle le spalle.

«Dottore…» chiamò la madre in cerca di conforto sulle condizioni del figlio. Il medico gli si avvicinò e con voce profonda e rassicurante disse: «Come le spiegavo poco fa, presidentessa Kim, suo figlio ha subito un forte trauma a causa dell’incidente. Per fortuna pare lo stia superando bene, ma ha bisogno di riposo e tranquillità. Pressarlo potrebbe essere controproducente per il suo recupero.»

«Cosa intende dire, che lo sto disturbando?» la voce della presidentessa era divenuta improvvisamente aspra e il tono di sfida. «Lei sa chi è il proprietario di quest’ospedale, vero dottore?»

“Ecco la madre che conosco” pensò Sun-hyun.

«Õmŏni!» intervenne Joo-hyuk, imbarazzato dall’atteggiamento aggressivo della mamma «Il dottore cerca solo di fare il bene di Sun-hyun. Dovremmo dargli ascolto se vogliamo che torni presto a casa e che stia bene.» poi rivolto al medico, accennò un segno di contrizione e si scusò in vece della donna. Seguì qualche istante di silenzio imbarazzato, poi lei si schiarì la voce e tornando melliflua disse: «Mio figlio ha ragione. Dottore spero possa comprendere, sono una donna angustiata dalla preoccupazione.»

«Certo presidentessa. Suo figlio tornerà presto a casa e mi assicurerò che non lasci l‘ospedale se non quando sarà dimesso.»

«Le conviene che sia così, se non vuole perdere il lavoro.» Puntualizzò secca Eun-ae.

«Tranquilla mia cara» affermò la presidentessa «Il dottore ha capito come stanno le cose. Inoltre la stanza sarà sempre controllata da uno dei miei dipendenti. Il nostro Sun-hyun è al sicuro.»

“Le mie due vite sembrano essere divenute una. Sono Wang So eppure anche Sun-Yun. ”

«Mamma ora andiamo, ti prego.» insisté Joo-hyuk «Sun-hyun è in buone mani e ha bisogno di serenità. Ti riporterò qui domattina, promesso.»

La donna fissò il volto del figlio maggiore poi guardò l’altro, ancora raggomitolato su un fianco, con gli occhi caparbiamente chiusi. Sospirò e si arrese: «Andiamo Eun-ae cara, torneremo domattina.»

Sun-hyun sentì i tacchi della madre e della fidanzata allontanarsi, poi percepì l’odore del dopobarba di suo fratello e capì che si era avvicinato. Il fiato di Joo-hyuk gli lambì l’orecchio mentre sussurrava: «Le porto via, fratellino. Mi devi un favore.»

Sun- hyun non rispose. Aspettò prima di riaprire gli occhi e quando si accorse di essere finalmente solo, si mise a sedere. Guardò il medaglione tornare lentamente al suo colore naturale e ringraziò che nessuno si fosse accorto che lo indossava.

Ora che ricordava tutto, aveva capito che Joo-hyuk era la reincarnazione dell’ottavo principe, Wang Wook. Sarebbe stato impossibile non riconoscerlo, era pressoché identico all’uomo che era stato nel Goryeo. Così come aveva riconosciuto sua madre che ora, al contrario che nella vita passata, sembrava amarlo follemente. Ed Eun-ae? Lei era così simile a Lady Hae Myung-hee, la defunta moglie di Wang Wook. Per non parlare di Wang Eun, il decimo principe, che ora era il segretario Lee Baek-hyuk. Mille domande lo assalirono. La storia si sarebbe ripetuta? Joo-hyuk aveva mantenuto l’amore per la letteratura e l’arte che lo avevano distinto come ottavo principe. Conservava anche la sete di potere e l’indole che lo caratterizzavano nella vita passata? Se avesse incontrato Ha-jin avrebbe di nuovo provato a portargliela via? Eun-ae, Lee Baek-hyuk, Joo-hyuk e sua madre, erano parte della sua vita da sempre.

Ora gli sembrava di non averli mai conosciuti e nello stesso tempo, sapere di loro più di loro stessi. Strinse il lenzuolo tra le dita e imprecò. Chi altri di chi lo circondava era la reincarnazione di un membro della sua famiglia? Di chi avrebbe dovuto guardarsi e chi era colui di cui gli aveva parlato l’astronomo? Certo, il Samjogo lo avrebbe aiutato a riconoscere chi ora aveva un aspetto diverso, anche se ancora non sapeva come utilizzarlo. Ora, però, una sola cosa lo metteva davvero in agitazione, il non sapere dove fosse Ha-jin.  La porta si aprì e il medico tornò nella stanza. Sun-hyun gli indirizzò uno sguardo di sconforto e rassegnazione. L’uomo controllò la flèbo, poi gli puntò una piccola luce prima in un occhio, poi in un altro.

«Sembra che lei stia recuperando bene. Ha rischiato molto, lasciando l’ospedale prima del dovuto. Per fortuna non ci sono state grosse conseguenze. Più tardi la sottoporremo a una visita neurologica e domani mattina le farò ripetere la risonanza magnetica. Voglio assicurarmi che il piccolo ematoma intracranico conseguente il trauma si stia riassorbendo. Se posso fare qualcosa per lei, la prego di dirmelo. È lei il mio paziente, se vedere i suoi familiari la disturba ho l’autorità per non consentire visite.»

Sun-hyun gli sorrise grato: «La ringrazio dottor Park. Lei mi conosce da otto anni ormai. Quando mi dimetteranno avrò diverse situazioni da risolvere, anche con la mia famiglia. Poter avere ancora un po’ di tranquillità mi aiuterebbe. Le farò avere i nomi di chi può autorizzare a farmi visita, gli altri sono certo che saprà come tenerli alla larga.»

«Può contare su di me.» assicurò il medico.

«Per ora vorrei vedere Lee Baek-hyuk, il mio segretario, senza che la mia famiglia venga a saperlo. Crede di poterlo rintracciare per me?»

«Certo, signor Kim.» lo rassicurò il medico «Ora però cerchi di riposare. Verrà un’infermiera per medicarla e cambiarle la flebo. Vuole che le dia qualcosa che la aiuti a dormire?»

Sun-hyun scosse il capo: «No grazie. Ho bisogno di pensare e poi mi sento così stanco che non credo avrò difficoltà ad addormentarmi.»

Il dottor Park annuì pensieroso: «Come preferisce.» disse poi, andando via.

Trascorsero solo pochi minuti prima che due infermiere entrassero nella stanza per prendersi cura di lui. Indossavano mascherine chirurgiche e avevano i capelli nascosti dalle cuffie della divisa

Preso dai suoi pensieri, Sun Hyun non le guardò. Lasciò che una gli sostituisse la flebo e poi iniziasse a medicargli la ferita che, nell’incidente d’auto, si era procurato sulla spalla.» L’altra ragazza rimase ferma accanto alla collega, in silenzio. Sun-hyun non fece caso a lei fin quando l’infermiera non ebbe finito il suo lavoro e le disse: «Posso concederti solo qualche minuto. Ti aspetto fuori, ti prego non mettermi nei guai.» La giovane accennò un inchino di gratitudine e guardò l’amica chiudersi la porta alle spalle. In quel momento, incuriosito dalla strana situazione, Sun-hyun guardò l’infermiera e il suo cuore ebbe un sobbalzo: «Ha-jin!»

Lei abbassò la mascherina e si chinò verso di lui, per accarezzargli il viso: «Come stai, amore mio? Ho creduto di impazzire quando Ji-mong mi ha portata via.»

«Sto bene, ora che ti vedo.»

«Oh, Wang So, devo dirti alcune cose importantissime.» era agitata e parlava a fatica. Lui la prese per un polso e con delicatezza la indusse a sedergli accanto. La guardò incantato, poi le prese il viso tra le mani e sussurrò: «Mi dirai ogni cosa, Yeobo, ma dopo. Ora voglio solo baciarti, ne ho bisogno più dell’aria.» poi impresse il suo appassionato sigillo d’amore.

Fine secondo capitolo undicesimo

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Moon Lovers 2 (Alla ricerca della Felicità) – Fanfiction

Questa fanfiction è liberamente ispirata al Drama Coreano Moon Lovers: Scarlet Ryeo. È frutto del lavoro e dell’intelletto dell’autrice. Il suo contenuto è protetto dal diritto d’autore nonché dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiarla, riprodurla, appropriarsene e ridistribuirne i contenuti se non espressamente autorizzati dall’autrice. Fatti e persone descritti nella Fanfiction sono frutto dell’immaginazione. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Copyright © 2021 Korean Drama & World. All rights reserved

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Titolo: Moon Lovers 2 (Alla conquista della Felicità) – Capitolo 10

di Donatella Perullo

Attenzione 

Il racconto contiene spoiler per coloro che non hanno visto il Drama Moon Lovers: Scarlet Ryeo.

Capitolo 10

Wang So aveva mal di testa. Le tempie gli battevano tanto forte da non riuscire a ragionare. Aveva ascoltato il racconto dell’astronomo e ora si sentiva confuso e stordito da rabbia e preoccupazione. Prese la mano di Ha-jin e la strinse piano, per trasmetterle una sicurezza che neanche lui purtroppo aveva. Ji-mong capì il suo stato d’animo e, posandogli le mani sulle spalle, disse:

«I tuoi fratelli, mio re, sono qui anche loro. Hanno vissuto altre vite e alcuni hanno ritrovato la pace che permette di avere un’esistenza serena, ma non tutti. Tra loro c’è qualcuno che si porta dietro il dolore e la rabbia di quanto accadde in quegli anni. Uno, in particolare, a causa di questa sofferenza, è rimasto preda del male e ne è diventato adepto. È lui che dovete salvare, il suo destino che dovrete cambiare per impedire che l’equilibrio che sorregge quest’epoca non vada perduto.»

«Come possiamo cambiare il destino di qualcuno e soprattutto, come troveremo i principi? Potrebbero essere ovunque.» chiese  Hae Soo ansiosa.

«Proprio tu non dovresti farmi questa domanda. Nessuno più di te sa come cambiare in meglio il destino di qualcuno. Negli anni vissuti al Palazzo con la tua grazia, la generosità e l’affetto sei riuscita a risvegliare le coscienze anche di chi sembrava non averne.»

«Sono stata solo me stessa.»

