Hwarang: The Poet Warrior Youth (화랑)

Bromance, amori e rocambolesche avventure dei Cavalieri in fiore, l’orgoglio del regno di Silla.

di Donatella Perullo

Titolo: Hwarang: The Poet Warrior Youth (화랑)

Genere: Storico/romance

Dove vederlo: in streaming su Viki

Sceneggiatura: Park Eun-yeong  

Paese di produzione: Corea del Sud

Numero episodi: 20 durata per episodio: 60  minuti

Anno di trasmissione in patria: 2016/2017

Main Cast:

Park Seo-joon (Kim Sun-woo)

Go Ara (Kim Ah-ro)

Park Hyung-sik (Sammaekjong/Kim Ji-dwi)

Choi Won-young  (Lord Kim Ahn-ji)

Choi Min-ho (Kim Soo-ho)

Kim Tae-hyung  aka V (Suk Han-sung)

Do Ji-han (Park Ban-ryu)

Jo Yoon-woo (Kim Yeo-wool)

Kim Hyeon-jun  (Suk Dan-se)

Yoo Jae-myung (Pa-oh)

Kim Ji-soo  (Regina Madre Ji-so)

Seo Ye-ji (Principessa Sook-myung)

La regina madre Ji So-ha governa il Regno di Silla sin dalla morte del re Beopheung.  La donna tiene l’erede al trono, il suo giovane figlio Sam Maek-jong (Park Hyung-sik) nascosto, lontano dalla capitale Seorabeol per proteggerlo dai nemici che vogliono impedirgli di salire al trono. Divenuto maggiorenne, Sam Maek-jong, però, torna in città con l’intenzione di vigilare sull’operato della madre e chiederle di cedergli il potere. Mantiene quindi l’incognito e, protetto solo dal suo fedele braccio destro, si aggira tra la gente, presentandosi come un giovane nobile di nome Kim Ji-dwi.

Kim Sun-woo (Park Seo-joon) e Kim Seon-u (Lee Kwang-Soo) sono due amici che vivono in un modesto villaggio del regno di Silla. Sun-woo è orfano, non conosce le proprie origini ed è stato allevato da un eccentrico musicista. Anche Seon-u ha una storia difficile alle spalle. Dodici anni prima è stato strappato alla sua famiglia e ridotto in fin di vita. Salvato dal padre adottivo di Sun-woo è cresciuto con il desiderio di ritrovare la sua famiglia d’origine e soprattutto la sua sorellina Kim Ah-ro (Go Ara). Un giorno i giovani decidono di partire alla volta della capitale per rintracciare finalmente la famiglia di Seon-u. Giunti a Seorabeo, i due ragazzi si dividono e Kim Seon-u riesce a vedere la sorella ma, prima che possa farsi riconoscere, avviene l’imprevedibile. Kim Seon-u vede Sam Maek-jong parlare con qualcuno che lo chiama per nome e ne scopre la vera identità.

Conscio del pericolo che sta correndo, rintraccia Kim Sun-woo e lo incita a fuggire con lui dalla città. Sun-woo non capisce cosa sia successo, ma dinanzi al terrore dell’amico non si lascia pregare. I due così si addentrano lungo un sentiero attraverso il bosco, in cerca di salvezza.

Una sicario reale ha però visto in volto Seon-u e lo insegue per ucciderlo e impedirgli di rivelare l’identità dell’erede al trono. Saputo quanto sta per succedere, Sam Maek-jong fa di tutto per impedirlo e corre anche lui nel bosco per fermare l’assassino.

Purtroppo il destino di Seon-u è segnato. Il sicario reale raggiunge lui e Sun-woo e li trafigge senza pietà. I due ragazzi restano agonizzanti nella boscaglia e prima di perdere i sensi, Kim Sun-woo tiene tra le braccia il suo più caro amico, che spira dopo avergli fatto giurare che si prenderà cura di sua sorella Kim Ah-ro.

Il giorno dopo Sun-woo è trovato in fin di vita, accanto al cadavere dell’amico, da Kim Ahn-ji un jin-gol (medico) che lo porta in casa sua e, con l’aiuto di sua figlia anch’ella jin-gol , lo cura. Al suo risveglio Kim Sun-woo racconta l’accaduto all’uomo il quale, disperato, capisce che il giovane trovato morto era il suo adorato figlio, rapito dodici anni addietro. Kim Ahn-ji rivela così al ragazzo di essere stato un medico reale, costretto dalla malvagità della regina a lasciare il palazzo.

