Il cibo in Corea del Sud come cura di anima e corpo

Immagine di copertina : Pixabay

di Stefania Frioni

Prima di trasferirmi conoscevo già la cucina coreana, ma da quando vivo qui mi sono resa conto che non è solo buona perché gustosa, lo è anche perché nella maggior parte dei casi è sana e i Coreani nel cibo ritrovano spesso anche il rimedio ideale a un problema. L’Hansik (한식), la cucina coreana, è una vera filosofia. Diverse ricette tradizionali offrono molti benefici e sono considerate salutari per l’organismo, perché il cibo sano rafforza il sistema immunitario e a volte rallenta l’invecchiamento – ecco svelato uno dei misteri per i quali qui moltissimi dimostrano sempre molti anni in meno.

Sicuramente però, ciò che contraddistingue e rende famosa la cucina coreana è il consumo di cibi fermentati.

Avrete immediatamente pensato al kimchi, vero?! Ma anche al makgeolli, magari, il vino di riso fermentato che è una delle bevande più antiche della tradizione coreana!

Nata in passato per necessità poiché non c’era la possibilità di conservare diversamente il cibo, la fermentazione pian piano è diventata una vera e propria tradizione che rende ancora oggi il cibo più digeribili e aumenta i loro benefici sotto molti aspetti.

In Corea del Sud si fermentano diversi alimenti come la frutta e le verdure, ma anche la carne e il pesce che, così trasformati, fungono anche da ottimi probiotici. Il benessere della flora intestinale qui in Corea è una vera fissazione! 

I cibi fermentati coreani si possono dividere in tre categorie: le jang, sono salse e paste a base di soia preparate a partire dalla fermentazione dei fagioli di soia;  i jeotgal  che sono preparati con pesci e frutti di mare e utilizzati sia come contorno che come condimento di zuppe e kimchi. Tra i più comuni c’è quello di gamberetti saeujeot, quello di ricci di mare seonggejeot e quello di uova di merluzzo myeonganjeot; Infine il conosciutissimo kimchi.

Il kimchi più comune è quello di cavolo cinese, il baechu kimchi, ma ne esistono tantissimi tipi a seconda delle verdure e dei condimenti che vengono utilizzati. Tra i più consumati qui ci sono il kkakdugi, che è ravanello coreano con salsa piccante, e il baek kimchi, cavolo cinese fermentato senza aggiunta di peperoncino.

Un’altra caratteristica molto positiva che ho riscontrato nella cucina coreana è che la maggior parte delle pietanze è a base di ingredienti freschi e soprattutto naturali. Ingredienti ricchi di verdure e quindi ottimi, se abbinati a carne o noodles, per tenere sotto controllo la glicemia. Un po’ come nel Sud Italia succede con il frequente abbinamento di pasta e verdure, insomma.

I desserts coreani, poi, sono sempre dolcificati con miele o frutta secca e lo zucchero è utilizzato di rado. Particolare, questo, che personalmente utilizzo spesso come scusa per sgarrare con la dieta.

Come ci si cura con il cibo in Corea del Sud?

Vi fornirò qualche esempio che potrà essere da spunto per sperimentare a casa, se già non lo fate . Uno dei primi piatti che mi viene in mente come rimedio, soprattutto alla spossatezza conseguente l’afosissima estate coreana, è la samgyetang. La samgyetang è una zuppa di pollo al ginseng che risale alla prima metà del 1500 e che personalmente adoro. È servita bollente e unisce le proprietà salutari del brodo di pollo a quelle del ginseng, che è rigenerante, dell’aglio che agisce da tonico e delle giuggiole. Queste ultime proteggono lo stomaco e prevengono l’anemia. Vi starete chiedendo perché con il caldo estivo è servita bollente. Perché i Coreani sono fortemente convinti che “il fuoco si combatte con il fuoco”. D’altronde se ci pensate, anche nel Sahara, gli uomini del deserto vi offrono tè caldo alla menta.

Leggi anche: Muoversi in città

Ovviamente, se si parla di cibo coreano, non si può non menzionare il kimchi che, oserei dire, è simbolo della Corea.