«Ed è quello che dovrai fare anche ora. Dovrete restare uniti ed essere voi stessi. Insieme scoprirete chi è in balìa del male e lo riporterete verso luce. Solo in questo modo l’anomalia che ha dato origine a tutto ciò sarà annullata e chi l’ha provocata, sconfitto.»

Wang so stringeva ancora il Samjogo e d’un tratto gli sembrò fosse divenuto più freddo, quasi di ghiaccio. Aprì il palmo e lo osservò, un azzurro pulsante aveva preso il posto dell’oro di cui era composto e il monile sembrava emanare uno strano scintillio.

«Ma cosa!?» sobbalzò il re.

«Non temere, è così che comunica con te. Lui è in grado di riconoscere i principi, anche se hanno un aspetto diverso. Ne vede gli animi e li sente quando sono vicini. Quando troverai colui che cerchi, la sua luce diverrà scura. Un viola tetro che non potrai non riconoscere.»

«Quando accadrà, cosa dobbiamo fare?» si preoccupò Ha-ji.

«Il Samjogo sarà la vostra guida, ma anche la vostra arma.»

«Si, ma ora perché è divenuto così?» Wang So non riusciva a capacitarsene.

«Uno dei tuoi fratelli è vicino. Probabilmente fa parte della tua famiglia attuale.  Ti hanno trovato e stanno venendo a prenderti per riportarti a casa. Kim Sun-hyun è molto amato, la sua famiglia è preoccupata.»

«Allora devo andare via, subito!» scattò Wang So.

«No!» Lo fermò Ji-mong «Devi andare con loro. Tu sei Kim Sun-hyun e devi tornare alla tua vita. È così che deve andare.»

«Io resto con Hae So e non vado in nessun posto senza di lei.» sentenziò Wang So a denti stretti, prendendola per mano.

Ji-mong scosse il capo: «Ascoltami mio re, perché ciò che sto per dire è di fondamentale importanza. Indossa il Samjogo, ti porterà ai tuoi fratelli, ti proteggerà e ti guiderà. Saprà come farlo e tu imparerai a seguire la strada che ti indicherà, ma quest’oggetto è molto più di questo. Ti renderà una fenice capace di risorgere dalle sue ceneri e ricomporrà il tuo animo frammentato. Inoltre ricorda, questo monile è anche una chiave. Quella che ti consentirà di chiudere per sempre la porta dietro la quale devi relegare l’Oscuro, quando questi si presenterà.»

Il ciondolo divenne ancora più luminoso.

«Sono vicini. Devo andare via.» si agitò l’astrologo «Usa il Samjogo se vuoi che qualcuno dei tuoi fratelli ricordi il passato. Ricorda, non esiste amuleto più potente!»

Qualcuno in lontananza gridò: «Eccolo, lo vedo! Sun-hyun, Kim Sun-hyun!»

«Ci hanno trovati!» esclamò Ha-jin con voce strozzata dall’ansia.

Wang So sentì il freddo del metallo diventare tiepido, poi pian piano sempre più caldo. Un istante dopo il monile sembrò farsi di fuoco, divenne rosso acceso e gli strappò un grido di dolore.

L’astronomo afferrò Wang So per un braccio e in un tono che non ammetteva repliche gli ingiunse: «Indossa il Samjogo, mio re. Ora! Se non vuoi che tutto sia stato inutile e che il vostro destino sia nefasto!»

La voce che gridava il nome di Kim Sun-hyun ora era più vicina.

Wang So cercò le labbra di Ha-jin e la baciò con trasporto disperato, poi senza bisogno di parole cercò da lei la risposta che cercava.

La giovane annuì, con gli occhi lucidi di lacrime a stento trattenute. Lui allora prese con entrambe le mani la catena del Samjogo e la indossò. Il ciondolo si fermò sulla pelle chiara, nello scollo della camicia appena sbottonata.

Wang So sentì il freddo del metallo diventare tiepido, poi pian piano sempre più caldo. Un istante dopo il monile sembrò farsi di fuoco, divenne rosso acceso e gli strappò un grido di dolore.

Ha-jin urlò disperata. Si avventò sul ciondolo per strapparlo via, ma l’astronomo la trattenne con forza.

«No! È così che deve andare. Non temere per lui!»

Ha-jin  vide Wang So irrigidirsi,  digrignare i denti e gettare il capo all’indietro, poi stramazzare al suolo scosso da convulsioni.

«No, no!» il suo grido disperato sembrò sovrastare persino le cascate variopinte della  Raimbow Fountain. Provò di nuovo a liberarsi della presa dell’astronomo per gettarsi su Wang So, ma le dita dell’uomo sembravano d’acciaio e non lasciarono le sue braccia.

Wang So si contorse ancora per qualche istante, poi la luce del Samjogo divenne più soffusa fino a spegnersi e il corpo del giovane si rilassò, per restare immobile sul selciato, privo di sensi.

«Andiamo via da qui.» ordinò Ji-momg «Stanno arrivando. Sapranno prendersi cura di lui.»

«Non voglio lasciarlo! Voglio essere certa che stia bene!»

«Sta bene, devi fidarti di me. Andiamo via. Ora!» e dicendo questo, la prese di forza e la portò lontana da Wang So.

Fine secondo capitolo decimo

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Moon Lovers 2 (Alla ricerca della Felicità) – Fanfiction

Questa fanfiction è liberamente ispirata al Drama Coreano Moon Lovers: Scarlet Ryeo. È frutto del lavoro e dell’intelletto dell’autrice. Il suo contenuto è protetto dal diritto d’autore nonché dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiarla, riprodurla, appropriarsene e ridistribuirne i contenuti se non espressamente autorizzati dall’autrice. Fatti e persone descritti nella Fanfiction sono frutto dell’immaginazione. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Copyright © 2021 Korean Drama & World. All rights reserved

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Jung Hae-in (정해인)

Il dolce conquistatore che ha dimostrato di avere molto più della bellezza esteriore.

di Donatella Perullo

Cognome: Jung

Nome: Hae-in

Professione: Attore

Luogo di nascita: Seoul – Corea del Sud

Data di nascita: 1 aprile 1988

Segno zodiacale: Ariete

Altezza: 1,78 cm

Peso: 68 kg

Gruppo sanguigno: A

Religione: Cattolicesimo (nome di battesimo: Paul)

Agenzia: FNC Entertainment

JUNG HAE-IN  SOCIAL

Jung Hae-in proviene da una famiglia benestante. Suo padre gestisce un Ospedale oculistico ad Ansan. Ha un fratello che ha sette anni meno di lui, Jung Hae-jun il quale pare gli somigli e con cui va molto d’accordo. Come il fratello maggiore, Jung Hae-jun ha già prestato servizio per la leva obbligatoria e ora, oltre a studiare ingegneria, gestisce un franchising di pollo di cui l’attore è testimonial. Tempo fa, durante il programma televisivo Hangout with Yoo di MBC,  Hae-jun disse che Hae-in gli era stato sempre di grande ispirazione. Le sue parole furono: “Al di là del fatto che sia parte della mia famiglia, Hae-in è una persona incredibile. Sono stato molto influenzato da mio fratello maggiore. Mi ha insegnato come dovrei affrontare la vita e come trattare le altre persone. Penso che il modo in cui si comporta sia fantastico.

Fino al diploma, Junh Hae-in era un ragazzo in sovrappeso. Raggiunse la forma fisica solo dopo il liceo, prima di partire per il servizio militare. Si è avvicinato relativamente tardi al mondo della recitazione. Quando era alle medie, andò a una mostra sui misteri del corpo umano e ne rimase colpito. Decise così di laurearsi in biotecnologia e diventare un ricercatore. Al momento di iscriversi all’Università, fece domanda per essere ammesso alla Facoltà di Bioingegneria, ma la sua richiesta fu respinta. A vent’anni decise così di partire per la leva obbligatoria, divenendo comandante della divisione Unjeonbyeong come autista di mezzi militari. Fu dimesso regolarmente a ventidue anni con il grado di sergente dell’esercito della Repubblica di Corea.

Il suo interesse per il mondo dello spettacolo nacque per caso. Un giorno era andato con gli amici al COEX a vedere il film Dream Girls. Al termine dello spettacolo si fermò a mangiare un gelato. Lì un agente lo notò e gli propose di fare un casting come attore. Fu questo episodio ad attirare la sua attenzione, inducendolo a iscriversi all’Università di Pyeongtaek, nel Dipartimento di radiodiffusione e spettacolo e all’Accademia di recitazione.

Durante gli studi Universitari partecipò a diversi musical, scoprendo così anche il suo talento per la musica. In effetti Junh Hae-jin ha anche una bella voce e pare gli piaccia cantare. Lo ha fatto spesso anche ai fan meeting. Ama le canzoni del cantante e ballerino coreano Paul Kim. Con lui, nel 2020, ha duettato in un brano intitolato But I Will Miss You.

Prima del debutto come attore, apparve nel 2013 nel video musicale “MOYA” degli AOA. L’anno seguente ebbe il suo primo ruolo nel drama di TV Chosun Bride of the Century. Il pubblico iniziò a notarlo, però, dopo il drama Goblin – The Lonely and Great God nel quale interpretò il primo amore della protagonista. Nel 2017 recitò nei drama While You Were Sleeping e Prison Playbook. L’anno successivo fu protagonista accanto a Son Ye-jin della serie romantica Something in the rain. Il 2019 fu l’anno di un altro drama romance, Spring Night.

Subito dopo, ebbe il ruolo principale nel film originale Netflix Tune in for Love con Kim Go-Eun. Durante la sponsorizzazione di questo film al London East Asia Film Festival, Jung Hae-in dichiarò che gli sarebbe piaciuto recitare nelle vesti di un cattivo. Disse che sentiva di non essere pronto, ma che se gli si fosse presentata, avrebbe colto l’occasione. Quando il giornalista gli domandò che genere di villain avrebbe voluto interpretare, lui rispose “Uno psicopatico”. Confessò poi che si sentirebbe onorato a recitare con Han Suk-Kyu che è uno dei suoi attori preferiti.