“Nessuna strada è nata per essere una via sin dall’inizio, qualcuno vi ha dovuto camminare, perché diventasse tale. (Kim Sun-woo)

Per proteggere Sun-woo, l’uomo gli propone di prendere l’identità di Seon-u e fingersi suo figlio, nonché fratello di Kim Ah-ro. Il ragazzo accetta perché vuole restare in città e vendicare la morte del suo amico fraterno. Vuole però anche mantenere la promessa fattagli in punto di morte e proteggere la giovane Ah-ro, fingendosi suo fratello maggiore.

Nel frattempo, per indebolire il potere della casta, la Regina decide di creare una nuova elite, l’Hwarang, un esercito di giovani nobili, tutti di bell’aspetto, destinato a supportare e proteggere re Sam Maek-jong. Non immagina la regina che di questo speciale esercito farà parte, sotto le mentite spoglie di Kim Ji-dwi, il suo stesso figlio e che anche Sun-woo, fingendosi Kim Seon-u si infiltrerà in questa speciale Accademia Militare.

A questo punto, credetemi, vi ho rivelato ben poco, la storia è appena all’inizio e lo scenario è così ampio che per spiegarvene i dettagli non basterebbero decine di pagine. Spero solo di avervi dato un’idea di quanto sia interessante e avvincente questa trama. In genere non apprezzo i drama storici perché li trovo piuttosto ripetitivi, Hwarang però è differente. Non solo perché ha un cast eccezionale o perché l’esercito di Cavaliere in fiore  è una gioia per gli occhi e per lo spirito. Hwarang è speciale perché pur restando, non del tutto, ma abbastanza fedele alla ricostruzione storica, riesce a emozionare, coinvolgere e divertire.

Hwarang ha una trama avvincente e pur non mancando dei classici intrighi di corte, la storia è ricca di romanticismo, cameratismo, duelli e rocambolesche avventure.  Mi ha ricordato per certi versi un classico della nostra cultura: I tre moschettieri. Mentre, però, molti dei numerosi film ispirati al romanzo di Dumas mi hanno a tratti annoiata, Hwarang è riuscito a mantenere vivo il mio interesse fino alla fine e non solo per l’indiscussa avvenenza dei protagonisti. Certo, ho trovato alcuni risvolti prevedibili, ciononostante la storia è riuscita a mantenere costante la tensione e ad avere un ritmo crescente e incalzante.

“Ho sempre pensato che non mi importasse di essere venuto al mondo ma dopo averti incontrata, per la prima volta sono stato grato di essere nato e il motivo per cui sono vivo, ora sei tu. (Kim Sun-woo)

Il triangolo amoroso tra Ah-ro (Go Ara), Sun-woo (Park Seo-joon) e Sam Maek-jong (Park Hyung Sik) è la colonna portante del drama, ma non l’unica. I personaggi secondari, che poi tanto secondari non sono, e le loro storie  sono un valore aggiunto non da poco. I numerosi misteri che si presentano e poi dipanano puntata dopo puntata, contribuiscono a tenere alta la tensione e l’interesse dello spettatore. Così come il fascino dei Cavaliere in fiore, i loro caratteri tanto diversi gli uni dagli altri, la loro bellezza e l’aspetto bromance che avvince quasi quanto le storie d’amore narrate.

Il cast, come dicevo, è incredibilmente ricco e di ottima qualità. Inutile rimarcare la ben nota bravura di Park Seo-Joon, di Park Hyung-sik, di Go Ara o di tutti gli interpreti dei Hwarang. Una menzione speciale, però, è d’obbligo per Kim Tae-hyung, ovvero V del gruppo K Pop BTS che interpreta in maniera egregia Suk Han-sung un personaggio ingenuo e di una dolcezza infinita. Prima di Hwarang lo apprezzavo tantissimo per la sua voce calda e inconfondibile, ma ora che l’ho visto recitare si è guadagnato un posticino speciale nel mio cuore. Anche Choi Min-ho, membro della boy band Shinee, con la sua interpretazione di Kim Soo-ho mi ha piacevolmente sorpresa. 

Così come mi hanno un po’ infastidito le risate gracchianti e spesso immotivate di Lord Kim Wi-hwa (Sung Dong-il), mentore degli Hwarang, ma ho davvero solo da elogiare questo Drama.

Anche le Ost sono molto belle, le mie preferite sono I’ll be here – cantata da Park Hyung Sik; Even if I die, it’s you – interpretata da V & Jin dei BTS e Our Tears interpretata da Park Seo-joon.