Come ho scritto poc’anzi, essendo un cibo fermentato è ottimo come probiotico.  Aiuta, però, anche contro alcuni tipi di infiammazioni ed è senz’altro ricco di molti nutrienti. Ecco perché sulla tavola dei Coreani il kimchi non manca mai, ma proprio mai!

Un altro alimento che è presente quasi sempre sulle tavole coreane è l’aglio, soprattutto l’aglio crudo! Lo so, come mi dico sempre, fa benissimo a noi ed è letale per chi ci sta intorno. Nonostante ciò i sudcoreani lo assumono regolarmente sia in molte ricette che crudo, come banchan. La verità è che i sudcoreani hanno il terrore di ammalarsi e l’aglio è un ottimo e potente antibatterico e antivirale. Da quando vivo qui talvolta ne mangio qualche spicchio anch’io e posso assicurarvi che crudo è molto più digeribile.

Fastidi allo stomaco?

Un po’ di cavolo verza in brodo o crudo non condito e si starà meglio. Questo è il rimedio che un collega mi consigliò un giorno in cui il mio stomaco faceva i capricci. La tradizione culinaria vuole, poi, che sia offerta una ciotola di miyeok-guk (미역국o zuppa di alghe alle puerpere. Pensate, questo piatto è servito anche in ospedale come primo pasto alle donne che hanno appena partorito. È usanza, inoltre, che il giorno del proprio compleanno si faccia colazione con il miyeok-guk per ricordare, appunto, il momento della propria nascita.

Il consumo di questo piatto da parte delle puerpere risale ai tempi del regno Goryeo (918 – 1392) e ha origini da una leggenda cinese secondo la quale cibarsi di alghe dopo aver partorito, purifica il sangue.

Contro il raffreddore

Per rimettersi in forze dopo una giornata no, un raffreddore o un piccolo malessere, lo Juk (), il porridge caldo con riso e verdure, è l’ideale. Spesso è arricchito con carne leggera, ad esempio di pollo, o con pesce bianco.

Lo Juk ha un gusto delicato e ingredienti molto leggeri, ma che danno comunque sostanza. Siccome viene venduto già pronto, nella mia dispensa non manca mai! Così come non manca il “Balloon Flower Tea”, che non saprei come tradurre in Italiano, ma che è un portento per curare il raffreddore e soprattutto la tosse. L’ho testato e posso confermarlo.

Un altro porridge molto apprezzato e consumato tradizionalmente come rimedio a lievi malanni, è il Patjuk (팥죽), il  porridge ai fagioli rossi. Il Patjuk si consuma durante il solstizio d’inverno così da infondere l’energia per affrontare il freddo, ma anche per prevenire cattiva sorte e malattie. Il rosso dei fagioli ricorda, infatti, quello del fuoco che scalda.

Infine, non posso non ricordare due rimedi per il dopo sbronza.

I Coreani sono tra i popoli che consumano più alcol al mondo. Cosa che si può notare anche guardando i  loro Drama,  nei quali il soju scorre a fiumi.

Ebbene, non ci crederete, ma in confezioni singole e monouso, qui si vendono, anche nei convenience stores, i protettori per lo stomaco pre-sbronza! Il suo nome è Condition (컨디션) e si beve prima di recarsi a una serata durante ci si aspetta di bere alcol.  

Cosa fare dopo aver bevuto tanto per rimettersi in forma?

Cosa fare, invece, dopo aver bevuto tanto con gli amici o i colleghi per rimettersi in forma?

Il giorno dopo, a colazione, la miglior soluzione amica dello stomaco in questi casi è la Haejang-guk (해장국 ) che letteralmente significa “zuppa per inseguire i postumi di una sbornia” e che consiste in una zuppa calda e piccante a base di carne di manzo, riso, verza, soia, aglio e porri. Pare sia una vera bomba e che faccia stare subito meglio ma, da astemia, non potrò mai confermarvelo. Mia figlia e gli amici mi fanno sapere che però anche un buon piatto di tteokbokki ben piccante è un ottimo rimedio.