Nel 2020 arrivò per lui ancora una storia romantica con il drama TvN A Piece of your mind. Quest’ultimo non ebbe il riscontro sperato. Durante la messa in onda, infatti, l’audience scese al punto da indurre la produzione a tagliare la storia, diminuendo le puntate dalle sedici previste a dodici. Qualcuno ha poi sostenuto che il mancato successo di A Piece of your mind non sia dipeso dalla qualità del drama, ma dal fatto che il personaggio interpretato dall’attore fosse troppo simile a quelli dei suoi lavori precedenti sin dal debutto e che il pubblico si fosse stancato di questa immagine.

Fatto sta che nel 2021 con il Drama originale Netflix D.P. arriva la svolta. In Desert Pursuit, infatti, Jung Hae-in interpreta un ruolo totalmente diverso dai precedenti, vestendo i panni del soldato semplice Ahn Joon-ho che ha il compito di trovare e catturare i soldati disertori. Il drama, tratto dall’omonimo webtoon di successo, affronta il tema delle difficoltà che i militari sudcoreani affrontano in caserma. D.P. racconta del diffuso bullismo e nonnismo, nonché della mentalità secondo la quale deve sopravvivere solo il più adatto mentre i più deboli sono messi da parte e destinati a subire ogni sorta di vicissitudine da parte dei superiori. Il 2021 è anche l’anno del Drama Snowdrop. Drama ambientato nel periodo del Movimento per la Democrazia del 1987, movimento di protesta che voleva costringere il governo di allora a concedere elezioni eque. 

Per la sua recitazione Jung Hae-in è stato premiato già ben tredici volte. Dopo una delle prime premiazioni, nel 2018, fu travolto da una polemica a causa di una fotografia. La storia di questa controversia è piuttosto singolare. Ai Baeksang Arts Awards di quell’anno l’attore ricevette il premio come Most Popular Actor, che non è equiparabile a un premio di prima categoria. Al termine della cerimonia Jung Hae-in si mise in posa al centro del gruppo, cosa che offese l’opinione pubblica. In Corea del Sud è, infatti, consuetudine che nel mezzo della foto di gruppo di un evento ci siano le persone più importanti della manifestazione. Questo perché la fotografia di gruppo di una cerimonia fa parte della sua storia.

Nel caso dei Baeksang Arts Awards, inoltre, questa foto è utilizzata come immagine rappresentativa e distribuita ai media. Ecco perché al centro della fotografia deve esserci una persona che ha dato un alto contributo all’evento o che ha ricevuto il premio principale.

In effetti, in quel caso, il servizio fotografico fu effettuato lasciando i personaggi presenti così come si erano posti, comprendendo che il giovane attore, all’epoca principiante, fosse nervoso ed emozionato e per questo in errore.

La cosa sarebbe finita lì se una rivista non avesse iniziato a pubblicare una serie di articoli che criticavano la posizione di Jung Hae-in nell’immagine. Questi articoli, data la sua popolarità, gli crearono non pochi problemi. L’agenzia dell’attore intervenne in sua difesa, facendo notare che i veterani che lo circondavano in quell’occasione, non gli avevano detto nulla né mostrato disagio. Per questo il giovane, nervoso ed emozionato, non si era neanche accorto dello sbaglio. In un’intervista rilasciata poco tempo dopo, egli, infatti, dichiarò: “Ho ricevuto un premio immeritato, ma ero molto nervoso perché era la mia prima volta a una grande cerimonia di premiazione.”

Oltre al suo impegno nella recitazione, Jung Hae-in è anche un modello e ha posato per le più importanti riviste. Negli anni, inoltre, è stato testimonial di numerosi marchi, tra i quali, nel 2020, la casa automobilistica italiana Ferrari. Per la Casa di Maranello, ha prestato, infatti, il volto per la promozione della nuova Coupé Ferrari Roma. Per la campagna pubblicitaria della Ferrari Roma: “La Nuova Dolce Vita” ha anche girato uno spot nel quale, oltre a mostrarsi in tutta la sua elegante bellezza, pronuncia qualche parola in italiano.

Finora ho illustrato i punti salienti della vita lavorativa di Jung Hae-in. Cosa sappiamo, però, di lui come persona?

Come se non bastassero le sue capacità d’attore e la voce melodiosa, Jung Hae-in ha anche talento per la pittura. A ottobre del 2020, infatti, ha condiviso sul profilo Instangram una sua foto con un suo dipinto intitolato One Autumn Day, Han River and Sunset. Anche nel settembre del 2021 si è mostrato accanto a una sua opera intitolata, invece, Feel in Autumn Forest. La realizzazione di entrambi i dipinti è stata filmata e condivisa dal franchising di pollo di suo fratello minore del quale l’attore è testimonial dal gennaio 2020. Le opere sono state utilizzate per creare speciali confezioni da asporto per le pietanze del franchising. Se volete vedere il video della realizzazione del primo dei due dipinti, potete farlo QUI.

“One Autumn Day, Han River and Sunset.” fonte instagram @holyhaein

“Feel in Autumn Forest” fonte instagram @holyhaein

Non vi basta che sappia recitare, cantare e dipingere? Bene, perché Jung Hae-in ama anche cucinare, soprattutto il cibo coreano. Si dice che sia molto bravo nella preparazione dello stufato di kimchi e di quello di pasta di soia. Gli piace mangiare e più di tutto ama la carne e il pane. È ghiotto dei Choco Pie, gli piacciono tanto che è capace di farne fuori intere confezioni. Per chi non lo sapesse, i Choco Pie sono dolcetti di pan di spagna, infarciti di marshmallow e ricoperti di cioccolato.

In un’intervista Jung Hae-in ha dichiarato di essere un fan della birra e che riesce a berne anche sette bicchieri da 500 cc.. Ha anche affermato, però, di non reggere bene il Soju. Per sua ammissione ha un metabolismo che lo fa ingrassare e per questo deve stare attento alla dieta.

Ci tiene molto a non prendere peso perché dice di non avere lineamenti decisi. Per questo  sostiene che ingrassando il suo viso si gonfierebbe, ricordando quello di una lumaca.

Dunque, forse per la sua adolescenza da ragazzo in sovrappeso, ci tiene molto alla forma fisica. Così si allena ogni volta che ha del tempo libero e s’impegna in esercizi come flessioni, squat e pull-up. Gli piace molto anche andare in bicicletta.

Sarete felici di sapere che Jung Hae-in è anche un uomo di grande generosità. Nel 2019 ha donato trenta milioni di won (circa 22.000 €) all’area colpita dagli incendi di Gangwon-do. Durante la pandemia di Covid-19, ha effettuato una donazione di cento milioni di won (circa 73.000 €). Donazione che ha fatto, attraverso la Daegu Social Welfare Community Chestin, in favore delle classi a basso reddito di Daegu.

Fonti: (1), (2), (3)

FILMOGRAFIA

FILM

The Youth (2014)

Salut d’Amour (2015)

The Moon of Seoul (2016)

The King’s Case Note (2017)

Conspiracy: Age of Rebellion (2017)

Heung-boo: The Revolutionist (2018)

Tune in for Love (2019)

Start-Up  (2019)

DRAMA

Bride of the Century (2014)

The Three Musketeers (2014)

Blood (2015)

Replay 1988 (2015)

Yeah, That’s The Way It Is (2016)

Goblin – The Lonely and Great God (2017)

While you were sleeping (2017)

Prison Playbook (2017)

Something in the rain (2018)

One Spring Night (2019)

A Piece of your mind (2020)

D.P. ( 2021)

Snowdrop (2021)

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Squid Game (오징어게임)

Una storia scioccante e allegorica che mostra il lato oscuro del capitalismo e di una società che dà sempre meno importanza al valore della vita

di Donatella Perullo

Titolo: Squid Game (오징어게임)

Genere: Thriller/Distopico/Horror/Dramma

Sceneggiatura e regia: Hwang Dong-hyuk

Paese di Produzione: Corea del sud

Numero episodi: 9

durata per episodio: 55 minuti circa.

Anno di messa in onda: 2021

Dove vederlo: in streaming su Netflix

Main Cast:

Lee Jung-jae (Seong Gi-hun –  456)

Park Hae-soo (Cho Sang-woo – 218)

Jung Ho-yeon (Kang Sae-byeok – 67)

Oh Yeong-su (Oh Il-nam- 1)

Heo Sung-tae (Jang Deok-su – 101)

Anupam Tripathi (Abdul Ali – 199)

Kim Joo-ryoung (Han Mi-nyeo – 212)

Wi Ha-joon (Hwang Jun-ho)

Lee Byung-hun (Front Man)

Kim Young-ok (madre di Seong Gi-hun)

Gong Yoo (misterioso procacciatore di partecipanti al gioco)

“Nella mia città, lo chiamavano “Il gioco del calamaro” Questo perché si giocava su un campo a forma di calamaro. Le regole erano semplici. I bambini si dividevano in due gruppi, attacco e difesa. All’inizio la difesa correva normalmente entro i confini, mentre gli attaccanti, all’esterno, dovevano saltare su un piede solo. Se uno degli attaccanti superava la difesa e percorreva il centro del calamaro, guadagnava la possibilità di camminare su due piedi. Per qualche ragione, quando succedeva lo chiamavano ‘l’ispettore segreto’. Dopo essersi preparati per la battaglia finale, gli attaccanti si riunivano all’ingresso del calamaro. Per vincere gli attaccanti dovevano toccare col piede l’area segnata in cima al calamaro. Se il difensore ti spingeva fuori dalla linea di confine del calamaro, morivi. Esatto, morivi.” 

(Voce fuori campo)

Seong Gi-hun è un uomo logorato dai debiti a causa della ludopatia. Ha perso tutto e vive grazie all’aiuto dell’anziana madre che continua a lavorare, nonostante il suo precario stato di salute. Non riesce a risalire la china e continua a giocare nel tentativo di riuscire a sanare i debiti che ha contatto con pericolosi strozzini. Gi-hun ha una figlia di dieci anni che vive con la madre e il nuovo compagno di quest’ultima. Il giorno del compleanno della bimba, l’uomo fa di tutto per riuscire a comprarle un regalo e recuperare i soldi sufficienti per portarla al ristorante. Ha appena vinto una cospicua somma alle corse dei cavalli, però, che una borsaiola gliela ruba. Di conseguenza gli strozzini gli estorcono un patto di rinuncia ai diritti fisici. Il contratto lo costringerà alla donazione degli organi nel caso non onorasse il debito entro una determinata data.