In conclusione devo confessare che se dovessi avere la possibilità di trasformarmi in una protagonista di Drama, molto probabilmente sceglierei di essere Ah Ro, contesa tra Park Seo-joon e Park Hyung-sik e circondata da un esercito di Cavalieri in fiore che farebbero tornare la vista agli orbi.

Una Curiosità:

Vicino alla località turistica di Bomun, c’è il Silla Millennium Park. Qui c’è una bellissima ricostruzione dell’architettura della dinastia Silla, ma non solo. Presso la  Hwarang Performance Hall, è proposto uno spettacolo culturale che mostra gli Hwarang all’opera! La performance dura circa mezz’ora e durante questo lasso di tempo, giovani cavalieri in uniforme Hwarang fanno acrobazie a cavallo. Al Silla Millennium Park è anche possibile visitare il set della KBS nel quale è stato girato Hwarang: The poet warrior Youth. Il sito è rimasto intatto ed è sicuramente emozionante per un fan trovarsi nello stesso luogo nel quale sono state girate le scene del Drama. Il parco è disseminato di cartelli anche in inglese, che narrano ai visitatori i dettagli sulla storia della dinastia Silla.  Ne spiegano anche il sistema gerarchico del rango delle ossa sacre, citato nella sceneggiatura. (Fonte e credit foto del Silla Millennium Park : 1)

La mia valutazione
9/10
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La storia dei Hwarang

L’orgoglio del regno di Silla

di Gabriele Discetti

Nel VI secolo d.C. la penisola coreana era divisa in tre regni: Goguryeo, Silla e Paekche.

Una delle istituzioni più famose del regno di Silla è senza dubbio quella dei Hwarang. La storia di questa élite di giovani guerrieri rimase poco nota sino alla liberazione della Corea dall’occupazione giapponese avvenuta nel 1945. Dopo aver ricacciato i giapponesi fuori dalla penisola, i Hwarang furono riscoperti ed elevati a importante simbolo nazionale della storia antica. Talvolta ci si riferisce a questi guerrieri anche come Hyangdo, cioè i discepoli fragranti. Nel corso della storia coreana Hwarang e i suoi derivati colloquiali sono stati utilizzati anche per indicare gli sciamani o i mariti delle sciamane.

Le informazioni sui Hwarang sono state trasmesse nella tradizione coreana attraverso testi storici come il Samguk Sagi, il Samgungnyusa e l’Haedong Goseungjeon. Tuttavia, tutti e tre i testi originali sono andati perduti, rendendo difficili le ricostruzioni storiche. Possediamo comunque trascrizioni e traduzioni successive alla loro prima stesura.

Sappiamo per certo che prima dei Hwarang esistevano le Wonha, il cui nome può essere tradotto come fiori originari. Infatti “ha” è una contrazione di “Hwa” che troviamo in Hwarang e che fa riferimento alla parola fiore. Non è chiaro quale fosse il ruolo delle Wonha. Alcuni ritengono si trattasse di cortigiane o dame di corte, altri che fossero guerriere. Non ci sono, però, prove di un loro effettivo impegno in battaglia. Le Wonha erano istruite all’etica e avevano un ruolo preminente nella società di Silla. Questo regno considerava le donne molto importanti, infatti Silla ebbe ben tre regine nella sua storia.

Tra gli insegnamenti trasmessi alle Wonha vi erano anche la pietà filiale, la lealtà e la sincerità. Alla guida delle Wonha c’erano due donne, Nammo e Junjeong. Per questioni di gelosia Junjeong uccise Nammo.  Per aver commesso tale delitto, Junjeong fu giustiziata e dopo di ciò il corpo delle Wonha fu sciolto.

Tale storia è frutto di miti e leggende, perciò non abbiamo certezza di quanto ci sia di vero nell’epilogo del corpo delle Wonha. Tra l’altro, i nomi delle due donne potrebbero non essere riferiti a dei nomi propri, ma a degli appellativi. La parola Nammo indica, infatti, una persona distratta e fortunata oppure perspicace e poco volenterosa nell’istruirsi. Junjeong indica, invece, una persona di talento e virtuosa. Dopo la sparizione del corpo ufficiale, la parola Wonha fu utilizzata per indicare le guide spirituali dei Hwarang. Difatti le Wonha erano monache molto venerate per le loro conoscenze buddhiste.

Tornando ai Hwarang, l’origine del nome nasce dall’unione di “Hwa”, che significa fiore, e “Rang” cioè guerriero o uomo. Hwarang si può dunque tradurre come uomini o guerrieri in fiore.