Ti piace? Condividilo! ;)

Seoul arrivo!

Piccolo manuale di viaggio

di Stefania Frioni

Quando partiamo per una destinazione diversa dall’Italia, chissà perché, molti di noi sono convinti che dove sono diretti non troveranno nulla di ciò a cui sono abituati.  Immagino, quindi, che quando la destinazione è la Corea del Sud, così lontana, addirittura in un altro continente, questo timore assalga il novanta percento delle persone.  Timore e dubbi che, vi confesso, hanno invaso me la prima volta che venni qui come turista. Così, dal momento che ormai vivo a Seoul, ho pensato di offrirvi la mia esperienza con qualche suggerimento che vi aiuti a non commettere i miei stessi errori. Spero che seguendoli potrete  partire  sereni e più leggeri, tenendo anche in considerazione il limite dei chili richiesti dalle compagnie aeree.

Quando venire in Corea del Sud?

Il primo consiglio che mi sento di dare riguarda la scelta della stagione in cui venire in Corea del Sud. I Sudcoreani sono orgogliosi del fatto che il Paese del Calmo Mattino sia forse uno dei pochissimi al mondo dove le quattro stagioni sono ancora ben distinte. Primavera e autunno sono in assoluto i due periodi dell’anno più indicati per venire qui. In queste stagioni, infatti, le temperature sono molto piacevoli e l’umidità è pressoché assente. A inizio aprile, qui a Seoul, e non solo, si è inondati dai colori romantici della fioritura dei ciliegi, mentre a ottobre si rimane affascinati dalle tantissime sfumature del foliage autunnale. Essendo la Corea del Sud un Paese asiatico, la sua estate è, invece, caratterizzata da caldo molto umido.  Pensate, non è inusuale avere giornate con addirittura il 90% di umidità e periodi con piogge molto abbondanti e persistenti. L’inverno è, invece, particolarmente rigido con temperature che vanno ben oltre sotto lo zero.

Cosa mettere in valigia se la vostra meta è Seoul?

Non vi darò consigli sull’abbigliamento, ma vi do un paio di dritte: scarpe comode! A Seoul, le distanze sono notevoli, a volte anche solo per un transfer da una linea di metropolitana all’altra. Essendo poi un Paese in prevalenza montuoso, non è così raro trovarsi ad affrontare ripide salite e discese, anche in città. Inoltre, ci sono tantissimi parchi da visitare e nei quali fare lunghe passeggiate. Molti di essi presentano sentieri adatti all’hiking. L’altro consiglio che mi sento di darvi, è di non farvi mancare l’occorrente per  vestirvi a cipolla.

Qui al mattino e alla sera le temperature sono molto più fresche rispetto alle ore centrali della giornata. In più non è raro che ci siano giornate ventose. Se parliamo, però, di accessori, mi sento di dare qualche ulteriore dettaglio su ciò che non è necessario mettere in valigia e cosa invece sì.

Cura del corpo

Tranne che non restiate pochissimi giorni e abbiate i contenitori da viaggio per liquidi, potete evitare bagnoschiuma e shampoo il cui peso influisce  in valigia. Qui c’è una catena di negozi chiamata Daiso (다이소) che offre molti articoli di buona qualità a prezzi convenienti. Pensate, parliamo di prezzi che vanno da un minimo di 80 centesimi di Euro a un massimo di 3,5 Euro. Personalmente utilizzo i loro prodotti e mi trovo benissimo, mai avuto problemi.

Per quanto riguarda  Creme corpo, mani, ecc. Inutile ricordarvi che state viaggiando verso il paradiso, sia femminile che maschile, della beauty e del body care. Se non avete esigenze particolari o allergie o non siete troppo affezionati a un prodotto che avete già collaudato, sappiate che  qui ci sono moltissimi negozi specializzati in articoli sulla body beauty adatti a tutte le eta’. I prezzi variano a seconda della marca e della quantità. Stessa cosa per i trucchi: se doveste dimenticarne qualcuno  o terminarlo mentre siete qui, niente paura! La varietà di prodotti è vasta e così la qualità. Tra l’altro non mancano i Brands internazionali.