Quella sera, mentre sta aspettando la metropolitana per tornare a casa, Seong Gi-hun è avvicinato da un uomo elegante e carismatico (Gong Yoo). Lo sconosciuto lo sfida a una partita di ddakji, promettendogli una vincita di 100.000 won (72,66 €) per ogni mano vinta. Gi-hun non resiste alla tentazione e accetta la sfida. Alla fine della partita lo sconosciuto  gli dà uno strano biglietto da visita. Lo invita poi a iscriversi a una competizione che promette la vincita di ben cento milioni di Won (72.600 €).

Gi-hun non prende in considerazione la cosa. Quando, però, scopre che sua madre per sopravvivere ha bisogno di un interveto chirurgico, compone il numero di telefono scritto sul biglietto. Si ritroverà coinvolto, con altri 455 infelici, in un’allucinante gara di sopravvivenza.

“La vita è come un gioco, ci sono molti giocatori. Se non giochi con loro, giocheranno con te.”

(Oh Il-Nam)

I 456 giocatori saranno condotti in una fortezza allestita nel sottosuolo di un’isola deserta. Qui dovranno gareggiare per un premio finale di 45,6 miliardi di Won (poco più di 33,141 milioni di euro),che andrà all’unico vincitore. La competizione sarà suddivisa in sei manche ognuna delle quali consisterà nel competere in un gioco dell’infanzia. Seong Gi-hun si troverà a condividere l’incredibile e al contempo atroce esperienza con persone disperate quanto lui. Varia umanità rinchiusa in una sorta di surreale parco giochi. Luogo che in alcune inquadrature mi ha rammentato house of stairs, litografia dell’artista olandese Esher, e in altre ha ricordato documentari sui campi di concentramento. Un’arena controllata da un Front Man a capo di uomini mascherati e armati che non hanno pietas né considerazione per la vita umana. Le uniche cose che l’organizzatore del gioco concederà ai partecipanti saranno cibo, razionato e povero,  acqua e servizi igienici. 

Non sarà loro fornita assistenza medica in nessun caso, neanche qualora qualcuno restasse gravemente ferito. Impauriti da ciò che gli potrà accadere, i partecipanti saranno però anche allettati dalla vincita che diventa più cospicua a ogni giocatore eliminato. Con il procedere del gioco, tra loro si instaureranno alleanze e rivalità, affetto e odio. Ognuno con la sua storia e il doloroso bagaglio che lo ha condotto in quel luogo, rappresenterà un valore aggiunto al racconto. Personaggi come il forte e tenero immigrato pakistano Ali o la nord coreana Kang Sae-byeok che desidera dare un futuro migliore al fratellino o ancora la giocatrice numero 240, Ji-yeong, sono destinati a rubare un pezzetto del nostro cuore. Non passeranno inosservati neanche alcuni dei personaggi più controversi. Tra loro il violento gangster numero 101, Deok-su, la squilibrata numero 212, Min-hyeo o il genio della finanza, il numero 218, Sang-woo.

Uno sguardo di tenerezza e ammirazione si avrà per il numero 1. Oh Il-nam  è il più anziano dei giocatori e Seong Gi-hun lo prenderà sotto la sua alla protettrice. È malato terminale e ha scelto di partecipare allo Squid Game piuttosto che aspettare di morire a causa del tumore. L’anziano si rivelerà fondamentale nella storia e non solo per la sua esperienza di vita e per la saggezza. Scariche di adrenalina ce le riserverà anche un personaggio outsider, il poliziotto Hwang Jun-ho. L’uomo si infiltrerà, infatti, nel gioco, mascherandosi da guardiano, pur di ritrovare il fratello scomparso.

In ogni caso, i veri protagonisti di questo Drama, sono i colpi di scena e i messaggi intrinseci. L’allegoria è presente in ogni sfumatura del drama che, affrontando in modo scioccante i temi della coscienza di classe, diventa una denuncia sociale. Squid Game mostra il lato oscuro della società e del capitalismo e questo lo rende un drama profondo che andrebbe visto con attenzione ai dettagli. La serie nasconde, ma non troppo, messaggi importanti. Non c’è avvenimento durante il corso del racconto che non sia significativo e che non dia spunti di riflessione. Neanche lo spettatore più superficiale potrà evitare di meditare sulle motivazioni dei personaggi e sugli avvenimenti che li coinvolgono. Anche di quelli che non partecipano alla competizione.

“Sono brava in tutto, tranne nelle cose che non so fare” 

(Han Mi-nyeo)

Per quanto ricco di scene estreme e avvenimenti iperbolici, Squid Game induce dunque a riflettere su quanto la società in cui viviamo sia spietata. Quanto dia sempre meno importanza al valore della vita.

Come la gran parte delle produzioni coreane di buon livello, dunque, Squid Game non è un drama che va visto alla leggera. È una storia avvincente, emozionante e cruda della quale bisogna essere pronti a coglierne i messaggi, sia quelli di denuncia sociale che quelli di speranza. Questo Drama è un racconto che ha lo scopo di scuotere gli animi e ci riesce benissimo. Seong Gi-hun che all’inizio appare come un rifiuto della società, con il proseguire del racconto si dimostra profondamente umano. La sua lealtà e il suo essere empatico e generoso, disposto sempre a condividere quel poco che ha, lo mettono in luce, facendolo distinguere dalla massa.

Al di là dei richiami, che molti hanno riconosciuto, ad altre storie come Hunger Games o Matrix, Squid Game riesce a mantenere salda la sua originalità. Riguardo l’omaggio a Matrix, molti lo individuano nei cartoncini del  ddakji, uno rosso e l’altro blu come le pillole che Morpheus offre a Neo. Il film delle sorelle Wachowski è poi menzionato da Ali Abdul in una conversazione con  Han Mi-nyeo. Non bisogna dimenticare, però, che il colore rosso e il blu hanno significati ben precisi nella cultura coreana. Sarebbe plausibile ritenere, perciò, che per  la scena del ddakji come per altre che riguardano il protagonista, Hwang Dong-hyuk abbia tenuto conto anche di questo.

All’uscita di Squid Game ci sono state alcune polemiche. È stato accusato di avere somiglianze con “As The Gods Will”,  film giapponese del 2014, tratto a sua volta dall’omonimo manga del 2011. A questo Hwang Dong-hyuk ha risposto dichiarando di aver iniziato la stesura di Squid Game nel 2008 e averla completata nel 2009. Da allora per ben dieci anni non era riuscito a trovare investitori per la serie perché ritenuta troppo strana. Oggi, anche se il finale lascia spazio a un sequel, l’autore dichiara di non avere in progetto una seconda stagione.

Ha detto, infatti, di sentirsi stanco anche solo a pensare di dover progettare un sequel. In un’intervista ha persino rivelato che Squid Game lo ha stressato tanto da avergli fatto perdere sei denti e che ora sta mettendo gli impianti. Certo, il lavoro che è stato fatto nella stesura e nello sviluppo di questo drama è considerevole. Certosino anche per quanto riguarda l’inserimento di numerosi Easter Eggs che lo spettatore più attento potrà certamente individuare. Le OST sono tutte strumentali e accompagnano con efficacia il racconto. Due brani in particolare mi hanno colpita, Way Back Then di Jung Jae-il e Pink Soldiers di 23. In conclusione, Squid Game è un drama potente e dalle mille sfaccettature, adatto a chi ama le tinte forti. È la serie alla quale va riconosciuto il merito di aver fatto avvicinare ai drama coreani spettatori e critici che non li avevano mai presi in considerazione.

Una Curiosità: Per la promozione di Squid Game intorno all’Itaewon Hamilton Hotel e alla stazione di Itaewon era stata allestita una zona di esperienza chiamata ‘Ogem World’. Per la gioia dei fan coreani, il particolare parco temporaneo riproduceva fedelmente le zone giochi del drama. Era previsto che fosse esposto fino al 18 settembre 2021. A causa dell’aumentare dei casi di Covid-19, però, è stato deciso di chiudere e demolire in anticipo il sito.

La mia valutazione
10/10
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Moon Lovers 2 (Alla conquista della Felicità) – Capitolo 9

di Donatella Perullo

Attenzione 

Il racconto contiene spoiler per coloro che non hanno visto il Drama Moon Lovers: Scarlet Ryeo.

Capitolo 9

Wang So si frappose tra lo sconosciuto e Ha-jin. Il suo sguardo infuocato avrebbe indotto chiunque alla fuga, ma non costui.

«Non devi temermi Wang So.» Disse l’altro, scoprendosi il volto «Non è forse grazie a me che sei riuscito a giungere fin qui?»

«Ji-mong?!» si sorprese il re, nel riconoscere l’astronomo di corte.

Ha-jin fece capolino da una spalla dell’amato e il cuore le saltò in gola. Quell’uomo era il migliore amico di Wang So, uno dei pochi di cui lui si fidasse. Era anche, però, l’ultima persona con la quale aveva parlato prima di rischiare di affogare per ritrovarsi poi nell’epoca Goryeo. Perché era qui, ora?

«Ciao Ha-jin.» disse l’altro «Sono felice di vedere che stai bene e che finalmente hai riacquistato del tutto la memoria.»

Lei venne allo scoperto ma Wang So la trattenne e la indusse a rimanergli al fianco.

«Come hai fatto a trovarci?» domandò scettico.

«Dimentichi che sono stato io a condurvi qui?»

«Che cosa vuoi da noi?» chiese Ha-jin , tesa.

«Piuttosto desidero qualcosa per voi. Auspico che il vostro destino finalmente si compia.» e dicendo questo l’uomo infilò una mano in tasca.

Temendo che fosse armato, Ha-Jin indietreggiò e indusse Wang So a fare lo stesso.

Ji-mong sorrise, mostrando un ciondolo dorato e circolare.

«Dovrete superare ancora delle prove e per farlo avrete bisogno di molta forza, determinazione e di questo.» Allungò la mano e porse il monile a Wang So.

«Il Samjogo!» si sorprese il giovane, riconoscendo il medaglione d’oro con intarsiata l’immagine mitologica dell’uccello a tre zampe.

«Esatto, mio re.  Il Samjogo Kari-sae, simbolo del potere, più poderoso del drago cinese e della fenice. Indossalo e non separartene mai. Grazie a lui potrai conquistare la pace che cerchi.»

Wang So allungò una mano verso il medaglione e sfiorò i contorni dell’animale mitologico, poi guardò di nuovo Ji-mong: «Perché hai detto che il mio tempo qui è limitato?»