Il titolo di Hwarang era dato, infatti, a giovani adolescenti appartenenti all’alta nobiltà coreana che si apprestavano a diventare guerrieri. Non bastavano però nobili natali, perché la strada per diventare Hwarang prevedeva preparazione fisica e spirituale.

L’istituzione dei Hwarang fu fortemente influenzata da tre elementi che allora permeavano la vita dei coreani: Buddhismo, Confucianesimo e Taoismo. Il giuramento dei Hwarang prevedeva, infatti, cinque articoli, basati sui dettami di questi tre vie:

  • Lealtà al trono;
  • Devozione filiale;
  • Sincerità assoluta nell’amicizia;
  • Combattere fino alla morte;
  • Astensione dalle uccisioni inutili.

La nascita dei Hwarang è di difficile definizione. Alcuni storici ritengono che abbiano giocato un ruolo fondamentale nell’unificazione dei Tre Regni, altri rifiutano tale idea. D’altronde i Hwarang erano strettamente legati alle Wonha, le quali non pare fossero impegnate in guerra. È possibile supporre che inizialmente il corpo non aveva uno scopo bellico, ma solo quello di formare giovani leader istruiti. Tuttavia ben presto divennero cavalieri e guerrieri.

Come già accennato, vi era uno stretto legame tra Hwarang e buddhismo, religione largamente diffusa nella corte di Silla. Così, spesso i monaci buddhisti erano guide e mentori dei Hwarang e non soltanto dal punto di vista spirituale. I monaci erano grandi conoscitori delle arti marziali, si allenavano assiduamente e conoscevano le tecniche di autodifesa.

Uno di questi monaci era Won Gwang. Egli insegnava ai suoi discepoli Hwarang come essere guerrieri, avere fiducia nelle proprie azioni, controllare se stessi e l’ambiente circostante. Won Gwang propose i cinque precetti per la vita secolare:

  • fedeltà al sovrano;

  • pietà filiale;

  • fiducia e sincerità tra amici;

  •  non ritirarsi mai in battaglia;

  • esercita discrezione quando prendi una vita.

Come si può notare questi precetti corrispondono perfettamente ai dettami del giuramento dei Hwarang. Questo stretto legame con il buddhismo evidenzia la forza di tale religione nella corte di Silla nel periodo in cui i Hwarang si affermarono. Nel 527 il buddhismo divenne, infatti, la religione di Stato.

Il corpo dei Hwarang nacque per volontà di re Jinheung di Silla. Fu lui a voler creare un’accademia per giovani soldati, al fine di educare dei valorosi comandanti militari e politici. Ufficialmente l’istituzione nacque nel 576, sebbene ci siano prove dell’esistenza dei Hwarang anche prima di tale data.

Nel settimo secolo, i Hwarang avevano prestigio e onore. Nel Samguk Sagi il generale Gim Busik elogia le imprese militari dei Hwarang nella lotta contro Paekche e Goguryeo, mentre nel Samgungnyusa si trattano maggiormente le loro attività buddhiste.

Nella nascita dei Hwarang il re Jinheung (nel drama Hwarang: The Poet Warrior Youth  interpretato da Park Hyung-sik) ebbe un ruolo fondamentale. Salì al trono nel 540, in giovane età, e per questo fu affiancato dalla madre che fungeva da reggente. Una volta divenuto maggiorenne, prese in mano le redini del regno e nel 551stipulò un accordo di alleanza col vicino regno di Paekche. Subito dopo i due regni attaccarono insieme Goguryeo. Re Jinheung espanse così i confini di Silla fino al fiume Han. Nel 553 però Jinheung tradì Paekche alleandosi con Goguryeo e nel 554 uccise il re Seong di Paekche.

Il generale Kim Isabu, discendente di quarta generazione di Naemul di Silla (nel drama Hwarang: The Poet Warrior Youth interpretato da Park Seo-joon), fu braccio destro del re Jinheung. Da lui fu nominato governatore di Siljik, l’odierna Samcheok, e di  Hanseulla che è l’odierna Gangwon .

Nel 576 re Jinheung fondò i Hwarang e nello stesso anno morì, dopo trentasette anni di regno e conquiste. Il carattere bellicoso ci fa comprendere come la creazione ufficiale dei Hwarang fosse proprio nell’ottica di rafforzare l’esercito di Silla. Re Jinheung gettò le basi per l’unificazione della Corea sotto il regno di Silla.