Deodorante: vi sembrerà strano, ma qui i deodoranti non si usano! Vi chiederete il perché. Ebbene, i  coreani sudano ma non emanano cattivo odore . Comunque si possono trovare deodoranti – principalmente Nivea – da Daiso e in confezioni molto piccole che sono acquistate soprattutto dagli stranieri. Qualora doveste dimenticarlo, quindi, nessuna paura!

Medicine:

In Corea del Sud è vietato importare medicine ma parliamo ovviamente di prodotti specifici e se introdotti  in grande quantità. Qui le farmacie sono molto ben fornite e i prodotti sono ottimi  ed economici – ho avuto modo di provarne qualcuno.  Per pochi giorni, però, qualche farmaco da banco ha senso portarlo con sé. Consiglio di metterli nel bagaglio da stiva e tenere in cabina solo l’indispensabile o giusto una pastiglia, nel caso vi venga mal di testa .

Per quanto riguarda i farmaci non da banco o quelli salvavita, meglio portare con sé un certificato o una dichiarazione del medico, meglio se in Inglese, che attesti che ne avete bisogno. Se il medico non dovesse conoscere l’Inglese, chiedetegli di scriverla in Italiano su carta intestata e allegate una traduzione con su il timbro del dottore. Al 99% non chiedono mai nulla, ma il mio consiglio è in via precauzionale. Qui sulle regole sono molto fiscali.

Adattatore di corrente

La tensione in Corea è uguale a quella italiana e, come mostra la foto, qui le prese sono a due buchi, quindi non serve l’adattatore. Portate eventualmente una presa schuko solo in caso il vostro dispositivo abbia tre connettori maschi. Se doveste dimenticarla, tranquilli esistono anche qui!

Il Cibo

In Corea del Sud è illegale importare cibo di origine animale. A Seoul potete trovare qualsiasi cosa, come in Europa, e anche molti Brands italiani. Sono sempre più presenti anche prodotti vegani o gluten free. Se volete portare qualcosa a cui non potete rinunciare, fatelo, ma non in grandi quantità e, come per i farmaci, meglio metterli nella valigia che andrà in stiva.

Internet e wi-fi

È bene ricordare che questo è il Paese di Internet. Il Wi-Fi gratuito è ovunque. Con questo intendo che è presente anche, spessissimo, per strada e in metropolitana. Locali e ristoranti, poi, espongono lo User e la Password utilizzabili, sempre gratuitamente. Ovviamente per telefonare in Europa o contattare chi viaggia con voi, vi consiglio di collegarvi al Wi-Fi e utilizzare Whatsapp, così  da non consumare Giga e tanti soldi! Qui in Corea del Sud c’è il 5G e internet è velocissima. La prima volta che è venuta per tre mesi i Corea del Sud, mia figlia ha vissuto senza sim coreana, quindi è fattibile. Se però preferite avere una SIM coreana, è possibile ordinarla on-line prima di partire e ritirarla in Corea all’arrivo in aeroporto.

Carta di Credito e contanti

Qui in Corea del Sud, potete pagare e prelevare tranquillamente con carte di credito Visa, Mastercard, American Express e Diners, mentre il nostro bancomat non è utilizzabile. Inoltre fate attenzione perché le carte prepagate spesso non sono accettate.

La Corea del Sud è senza dubbio il Paese del pagamento elettronico, ma in alcuni casi un po’ di contanti servono. All’arrivo, ad esempio, dovrete acquistare la tessera TMoney per usufruire dei mezzi pubblici e dovrete farlo già in aeroporto per poter prendere la metropolitana. La TMoney si carica solo in contanti, anche se farete la ricarica, per esempio, in un convenience store. Se volete sapere qualcosa in più sula T-Money, vi consiglio di leggere QUI l’articolo in cui ne parlo.