«Siete entrambi vicini al compimento del vostro destino. Avete un compito da portare a termine e se non ci riuscirete, di te, mio re, resterà solo il ricordo.»

«Il ricordo?» impallidì Ha-jin.

Ji-mong annuì pensieroso e mosse la mano per spronare il sovrano a prendere il medaglione, poi sedette sulla panchina e sospirò affranto. Sembrava stanco e preoccupato e il suo viso era segnato da rughe che Wang So non ricordava.

«Ascoltatemi con attenzione perché non ho molto tempo. Wang So, tra poco chi ti cerca ti troverà.»

I due si scambiarono uno sguardo preoccupato, poi lui spronò l’astronomo a parlare. L’altro allora annuì e iniziò il suo racconto:

«Le vostre anime sono destinate sin dalla notte dei tempi, ma un’alterazione aveva impedito loro di incontrarsi. Se non fossimo intervenuti, nulla del mondo di oggi sarebbe come lo conosciamo. Mio re, il trono era nel tuo fato, ma senza l’incontro con Hae So non saresti stato il sovrano saggio e innovatore che la storia ricorda. Saresti rimasto il sanguinario tiranno, ostaggio del buio che ne stava invadendo l’anima. Tu invece, piccola mia, saresti rimasta una sventurata, infelice per non essere riuscita a compiere il proprio destino. Quel giorno al lago Cheonjuho non fu facile per me trovarti e raggiungerti. Se non l’avessi fatto, avrei destinato voi due alla dannazione e il mondo intero a un destino nefasto.»

«Non capisco» ammise la ragazza «Cosa intendi per alterazione?»

Ji-mong annuì comprensivo: «Proverò a spiegarmi meglio. Ci fu un incidente, o per lo meno così credemmo all’epoca. Nel momento in cui la tua essenza stava per raggiungere il corpo di Hae So, qualcosa, anzi qualcuno, deviò il suo percorso. L’anima raggiunse così un’altra epoca, pervadendo il tuo corpo attuale, quello nel quale avresti dovuto reincarnarti secoli dopo. Fu un disastro al quale abbiamo rischiato di non poter rimediare. Scissa dal fisico al quale eri destinata e strappata al tuo destino, hai rischiato di smarrirti per sempre. Così come si sarebbe perso Wang So. Lui senza il tuo supporto, il tuo amore e la tua guida non sarebbe mai divenuto il sovrano che è stato. Con lui sarebbe andata perduta ogni sua innovazione, ogni suo gesto.»

“Nello scorrere del tempo le anime sono come granelli di sabbia. Per quanto infinitesimale, ogni granello è pari a una montagna in grado di deviare il corso della storia.”

Wang So prese Ha-jin per mano, confermando con il linguaggio del corpo le parole dell’astronomo reale. Ji-mong provò una stretta al cuore nel vederli così uniti e tacque per un istante, prima di riprendere il suo racconto: «Nello scorrere del tempo le anime sono come granelli di sabbia. Per quanto infinitesimale, ogni granello è pari a una montagna in grado di deviare il corso della storia. Un’anima non può soppiantarne un’altra all’interno di un corpo e credevamo che ormai nulla fosse recuperabile. Per fortuna l’essenza che era insediata in Hae Soo era destinata ad ascendere dopo appena sedici anni, così noi abbiamo potuto riportare le cose al proprio posto.»

Ha-jin sentì le gambe cedere e sedette accanto all’astronomo. Troppe emozioni per lei in un solo giorno, si sentiva confusa e sopraffatta dagli eventi. Passato e presente si affollavano nella mente e le spezzavano il respiro. Guardò Wang So e vide che pure lui era sconvolto, anche se cercava di mascherarlo e di mantenere il controllo.

«Se non ammettessi di essere confusa mentirei.» disse «Non so a chi ti riferisca quando dici la parola noi. Mi stai dicendo che avete potere sulle anime e sul tempo e che avete traslocato la mia da questo corpo a quello di Hae So, esistito oltre mille anni fa, perché era lì che sarei dovuta nascere?»

«Esatto.»

«E questo corpo, allora?»

«Come dicevo, anche questo corpo era destinato alla tua anima. Ti saresti dovuta reincarnare dopo aver vissuto la tua vita in Goryeo. Per questo quando lo hai lasciato per entrare in Hae So, quest’organismo è rimasto in coma fino al tuo ritorno. Senza la tua essenza, non potrebbe vivere.»

«Ed io, allora?» Domandò Wang So «Cosa è accaduto a me?»

L’astronomo rivolse lo sguardo alla Moonlight Rainbow Fountain che aveva ripreso a illuminare il ponte sul fiume Han e riprese a parlare:

«Il tuo destino avrebbe dovuto compiersi nel Gouryeo. Il tuo animo avrebbe concluso lì il suo primo ciclo per tornare incontaminato dai ricordi, nel corpo di Kim Sun-hyun in quest’epoca. Qui avresti potuto ricominciare e godere una vita agiata e serena con Ha-jin. Questo era il progetto originario, ma…». Ji-mong soppesò per un istante le parole, poi continuò: «Questa reincarnazione avrebbe dovuto essere il vostro premio per le difficoltà affrontate in precedenza. Se non ci fosse stata quella distorsione, oggi probabilmente l’unica difficoltà che avreste dovuto affrontare sarebbe stato il parere contrario di tua madre, a causa della classe sociale di Ha-jin.»

«Inizio a innervosirmi.» avvertì il re.

«Wang So dopo la morte di Hae So hai sofferto per tutta la vita, la sua mancanza. Hai provato in ogni modo a raggiungerla e alla fine sono stato costretto a indicarti la via. Così il 4 luglio dell’anno 975, al compimento del tuo cinquantesimo anno, hai terminato il tuo ciclo vitale nel Gouryeo e ti sei reincarnato in Sun-hyun. Non avevi ricordi di Hae So e del tuo vissuto come re. Anche se il tuo spirito era il medesimo e inconsciamente era in cerca di Hae So, non avresti dovuto ricordare di quei giorni passati. Oggi, nessuno dei due dovrebbe rammentare le vite precedenti. Sareste in grado di vivere con serenità. Avrebbe dovuto essere la vostra ricompensa, purtroppo non sarà così perché l’anomalia che deviò il percorso dell’essenza di Hae Soo non fu un incidente, come avevamo creduto all’inizio.»

«Cosa accadde, allora?» sgranò gli occhi Ha-jin.

«Fu conseguenza dell’azione di chi voleva distruggere la società come la conosciamo oggi. Un re sanguinario e feroce avrebbe dato inizio a un’era tetra. Oggi quella stessa entità sta pian piano riguadagnando terreno e cerca di portare l’oscurità a dominare il mondo. Dovete fermarla e avete solo tre pleniluni per riuscirci.» Ji-mong rivolse lo sguardo alla luna piena, poi sentenziò «Dopo sarà troppo tardi, tutto sarà perduto e con esso le vostre anime e l’amore che vi lega.»

Fine nono capitolo

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Moon Lovers 2 (Alla ricerca della Felicità) – Fanfiction

Questa fanfiction è liberamente ispirata al Drama Coreano Moon Lovers: Scarlet Ryeo. È frutto del lavoro e dell’intelletto dell’autrice. Il suo contenuto è protetto dal diritto d’autore nonché dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiarla, riprodurla, appropriarsene e ridistribuirne i contenuti se non espressamente autorizzati dall’autrice. Fatti e persone descritti nella Fanfiction sono frutto dell’immaginazione. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Copyright © 2021 Korean Drama & World. All rights reserved

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Titolo: Moon Lovers 2 (Alla conquista della Felicità) – Capitolo 8

di Donatella Perullo

Attenzione 

Il racconto contiene spoiler per coloro che non hanno visto il Drama Moon Lovers: Scarlet Ryeo.

Capitolo 8

Quello non era il primo bacio. Nessun impaccio, nessuna remora rovinò quell’incontro di anime. Le loro labbra si riconobbero, assetate e avide. Tenerezza, passione e amore si fusero, creando un’alchimia così vicina all’estasi da rendere indefinita la percezione dei loro corpi. Si dice che quando due persone iniziano ad amarsi, i loro passi divengano sincronizzati. Era stato così anche per loro. Quelle prime timide passeggiate nei giardini del Palazzo, quando ancora non capivano i messaggi del cuore, erano poi diventate momenti di intima condivisione. Allora si erano ritrovati, passo dopo passo, a sfiorarsi le mani e il loro incedere era entrato in sintonia senza che loro ne avessero coscienza.

Si dice, però, che solo quando è vero amore, i cuori di due innamorati prendano a scandire il medesimo ritmo.

È una magia rara, un’alchimia antica quanto la vita, che quando accade rende due anime indissolubili. Due cuori divengono uno, come in un eterno abbraccio e prendono a rintoccare in sincrono senza poter più sopravvivere in assenza dell’altro.

Questa era l’incanto che aveva stregato loro due a Goryeo, quando i loro animi, legati dall’indissolubile filo rosso del destino, si erano riconosciuti. Ora, in corpi diversi e in un tempo lontano più di mille anni, a quegli spiriti era bastato un battito di ciglia per riafferrarsi.

Abbandonato il corpo di Hae Soo, Go Ha-jin era tornata alla sua dimensione, portando con sé una sofferenza che l’aveva consumata giorno dopo giorno. Wang So, intrappolato in un mondo senza di lei, si era straziato fino a fuggire dal suo corpo per risorgere in quello di Kim Sun-hyun.

Due anime capaci di ritrovarsi ovunque nel tempo e nello spazio, questa era la magia del filo rosso dell’amore. Ora in questo tempo, in questo spazio e in questi corpi, i loro due cuori erranti ritrovarono finalmente il sollievo agognato e tornarono a battere all’unisono.

Le loro labbra si allontanarono, solo per dare modo agli sguardi di incontrarsi. Con gli occhi lucidi, Ha-jin provò a sussurrare qualcosa, ma Wang So la attirò di nuovo a sé per stringerla in un abbraccio protettivo e le baciò i capelli: «Non dire nulla, amore mio. Non c’è bisogno, so tutto. Conosco il dolore che hai provato e non ti chiederò di perdonarmi per il male che ti ho fatto perché io stesso non potrò assolvermi. Ti giuro, però, che d’ora in poi mai e per nessun motivo ti deluderò né sarò causa del tuo dolore.»