L’istituzione dei Hwarang fu una geniale idea del re, non soltanto dal punto di vista bellico. Al di sotto dei Hwarang vi erano i Nangdo che erano figli di nobili inferiori o anche di cittadini comuni. Essi assistevano i Hwarang, che costituivano i leader di ogni gruppo di Nangdo. In tale modo si favoriva la cooperazione tra classi sociali diverse e si alleviavano i conflitti intestini. Come i Hwarang, i Nangdo erano educati alla storia, alla filosofia, alle arti, alla guerra, alla caccia e alla religione buddhista. Tuttavia i natali erano ciò che differenziavano i Hwarang dai Nangdo.

Kim Yu-shin fu tra i Hwarang più famosi nella storia di Silla. Figlio del generale Kim Seohyeon, nacque nel 595, divenne un guerriero Hwarang a soli quindici anni. A diciotto anni era già un abile spadaccino e raggiunse il titolo di Kukson, cioè il rango più elevato dei Hwarang.

A trentaquattro anni Kim Yu-shin ottenne il comando di tutte le forze armate di Silla. Per tutta la vita si batté per l’unificazione della penisola coreana. Visse fino a settantanove anni. Dopo la sua morte ricevette il titolo onorifico di re Heungmu e fu sepolto in una tomba degna di un re. La sua storia è stata raccontata anche nel Drama del 2012 Dream of the Emperor, dove il ruolo di Kim Yu-shin fu dell’attore Kim Yu-seok.

Secondo una leggenda, durante una battaglia i suoi soldati si rifiutarono di combattere poiché avevano visto una grande stella cadente nel cielo, considerata cattivo presagio. Allora Kim Yu-shin con un abile stratagemma utilizzò un grande aquilone per sollevare nel cielo una palla infuocata. I soldati, ritenendo fosse la stessa stella caduta a essere ritornata nel cielo, decisero di combattere e sconfissero l’esercito ribelle nemico. Un altro Hwarang famoso è Sa Da-ham che, come Kim Yu-shin, ottenne il titolo a quindici anni.

Nella guerra contro i regni del nord, Sa Da-ham perse l’amico d’infanzia Moo Kwan-rang, anch’egli uno Hwarang. I due avevano stretto un patto che obbligava il sopravvissuto, qualora uno dei due fosse morto in battaglia, al suicidio. Sa Da Ham mantenne la promessa e dopo sette giorni di totale digiuno morì, a dimostrazione di quanto i Hwarang fossero fedeli ai loro dettami.

Dopo la caduta di Silla, nel 935 il corpo sparì, restando il simbolo di un’epoca antica.

Da allora il termine è stato riutilizzato in modi diversi. Nel 1527 Choe Sejin nel suo Hunmong jahoe utilizza la parola Hwarang per indicare un intrattenitore dedito alla prostituzione. Ma il nome Hwuarang è utilizzato anche nelle arti marziali, in onore dell’antico corpo di guerrieri. Esiste infatti un ramo del Taekwondo che prende proprio il nome di Taekwondo Hwarang e il gran maestro Ho Sik Pak ha chiamato la sua federazione Hwarang World Tang Soo Do Federation.

Leggi anche la recensione di: Hwarang: The Poet Warrior Youth (화랑)

Esiste anche un’arte marziale chiamata Hwarangdo che unisce pugilato, Taekwondo, Muay thai, Judo, Aikido, Hapkido e Grappling. La nascita risale al XX secolo. Nel 1942 Joo-Bang Lee e suo fratello Joo-Sang Lee furono presi sotto l’ala del monaco Suahm Dosa al tempio di Suk Wang Sa in Corea del Nord. Dopo l’avvento del comunismo fuggirono in Corea del Sud e cominciarono a praticare le arti marziali più famose tra quelle esistenti. Decisero poi di creare la propria arte marziale. Nel 1969 Suahm Dosa prima di morire diede il titolo di Hwarang a Joo-Bang Lee, il minore dei fratelli nonché l’unico a essere rimasto in Corea. L’altro si era trasferito negli Stati Uniti alcuni anni prima. Ciò fece infuriare Joo-Sang Lee, che interruppe ogni rapporto con il fratello. Nel 1972 Joo-Bang Lee si trasferì in California e fondò la World Hwarangdo Association.

Coloro che praticano lo Hwarangdo utilizzano circa centootto armi. Tra queste ci sono l’ingeomon, che è una spada a doppio filo, la hwando, che è simile alla katana giapponese, e il chaejing, un bastone molto lungo con incatenato all’estremità un bastone più corto.

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