I contanti possono servire anche per lo street food o per alcune vending machine di bibite. In Italia purtroppo le banche non forniscono gli Won sudcoreani, pertanto se desiderate cambiare valuta prima di partire, sarà necessario recarvi in un ufficio di cambio. Vi consiglio di ordinare la somma desiderata qualche settimana prima della partenza così da essere sicuri di ottenerla in tempo. Una volta tornati dal viaggio, in caso vi avanzassero dei contanti, potete cambiarli nuovamente nel medesimo ufficio di cambio. Ovviamente,se preferite, potrete effettuare il cambio valuta anche in aeroporto, all’arrivo in Corea del Sud.

Leggi anche: Muoversi in città

Patente

Qualora doveste avere la necessità di guidare o desideraste noleggiare un’auto, è bene sapere che qui la nostra patente non è valida. È necessario quindi richiedere in anticipo alla Motorizzazione della propria città la patente internazionale, che ha la validità di un anno. A me l’hanno rilasciata dopo circa un mese dalla richiesta. In Corea si guida a destra come in Italia e la segnaletica è quella internazionale, come la nostra.

App Utili

I Coreani non conoscono molto bene l’inglese e molti non l’hanno mai studiato. Sebbene a Seoul quasi tutto sia scritto in più lingue, nelle emergenze è utile poter trovare aiuto, qualora non sappiate esprimervi nella lingua locale. L’App Papago è la  più conosciuta. È molto utile per tradurre simultaneamente da scritto  – anche frasi intere –  o parlato. La utilizzano anche i coreani per poter comunicare meglio con gli stranieri. Un’altra App utile e che personalmente utilizzo sempre quando sono in giro per la città è Naver Map. Esiste anche in inglese ed è molto utile come navigatore. Inoltre è dettagliata nel suggerimento per gli itinerari da seguire con i mezzi pubblici per raggiungere una destinazione.

Credo di non aver tralasciato nulla. In ogni caso Seoul è una metropoli dove davvero si può fare e trovare di tutto. Un ulteriore consiglio? Lasciate spazio nella valigia perché avrete modo poi di riempirla, eccome!

Qui in Corea del Sud dallo shopping sfrenato non si salva praticamente nessuno!  Ora non mi resta che augurarvi Buon viaggio!!

Ti piace? Condividilo! ;)

I taxi (택시)  e le Biciclette (자전거)     

di Stefania Frioni

I taxi a Seoul sono tanti e sfrecciano per le strade della città a tutte le ore del giorno e della notte.

Il metodo più veloce è chiamarli direttamente stando in strada e alzando una mano, se se ne vede uno libero. Altrimenti è possibile prenotarli tramite diverse App.

Alcune di queste danno anche la possibilità, comunicando la propria posizione e la destinazione, di conoscere in anticipo il costo della corsa. Al momento della prenotazione si può, inoltre, scegliere la tipologia di auto che si desidera e la sua capienza.  Altro vantaggio è che il tassista quando arriverà da voi sarà già al corrente della destinazione, nel caso aveste problemi nell’esprimervi in Coreano.

Tutti i taxi a Seoul accettano pagamenti con carte di credito o, se ne siete in possesso, con la Tmoney.

Come vi ho raccontanto parlando dei bus, nell’articolo che potete leggere QUI, a Seoul anche i taxi esistono di diversi colori: arancione, grigio, bianco o nero.

I più comuni sono gli Ilban taxi (일반 택시), arancioni per la maggior parte, ma possono essere anche grigi o bianchi. Questi sono quelli di proprietà di un’azienda della quale gli autisti sono dipendenti. Se quest’azienda è Kakao, sul fianco della vettura sono presenti due bande gialle e il disegno di uno dei personaggi di Kakao Friends.

Ci sono poi i Deluxe Taxi (모범택시), generalmente neri, che hanno sul tetto della vettura la scritta 모범 (mobeom). Un po’ come i taxi privati che ci sono in Italia, anche i Deluxe Taxi offrono un servizio più di classe con, di conseguenza, un costo maggiorato rispetto a quello dei taxi standard.

Tra l’altro una curiosità è che questo tipo di taxi non è disponibile in tutte le città coreane.