Lei si rannicchiò contro il suo petto come un uccellino nel tepore del nido e sentì le lacrime bagnarle il viso. Era un pianto liberatorio, di rinascita e letizia, come quello che corona la fine di un viaggio. Era con Wang So, tra le sue braccia, respirava il suo profumo e percepiva il suo respiro caldo e rassicurante lambirle il volto. Per la prima volta dopo tanto, troppo tempo, si sentì felice. Senza sciogliersi dall’abbraccio, si allontanò quel tanto che le bastò a guardarlo il viso e gli portò una mano alla guancia.

Con i polpastrelli percorse delicata la linea invisibile dalla fronte fino alla mandibola, dove una volta lo sfregio lo deturpava e sorrise commossa, sfiorando la pelle perfetta.  «Mio re.» mormorò, mentre gli lambiva la nuca e lo attirava a sé: «Se questo è un sogno, non voglio più svegliarmi.» e l’ultima parola si perse sulla sua bocca, prendendo quelle labbra che per troppo tempo aveva desiderato.

Restarono così fino al tramonto, baciandosi, stringendosi e parlandosi di tutto ciò che avevano provato e sofferto nella separazione. Avevano bisogno di sapere, sentirsi partecipi del vissuto dell’altro come per esorcizzare il fatto di non aver condiviso quei momenti e colmare le lacune.

“Ora in questo tempo, in questo spazio e in questi corpi, i loro due cuori erranti ritrovarono finalmente il sollievo agognato e tornarono a battere all’unisono.”

Solo una cosa Ha-jin non ebbe la forza di chiedere. Non fece cenno alla loro bambina e pregò in cuor suo che neanche lui ne parlasse. Aveva troppa paura di conoscere il destino di quella bimba che non aveva potuto veder crescere.

La notte li sorprese ancora abbracciati, sulla panchina rivolta verso il fiume e lo sguardo diretto al cielo stellato.

«Ora vedrai qualcosa che ti sorprenderà.» Disse d’un tratto lei, indicandogli il Banpo Bridge. Sbirciò l’orologio e sorrise: «Manca poco.»

Lui la guardò incuriosito. Le piaceva vederla sorridere, lo rendeva felice e non riusciva a distogliere gli occhi da lei. Così Ha-jin lo costrinse con delicatezza a voltarsi verso il ponte. In quel momento la Moonlight Rainbow Fountain esplose in una miriade di getti d’acqua che, dalla sommità del ponte a due livelli, crearono archi variopinti. Un arcobaleno spettacolare e magico che strappò a Wang So un’esclamazione di sorpresa.

«Questo è il mio posto magico e ho sognato mille volte di poterlo condividere con te.» gli disse con voce rotta dall’emozione

Gli occhi di Wang So erano rapiti dallo spettacolo di luci e acqua. Sentiva dentro di sé uno strano miscuglio di sentimenti. Stupore e incredulità si andarono ad aggiungere alla felicità che gli colmava il cuore causando a una reazione inaspettata. D’improvviso fu assalito dalla paura che tutto questo potesse essere solo un’illusione. Uno dei tanti sogni che avevano tormentato le sue notti dopo la morte di Hae Soo. Il terrore che la felicità appena ritrovata potesse essergli strappata via, gli tolse il respiro e gli strinse il petto. Si portò una mano al cuore e iniziò ad affannare.

«Cos’hai?» Si agitò Hai-jin, vedendolo impallidire. Gli cinse le spalle con un braccio e iniziò a carezzargli il volto. «Stai sudando, sei pallido! Non farmi spaventare!»

«Sto bene, tra poco andrà meglio» strascicò lui, ma non era vero. La vista gli si annebbiò e respirare fu ancora più difficile.

«Forse devi tornare in ospedale. Chiamo i soccorsi.»

«No! Ti prego, non voglio che ci separino di nuovo! Ti ho detto che sto… abbracciami, ti prego!»

Hae-jin non se lo fece ripetere. Gli fece poggiare la testa sulla sua spalla e lo rassicurò con voce e carezze. Di tanto in tanto gli posava un bacio leggero sulla fronte o su una mano, poi tornava a parlargli per tenerlo con sé e impedirgli di lasciarsi andare. Pian piano il respiro di Wang So tornò regolare e il suo tremore diminuì.

«Non so cosa mi sia successo.» Disse Wang So e chiuse gli occhi, spostando leggermente il volto per affondare nel collo di lei.

L’arcobaleno d’acqua della Raimbow Fountain s’interruppe. La notte tornò a essere padrona della luce e lo scorrere dell’Han river divenne un sussurro più evidente, che sembrava cullarli.

Non si accorsero dell’uomo che li osservava. Non lo sentirono avvicinarsi e non lo videro fin quando non fu così vicino che avrebbe potuto toccarli. I due innamorati guardarono sorpresi la sagoma nera che si frapponeva tra loro e la luna e Wang So scattò in avanti per proteggere Hai-jin.

L’altro non si mosse. Restò rigido, con il volto affondato nell’ampio cappuccio di una felpa nera e sghignazzò compiaciuto prima di affermare con voce roca: «Benvenuto nel nuovo mondo, re Gwangjong di Goryeo. Sono felice di vedere che alla fine sei riuscito a fare un passo decisivo verso il compimento del tuo destino»

«Chi sei?» domandò l’altro, desiderando di avere in pugno la sua spada.

«Non mi riconosci? Potrei soffrirne.» e nel buio del cappuccio Ha-Jin credette di vedere un sorriso sbilenco.

Lo sconosciuto si avvicinò di un altro passo e disse: «Non è me che devi temere, mio re, ma lo scorrere del tempo perché quello che hai in questo mondo è limitato. Cento giorni, ne hai solo cento per raggiungere la tua meta o non potrai farlo mai più.»

Fine secondo capitolo ottavo

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Moon Lovers 2 (Alla ricerca della Felicità) – Fanfiction

Questa fanfiction è liberamente ispirata al Drama Coreano Moon Lovers: Scarlet Ryeo. È frutto del lavoro e dell’intelletto dell’autrice. Il suo contenuto è protetto dal diritto d’autore nonché dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiarla, riprodurla, appropriarsene e ridistribuirne i contenuti se non espressamente autorizzati dall’autrice. Fatti e persone descritti nella Fanfiction sono frutto dell’immaginazione. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Copyright © 2021 Korean Drama & World. All rights reserved

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Cinderella and four kgniths (신데렐라와 네 명의 기사)

Una giovane volitiva e quattro cavalieri intraprendenti per una storia romantica e ricca di tenerezza.

di Donatella Perullo

Titolo: Cinderella and  four kgniths 

Genere: romance

Sceneggiatura: Min Ji-eun e WonYoung-sill

Regia:  Kwin Hyun-chan e Lee Min-woo

Paese di Produzione: Corea del sud

Numero episodi: 15

durata per episodio: 60 minuti circa.

Anno di messa in onda: 2016

Dove vederlo: in streaming su Viki

Main Cast:

Park So-dam (Run Ha-won)

Jung Il-woo (Hang Ji-woon)

Ahn Jae-hyun (Kang Hyun-min)

Lee Jung-shin (Kang Seo-woo)

Choi Min (Lee Yoo-sung)

Son Na-eun (Park Hye-ji)

Run Ha-won si è appena diplomata e sogna di poter andare all’università. Un desiderio semplice, ma che per lei sembra di difficile realizzazione. Il padre di Ha-won (Park So-dam) è spesso lontano per lavoro. La ragazza vive così, con la matrigna e la sorellastra che la maltrattano, costringendola addirittura a dormire nella veranda. Per sua fortuna Ha-won ha uno spirito indomito e positivo e lavora strenuamente per guadagnare i soldi necessari alla sua iscrizione universitaria. Il giorno dell’anniversario della morte della mamma, la ragazza scopre che suo padre non ha pagato la retta per il loculo della moglie e che l’urna con le sue ceneri è stata spostata in un deposito. Disperata, decide di rinunciare a tutti i suoi risparmi pur di dare ai resti di sua madre una dimora decorosa, ma ai soldi necessari le manca un milione di Won (circa 730 €).

Ha-won è disperata e disposta a tutto pur di proteggere sua madre. Accetta così una strana offerta di lavoro da Kang Hyun-min (Ahn Jae-hyun), giovane erede di una ricchissima famiglia. Per una cifra sufficiente a pagare il loculo per la mamma e la retta universitaria, dovrà accompagnarlo al matrimonio del nonno, fingendosi la sua fidanzata. Durante la cerimonia, la ragazza dimostra però la sua forza di carattere al cospetto dell’anziano milionario. Orgogliosa, tiene testa non solo a Kang Hyun-min, ma anche a suo cugino, il ribelle e scontroso Hang Ji-woon (Jung Il-woo).

L’anziano Chabeol è preoccupato per le intemperanze dei suoi tre nipoti e per gli screzi tra loro. Così, ben impressionato dal carattere volitivo e dai principi che mostra di avere la ragazza, le offre un lavoro.  

“Mi sei mancata da morire. Resta con me. Non posso vivere senza di te, perderti sarebbe come perdere tutto.” (Hang Ji-woon)

Il suo compito sarà quello di trasferirsi nella grande villa in cui abitano i tre giovani eredi e riuscire a renderli una famiglia. In cambio l’uomo le pagherà tutte le spese necessarie alla sua istruzione. Sarà così che la vita di Run Ha-won avrà una svolta. La ragazza si troverà a convivere con i tre giovani rampolli e il loro fascinoso segretario. Dovrà impegnarsi molto per riuscire a gestirne i caratteri diversi e a tentare di farli riavvicinare. Dovrà, però, soprattutto riuscire a gestire i propri sentimenti e ciò che inizia a provare per uno di loro.

Ha inizio così una storia brillante e romantica anche se non del tutto originale che trova il suo punto di forza nel main cast, ben assortito e di buon livello. Alcuni personaggi secondari, come la matrigna e la sorellastra di Hae-won, sono piuttosto inutili ai fini della trama e a mio parere molti loro siparietti hanno solo lo scopo di stizzire lo spettatore e allungare il racconto. In più devo ammettere che gran parte dei piagnistei di Son Na-eun (Park Hye-ji), la second lead, mi hanno tediata. Cinderella and four kgniths resta comunque un Drama godibile, ottimo per distendersi e divertirsi con una storia d’amore romantica e dolce.

Avevo visto Park So-dam in Parasite e scoprirla qui in un personaggio del tutto diverso, mi ha dato la conferma della sua bravura. Le espressioni di Jung Il-woo in questo drama sono tutte un programma. È un ottimo attore, il suo modo di trasporre il personaggio e il cambiamento di Hang Ji-woon mi è piaciuto molto. Non devo essere stata la sola a pensarlo dal momento che, per la sua recitazione in Cinderella and four kgniths,  è stato pluripremiato. Ha ricevuto, infatti, il  Global Star Award e il Top Eccellence avard actor al Korea Drama Awards. Gli è stato anche riconosciuto il premio come Best Actor al Macau International Television Festival.

Anche Ahn Jae-hyun è stato una bella scoperta. La sua recitazione è migliorata da You’re All Surrounded, Drama (molto carino) del 2014 che potete trovare su Viki.

Una nota di merito va anche a Lee Jung-shin, membro del gruppo K-pop CNBLUE, che interpreta il terzo cugino, Kang Seo-woo, quello più solare e adorabile.

Tornando al Drama, non aspettatevi un capolavoro assoluto, ma preparatevi al divertimento e godetevi i bellissimi baci e le scene tenere che per fortuna abbondano. Il romance tra i due protagonisti, infatti, è ricco di cliché, ma perfetto. Consiglio Cinderella and four kgniths a chi è in cerca di qualcosa di poco impegnativo e molto romantico.

La colona sonora è ideale per la storia e molti sarebbero i brani da evidenziare. I miei preferiti sono I Belive cantata da Younha e Only one interpretata da Zia. Su Youtube il video di quest’ultimo brano vanta oltre trentuno milioni di visualizzazioni.

Cinderella and four kgniths è basato sull’omonima Webnovel  nome del romanziere Baek Myo. All’epoca della messa in onda ci fu una polemica per la sovrapposizione delle apparizioni di Park So-dam. L’attrice  in quei giorni  era anche nel cast di  Beautiful Mind che un altro canale trasmetteva nello stesso periodo. Inoltre molti spettatori lamentarono diverse similitudini tra Cinderella and four kgniths e Boys Over Flower. Assonanze tra i due Drama alle quali alluse anche la campagna di marketing per la  promozione del Drama.  

Una curiosità: La Sky House, la fantasmagorica villa nella quale vivono i tre eredi e nella quale si svolge gran parte della storia, è in realtà la club house del lussuoso golf resort South Cape Owners Club sulla costa meridionale dell’isola di Changseon,.

La mia valutazione
7/10
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Titolo: Moon Lovers 2 (Alla conquista della Felicità) – Capitolo 7

di Donatella Perullo

Attenzione 

Il racconto contiene spoiler per coloro che non hanno visto il Drama Moon Lovers: Scarlet Ryeo.

Capitolo 7

Quando scesero dalla metropolitana, Wang So era stravolto. Non era preparato per tutto ciò. Del mondo in cui aveva vissuto, sembrava non esistere più nulla. Solo il tepore della mano di Hae Soo che stringeva la sua, riuscì a tenere a bada i battiti del cuore imbizzarrito. La seguì senza dire nulla, spostando su di lei lo sguardo ogni volta che iniziava a sentirsi perso. Allora sentiva tornare la pace e la consapevolezza che qualsiasi sarebbe stato il prezzo pagato per giungere fin li, ne sarebbe valsa la pena.

Da quando avevano lasciato il Goryeo Era Makeup Culture ed erano riusciti a far perdere le loro tracce, non avevano proferito parola. Timorosi entrambi di parlarsi, si erano limitati a scambiarsi sguardi complici e rassicuranti, senza lasciare mai, neanche per un istante, la mano l’uno dell’altra.

Se da un lato Wang So temeva di scoprire che lei non ricordasse lui né il loro amore, dall’altro lo auspicava. Peggio dell’inferno che aveva vissuto, sarebbe stato scoprire che ricordava ogni cosa e non lo amasse più. Ne avrebbe avuto ogni ragione dopo come si era comportato. L’aveva lasciata andare, senza dare ascolto al proprio cuore e alla propria disperazione, ma solo all’orgoglio. Le ultime immagini che serbava di lei erano quelle che aveva spiato, carico di livore. L’aveva osservata mentre Wang Jung la sollevava tra le braccia, nel giardino della casa dov’era andata a vivere con lui. Accecato dalla folle gelosia che lo attanagliava, non aveva visto la sofferenza sul volto cereo di lei, né la debolezza dei suoi gesti. Aveva creato dentro di sé scenari languidi tra loro, destinando Hae So a una fine disperata e se stesso a una vita peggiore della morte.

Dal canto suo Ha-jin lo guardava di sottecchi, per trovare, senza riuscirci, differenze tra il volto di quell’uomo e quello del suo amato re. Tutto di lui le toglieva il fiato, ogni dettaglio la faceva sentire folle e perdura per sempre, oltre il tempo e oltre la morte. Continuò a ripetersi per tutto il tempo che non era Wang So, che non era possibile fosse lui. Eppure un’altra vocina, più profonda e intima le gridava che dopo ciò che le era accaduto, nulla avrebbe potuto essere impossibile. In quei momenti, il cuore accelerava come se avesse voluto corrergli incontro. Due volte tentò timidamente di lasciargli la mano, come nel timore di restare ustionata dal fuoco che le ardeva dentro. Lui però non le permise di sciogliersi dalla presa tenera ma decisa, trattenendola più con il panico dello sguardo che con la forza delle dita.

Lasciarono la linea nove della metropolitana, all’uscita due della stazione di DongJang. Era pomeriggio inoltrato e Ha-jin cercava un posto lontano dalla folla. Il primo luogo a venirle in mente era stata Seoraeseom Island, la piccola isola collegata al Banpo Hangang Park. Il luogo dove tante volte si era rifugiata in quell’anno durante il quale la disperazione era stata la sua compagna quotidiana. C’era un posto in particolare. Una panchina di legno chiaro, all’ombra di un salice piangente. Era all’estremità dell’isola che guardava verso il Banpodaegyo Bridge e che era diventata il suo posto segreto. Era lì che lo stava portando, per sentire la sua voce, guardarlo negli occhi e capire cosa stava succedendo.

Raggiunsero l’isola attraversando uno dei tre ponticelli che la collegavano al Banpo Hangang Park. Lì, tra i campi di colza e la vista del fiume, il loro passo si fece più lento e gradualmente i respiri meno affannati. Continuarono in silenzio il loro cammino, sempre mano nella mano, immersi ognuno nei propri timori e incertezze. Solo quando raggiunsero la panchina e sedettero vicini, lei trasse un profondo sospiro e rilassò le spalle.

«Qui sei al sicuro.» cercò di tranquillizzarlo «È il mio posto segreto e ogni volta che mi ci sono rifugiata, nessuno è riuscito a trovarmi.» sorrise.

Lui si guardò intorno, tra cielo e fiume, quel lembo di terra verdeggiante sembrava un brandello di paradiso. Sulla destra un enorme ponte univa le sponde del fiume Hangang. Il suo sguardo percorse di nuovo la bellezza che lo circondava, poi si posò su di lei e lì restò intrappolato.

“Se follia dev’essere la mia, che mi travolga una volta per tutte. Se ciò darà inizio alla mia fine, la accetterò come una benedizione. Perché preferisco mille volte finire priva di senno tra le braccia di quest’uomo, che savia negli inferi di un’esistenza senza di lui.”

«Sai chi sono?» le chiese, nonostante il terrore di sentire la risposta.

Lei fece cenno di no con la testa, poi tirò fuori il biglietto da visita che le aveva dato l’inseguitore e lo lesse. «Quell’uomo è il responsabile della sicurezza della Heal Cosmetics. Ha detto che la tua famiglia è disperata, che hai avuto un incidente e che hai bisogno di cure. È vero?»

Wang So annuì incantato dalla sua voce e rapito dal movimento delle sue labbra morbide.

«Lavoro da pochi mesi alla Heal Cosmetics, ma abbastanza per sapere che la presidentessa non dà ordini a cuor leggero. Se ha mobilitato la sicurezza per trovarti devi essere importante per lei. È così?»

Lui annuì: «Credo di sì.»

«Cosa vuol dire credo? Hanno parlato di un incidente, hai forse perso la memoria?»

«Colui che è caro alla persona di cui parli ha perso molto più di questo. Io invece spero di aver ritrovato tutto ciò che credevo perduto per sempre.»

«Non capisco.» sussurrò lei, temendo di credere alle sensazioni che provava.

«Davvero non capisci? Il tuo sguardo mi dice il contrario, Hae So.»

Go Ha-jin sgranò gli occhi e scattò in piedi, ma le gambe non la sorressero, costringendola a sedersi di nuovo. Wang So le prese entrambe le mani tra le sue, come se così facendo avesse potuto avvolgerle anche il cuore in un abbraccio protettivo.

«Sono folle? Sei un’allucinazione?» affannò la ragazza tenendo gli occhi bassi.

Lui le prese con delicatezza il mento tra le dita e le sollevò il volto per poterne incontrare lo sguardo smarrito: «Se tu sei folle, lo siamo in due, mia Hae So. Ho attraversato la morte e il tempo per ritrovarti e non posso ancora credere di esserci riuscito. Temo che da un momento all’altro possa risvegliarmi nella realtà dalla quale ho cercato di fuggire, da quando tu non ne hai fatto più parte.»

Ha-jin tremava, vertigini improvvise la facevano sentire sul punto di perdere i sensi e un nodo feroce le stringeva la gola rendendole difficoltoso anche respirare. Nonostante ciò, guardandolo negli occhi, riuscì a pronunciare un flebile sussurro: «Wang So?»

“Se follia dev’essere la mia, che mi travolga una volta per tutte. Se ciò darà inizio alla mia fine, la accetterò come una benedizione. Perché preferisco mille volte finire priva di senno tra le braccia di quest’uomo, che savia negli inferi di un’esistenza senza di lui.” Pensò, ansante mentre sollevava una mano verso il suo volto per lambirlo, delicata.