Esistono, inoltre, anche gli International Taxi. Questi in genere sono arancioni e hanno una scritta evidente che riporta la lingua o le lingue – Inglese, Cinese o Giapponese – parlate dall’autista. Gli International Taxi si trovano spesso all’uscita dell’aeroporto, ma si possono anche prenotare on-line.

La tariffa dei taxi il cui autista parla anche altre lingue oltre il coreano, è di solito maggiore rispetto a quella delle altre vetture. Gli autisti multilingue sono, infatti, considerati un servizio ulteriore offerto dall’azienda.

Le biciclette (자전거)     

Se non si ha una biciclette e si vuole raggiungere una meta o godere di qualche ora all’aria aperta lungo le piste ciclabili, niente paura. A Seoul è possibile, prenotandola tramite un’App molto semplice, utilizzare una bicicletta disponibile in una delle tante stazioni di bike renting della città. Il costo per due ore di utilizzo è di mille Won  – poco meno di 0,75 € –  e la medesima cifra quello di ogni mezz’ora aggiuntiva. Al termine dell’utilizzo, la bici si dovrà poi lasciare alla stazione di bike renting più vicina alla propria destinazione.

Leggi anche: Muoversi in città

Come in Italia, nell’ultimo periodo anche in Corea Del Sud c’è la possibilità di affittare i monopattini, ma se ne vedono ancora pochi. Credo che sia perché molti Coreani, passando tante ore seduti alla scrivania, preferiscano camminare o sgranchirsi le gambe.

INFINE…

Una Curiosità: ai grandi incroci i semafori sono posizionati anche al suolo e questa cosa è utilissima per chi ha perennemente gli occhi puntati sul cellulare.

Spesso, le attese per attraversare durano alcuni minuti per questo nelle prossimità dei semafori ci sono enormi ombrelloni che riparano panchine così che se  c’è molto sole, ci si possa riparare o, se si è stanchi o anziani, aspettare seduti.

Questo è quanto avevo da raccontarvi sul muoversi nella grande, modernissima Seoul e nella verde Corea del Sud: un incastro perfetto di tecnologia e tradizione che permette ai coreani di vivere nelle comodità. La mia sensazione è che quella sudcoreana sia una società all’avanguardia, pur mantenendo il rispetto dei valori e  delle abitudini antiche del suo popolo.              

Camminare però favorisce il languorino, vero? 😊 Continuate a seguirmi, allora, e vi condurrò ad assaporare la cucina coreana, facendo tappa nei diversi tipi di ristoranti, locali e non solo.

Ti piace? Condividilo! ;)

Gli autobus (바스)

di Stefania Frioni

Se anziché utilizzare la metropolitana, si ha voglia raggiungere la meta prefissata godendosi la vista delle strade della città, il mezzo più ovvio è l’autobus. A Seoul ci sono circa novecento linee che coprono in modo capillare tutta l’area cittadina e anche oltre.

Diversamente da come siamo abituati in Italia, dove i pullman cittadini sono tutti dello stesso colore, a Seoul gli autobus sono di quattro colori diversi. I bus delle linee che hanno tratte cittadine lunghe sono di colore blu; quelli che coprono tratte più brevi e che fermano dinanzi alle stazioni delle metro, sono verdi; i pullman che percorrono tragitti solo all’interno di un determinato quartiere sono gialli, mentre gli autobus express che collegano la città alle periferie sono rossi.  Questi ultimi sono molto simili ai nostri pullman.

Fonte immagine (1)

I colori assegnati agli autobus hanno anche un loro significato. A simboleggiare il colore del cielo sopra Seoul e dell’Han River è il blu. Il verde rappresenta le montagne che circondano la città, mentre il giallo figura la dinamicità della capitale e il rosso ne rappresenta l’energia e la velocità. È proprio quest’ultima una caratteristica dei bus delle città coreane. Gli autisti devono essere sempre in orario sulla tabella di marcia e questo, soprattutto nelle ore di punta, è un’impresa spesso non facile. Il viaggio in autobus diventa così una vera e propria avventura, una prova di sopravvivenza!