Bastò quell’unica parola di lei per dare senso a tutta a sofferenza che aveva provato nella vita. Sin da quando era bambino, fino al giorno in cui aveva trovato la via per raggiungerla. Per la prima volta benedì l’immane dolore che aveva fatto da contrappunto alla sua esistenza perché lo aveva condotto a quel momento di gioia assoluta.

Wang So, avevano sussurrato le sue labbra. Wang So, e quel nome era risuonato come la più bella delle preghiere. Se quello fosse stato l’ultimo istante della sua vita, ne sarebbe stato contento, perché ora sapeva cos’era l’estasi d’amore, quella che rende ebbri di felicità.

Mentre nel petto l’eco del sussurro di lei vibrava ancora, la attirò a se e finalmente la baciò.

Fine secondo capitolo settimo

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Moon Lovers 2 (Alla ricerca della Felicità) – Fanfiction

Questa fanfiction è liberamente ispirata al Drama Coreano Moon Lovers: Scarlet Ryeo. È frutto del lavoro e dell’intelletto dell’autrice. Il suo contenuto è protetto dal diritto d’autore nonché dal diritto di proprietà intellettuale. Sarà quindi assolutamente vietato copiarla, riprodurla, appropriarsene e ridistribuirne i contenuti se non espressamente autorizzati dall’autrice. Fatti e persone descritti nella Fanfiction sono frutto dell’immaginazione. Ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale. Copyright © 2021 Korean Drama & World. All rights reserved

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100 Days My Prince (백일의 낭군님)

Un amore che non accetta sconfitte e tesse i fili di un legame indissolubile che non teme gli ostacoli né lo scorrere del tempo.

di Donatella Perullo

Titolo: 100 days my prince

Genere: Storico/Romance

Dove vederlo: in streaming su Viki

Sceneggiatura: No Ji-Sul

Paese di produzione: Corea del Sud

Numero episodi: 16 di: 75/85  minuti

Anno di trasmissione: 2018

Main Cast:

Do Kyung-So  – D.O. – (Principe Lee Yul/ Na Won-deuk)

Nam Ji-Yun  (Yeon Hong-shim / Yoon Yi-seo)

Jo Sung-ha  (Kim Cha-eon,  il perfido consigliere di sinistra)

Kim Seon-ho (Jung Jae-yoon,  il magistrato)

Han So-hee (Kim So-hye, principessa ereditaria moglie di Lee Yul)

Kim Jae-young  (Moo-yeon / Yoon Seok-ha, fratello di Yoon Yi.seo)

Il piccolo Lee Yul ha dieci anni ed è nipote del re. Anziché studiare preferisce giocare alla guerra insieme al suo migliore amico Dong-joo (Do Ji-han). Così trascorre gran parte del suo tempo a fingere battaglie, costringendo i figli dei contadini a fare la parte del nemico. Una mattina, mentre sta facendo il prepotente con dei bambini, Lee Yul è redarguito da una ragazzina. Lei è la piccola Nam Ji-Yun, figlia di un nobile fiduciario del re. È volitiva, gentile e molto intelligente. Per il piccolo Lee Yul è amore a prima vista. Non le nasconde i propri sentimenti e le promette, solenne, che un giorno la sposerà. Per i due bambini tutto sembra un gioco, eppure i loro sentimenti sono più forti di quanto si possa immaginare. Ciò che prova per Yi-seo spinge Lee Youl a cercare di  impressionarla e a migliorarsi, diventando più gentile e studioso.

Geloso di suo fratello e del potere che detiene,  il padre di Lee Yul si allea con lo spietato Kim Cha-eon (Jo Sung-ha). Insieme, i due ordiscono un sanguinoso colpo di stato per detronizzarlo e prenderne il posto. Una notte, al comando di un manipolo di soldati infedeli al sovrano, Kim Cha-eon assassina il re, tutti i suoi uomini di fiducia e le loro famiglie, compresa quella della piccola Yi-seo.

Destino vuole che proprio mentre si sta compiendo il massacro, Lee Yul si rechi a casa della bambina per restituirle un nastro di seta. Così, nascosto da un muretto, il bambino assiste allo sterminio della famiglia di Yi-seo. Quando Kim Cha-eon sta per uccidere anche lei e suo fratello maggiore, Lee Yul si frappone tra loro, consentendo ai due di fuggire.

“Mi chiedesti se preferivo la neve oppure una pioggia di petali. Per quante volte tu possa chiedermelo io risponderò sempre che preferisco te.” (Lee Yul)

Da quel tragico momento, il destino del piccolo innamorato si divide da quello della sua amata. Figlio del re usurpatore, il bambino diviene suo malgrado principe ereditario.

Yoon Yi-seo si rifugia, invece, in un piccolo paese rurale, è adottata da un vedovo che la crescerà come fosse sua figlia, ribattezzandola Yeon Hong-shim.

Sedici anni dopo, a causa del trauma subito, Lee Yul è diventato un principe freddo e altezzoso. È però anche uno studioso, molto intelligente, abilissimo nelle arti marziali e nei combattimenti. Il padre si è risposato e la nuova moglie vorrebbe che suo figlio fosse il principe ereditario. Lo stesso Lee Yul ha dovuto sposarsi, contro la propria volontà, con la figlia di Kim Cha-eon. Nonostante sia convinto che sia stata uccisa, non ha mai dimenticato Yi-seo e per questo rifiuta con tenacia di consumare il matrimonio.

Così, quando a Joseon si verifica una terribile siccità, il popolo attribuisce al principe e al suo rifiuto di consumare il matrimonio, la causa della sciagura. Per questo a Lee Yul viene imposto di mettere in atto un rituale della pioggia. Mentre si reca sul luogo della cerimonia, però, lui e la sua scorta restano vittima di un agguato feroce durante il quale viene quasi ucciso. Non racconto altro di una trama semplice, ma ricca di sorprese che non è mia intenzione rovinare. Vi dico solo che Lee Yul e Yi-seo si ritroveranno senza riconoscersi. Nonostante ciò, i loro cuori torneranno a tessere i fili di quel legame indissolubile che li aveva uniti da bambini. Da quel momento i problemi per la coppia si susseguiranno senza sosta. Tra intrighi, ingiustizie, colpi di scena e tanto amore, la loro storia terrà  lo spettatore col fiato sospeso fino alla fine.

Fatte le dovute eccezioni, non preferisco i Drama storici perché l’atmosfera di perenne cospirazione politica, gli obblighi e le restrizioni di casta mi causano una spiacevole tensione. In 100 Days My Prince, però, nonostante tutti questi elementi non manchino, la trama scorre veloce e a predominare sono due bellissime storie d’amore.

Il principe Lee Yul è interpretato e da Do Kyung-So, membro del gruppo K-pop Exo. Oltre a essere uno stupendo cantante, qui Do Kyung-So ha dimostrato, ancora una volta, di essere anche un ottimo attore. Il suo viso dai lineamenti gentili, potrebbe di primo acchito far pensare che non sia adatto a interpretare un principe ereditario intrepido e combattivo. Invece, con la sua voce profonda, lo sguardo glaciale e al contempo infuocato, i modi vigorosi e volutamente altezzosi, ha reso il personaggio di forte impatto emotivo. Per questa interpretazione Do Kyung-So ha ricevuto il premio come attore più popolare al 55° Baeksang Arts Awards e  come Best Actor al 14th Annual Soompi Award.

“Nella vita i sentieri sono due. Uno è vivere come se i miracoli non esistessero e l’altro è vivere come se ogni cosa fosse un miracolo. Quando penso ai giorni vissuti con te, ognuno di quei momenti è stato un miracolo”  (Lee Yul)

La protagonista Yeon Hong-shim è interpretata da Nam Ji Hyun che avevo già visto in Suspicious partner. Qui è stata molto brava a bilanciare momenti divertenti con quelli molto drammatici, mi ha suscitato forti emozioni e questo per me vale molto.  Il Drama è soprattutto una storia d’amore che resiste non solo alla separazione forzata e al tempo, ma anche a una serie di eventi dolorosi. Tra Nam Ji Hyun e Do Kyung-So c’è un’ottima chimica. Riescono in ogni scena a trasmettere emozioni. Questa loro sintonia è stata premiata al 14th Annual Soompi Awards de 2019, durante il quale la coppia ha ricevuto il Best Couple Award.

Anche i personaggi secondari sono la forza di 100 Days My Prince. Troppo spesso non ci facciamo caso, ma il più delle volte la riuscita di un buon drama è merito anche del supporting Cast. Qui una menzione speciale la merita l’orribile Consigliere di Sinistra, interpretato da Jo Sung-ha che è stato eccellente nel farsi odiare.

Chi ho amato, invece, è stato Kim Jae Young. Lui dà vita al fratello di Yi-seo/Hong-shim, un personaggio sofferto, che lotta per proteggere … (sploiler). Mi ha colpita molto anche Kim Seon-ho nei panni del magistrato, lui che da poco avete amato in Start Up, mi ha conquistata alla sua prima apparizione in 100 days my prince.  In ogni caso in questo Drama ogni personaggio è il tassello fondamentale di un mosaico armonioso.

Come spesso accade nei drama, in 100 Days My Prince  anche le OST, contribuiscono al coinvolgimento dello spettatore. La serie ha una colonna sonora di tutto rispetto. Più di uno sono i brani che mi sono rimasti nel cuore. Al primo posto c’è “Cherry Blossom Love Song” (벚꽃연가) cantata dall’ineguagliabile Chen, come DO, membro degli Exo. Molti sono anche i brani strumentali che accompagnano le scene più coinvolgenti. Tra tutti, quello che mi emoziona di più è “Loads to Carry” di Kim Jun Seok.

In conclusione, ho cercato di stuzzicare la vostra curiosità, dicendovi il meno possibile. Non voglio rovinare l’effetto sorpresa di una storia d’amore intensa e piena di imprevisti. Di quelle capaci di stringere il cuore e un attimo dopo farlo battere forte. 100 Days My Prince  vi commuoverà, ma vi farà anche sorridere. Ho trovato divertenti i riferimenti non troppo velati al nostro presente e a un certo tipo di letteratura. Mai avrei pensato che Lee Yul e Hong-shim potessero leggere un erotico dal titolo Cinquanta sfumature del signor grigio. Consiglio questo drama a chi ama le storie d’amore intense e piene di ostacoli, ma anche a chi, come me, non preferisce gli storici.

La mia valutazione
8.6/10
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