Pensate che, per non perdere secondi preziosi, spessissimo alla fermata l’autobus arriva già con le porte aperte e i passeggeri devono essere velocissimi a salirvi. Ancora più rapidi bisogna essere ad aggrapparsi a qualcosa. Alla ripartenza o nelle frenate improvvise – vere e proprie inchiodate –, infatti, il rischio di cadere è alto!

Di tutto ciò sono testimone diretta, poiché per recarmi in ufficio, prendo l’autobus ogni giorno. 😊

Poiché, come vi dicevo, il numero delle linee è elevato, sono molti anche gli autobus che si fermano alla stessa fermata. Qui c’è un monitor coloratissimo che mostra in tempo reale lo stato della linea. Sul video il viaggiatore può vedere a quante fermate di distanza si trova l’autobus e quanti minuti mancano al suo arrivo.

Attenzione però! Proprio perché a ogni fermata si fermano molti autobus, non sempre chi attende deve salire su quello che arriva. Onde evitare che l’autista tiri diritto per non fermarsi inutilmente, vi consiglio di alzare la mano come si fa per chiamare i taxi a New York. 😊

Come in metropolitana – avete letto il mio articolo? In caso contrario lo trovate QUI –, anche sugli autobus spesso i sedili hanno colori diversi in base alle persone alle quali sono destinati. In un angolo del bus ci sono sempre un cestino o un secchio per la spazzatura, che i viaggiatori utilizzano diligentemente.  In prossimità delle porte, poi, è affissa la foto dell’autista corredata del suo nome e della licenza di guida.

Il viaggio in autobus è spesso rallegrato dalla musica proveniente dalla radio o dagli schermi tv installati sul mezzo. Questi ultimi mandano in onda anche simpatici cartoons che ricordano le norme comportamentali da seguire sui mezzi pubblici. Tra queste ci sono: il salutare con un inchino l’autista, il non parlare al telefono a voce alta e il non mangiare o bere a bordo.

Sugli autobus più moderni  è possibile trovare anche postazioni dove ricaricare il proprio telefono cellulare.

Uno degli autobus che percorre spesso per le strade e attraversa i quartieri delle grandi città è senz’altro lo scuola bus. Qui in Corea del Sud, però, lo scuolabus non è utilizzato solo per condurre i bambini a scuola. Il suo compito è anche quello di  accompagnarli nelle diverse strutture presso le quali i giovanissimi studenti svolgono attività extrascolastiche, praticamente obbligatorie in questo Paese.  Non è raro, infatti, vederli, anche a tarda sera, sostare in attesa di riportare a casa  – finalmente dico io – i piccoli studenti.

 Uno scuolabus

Ti piace? Condividilo! ;)

La metropolitana (지하철)

Dai treni alle stazioni, un mondo tutto da scoprire

Immagine di copertina : Mtattrain, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

di Stefania Frioni

Le stazioni della metropolitana di Seoul

Le stazioni della metropolitana di Seoul sono modernissime e molto pulite. Non è raro vedervi addetti alle pulizie lavare i pavimenti o lucidare i corrimani delle scale. Ovviamente lo stesso vale per i vagoni della metro e, ci tengo a dirlo, anche le toilette sono impeccabili. In alcune stazioni, nei bagni riservati alle donne, ci sono addirittura comode poltroncine, specchi per rifarsi il trucco e quadri alle pareti.

Ovunque, l’acceso ai treni è anti suicidio, quindi con doppia porta a vetri scorrevole.

L’entrata delle stazioni è ben visibile e contrassegnata dal nome della stazione e dal numero dell’entrata – che è poi anche l’uscita. C’è sempre l’ascensore e spessissimo è presente la scala mobile.

Le indicazioni sono sempre molto chiare. Pensate che a Gangnam, ad esempio, le informazioni riguardanti la stazione della metropolitana più vicina e l’eventuale presenza di fermate dell’autobus con i relativi numeri di linea sono anche sui marciapiedi.

Le stazioni della metropolitana più grandi e quelle che si trovano in zone più trafficate, poi, sono dei veri e propri centri commerciali sotterranei. In esse si trovano negozi di ogni genere e locali che possono soddisfare il palato di ogni viaggiatore. Sapete, per i Coreani – e non solo  – ogni momento è buono per uno snack. Inoltre non mancano dei comodissimi distributori di acqua ai quali ci si può dissetare gratuitamente. Una comodità non da poco.

Con l’aria condizionata d’estate e il riscaldamento d’inverno, sono spesso una comoda meta per lo shopping low cost.

I servizi principali come cibo, bevande e toilette sono, comunque, disponibili anche nelle stazioni minori.

Ogni stazione della metropolitana ha più uscite, alcune anche sino a sedici, che sono indicate molto chiaramente. Ognuna di esse è sempre corredata di cartelli che segnalano cosa troverete all’esterno o quali mete sono raggiungibili da quel punto.

Nelle stazioni più frequentate, come quelle di Gangnam o Hongdae, i cartelli sono touch screen. Sono consultabili in quattro lingue e mostrano anche la mappa della stazione stessa, le fermate degli autobus e le stazioni di bike renting più vicine.

Nella maggior parte delle stazioni della metropolitana non ci sono i tornelli, come li conosciamo noi. Non si vedono mai persone impegnate in salti mortali o voli acrobatici per evitare di pagare e nell’ora di punta si fa la fila, aspettando rispettosamente che tutti accedano. Quando si passa la tessera per pagare il pedaggio, sullo schermo viene visualizzata sia la somma scalata che il saldo residuo. Lo stesso avviene sugli autobus.

Se sei un turista di passaggio e hai con te le valigie o, semplicemente, se hai fatto acquisti e non vuoi passeggiare per la città carico di buste, in alcune stazioni puoi approfittare dei lockers. I lockers sono armadietti dove depositare i propri bagagli. Sono sicuri, si pagano con carta di credito e a ognuno di essi viene assegnato un codice per poterlo poi riaprire. Tutto molto semplice.

Un aspetto che adoro di Seoul, e delle altre grandi città coreane, sono le piste ciclabili e pedonali. Sono chilometriche e attraversano le città o corrono lungo i loro fiumi.

Per questo è molto frequente che in metro salgano anche ciclisti e chi ha progettato le stazioni, ha pensato anche a loro.

Infatti, laddove mancano gli ascensori per raggiungere i binari, lungo le scale c’è sempre un’apposita guida, dove inserire le ruote e accompagnare la propria bicicletta. Stessa cosa se si ha con sé una valigia pesante, ma questo solo in poche stazioni.

In alcune stazioni ci sono indicazioni sulla corsia da seguire, cosa utile soprattutto nelle ore di punta durante le quali l’afflusso di persone che attraversa il sottosuolo di Seoul è enorme. In questi frangenti, in una città di oltre dieci milioni di abitanti la disciplina e l’ordine sono indispensabili.

Ciò che sto per dirvi ora, sono certa che vi sorprenderà. Se durante il tragitto che porta ai treni incontrerete il tapis roulant che si trova in alcune stazioni e deciderete di non utilizzarlo, camminando avrete il piacere di sapere quante calorie state bruciando.

È noto che i Coreani tengono alla forma fisica, ma anche che sono un popolo fondamentalmente abbastanza pigro. Per questo messaggi di questo tipo si trovano anche sugli scalini delle stazioni della metro o lungo i muri di alcune piste pedonali. Insomma, un incitamento al movimento!

Leggi anche: Muoversi in città

Arrivati ai treni, spesso si trovano grandi riquadri luminosi che indicano su quali carrozze si può entrare con la bici o le valigie. Identificano anche il vagone con l’aria più fresca e finanche la tipologia di sedili disponibili. Siete sorpresi? Eppure è proprio così!

I vagoni della metropolitana

Sulla metropolitana, e molto spesso anche sugli autobus, i sedili hanno colori diversi, a secondo chi ci si può sedere. Inoltre, per le donne in dolce attesa in alcune carrozze sul sedile c’è anche un simpatico pupazzo. Se poi la futura mamma non ha ancora il pancione, ha la possibilità di appendere alla propria borsetta una targhetta rosa che indica il suo stato.

Se trovaste libero solo uno dei posti dedicati agli anziani, potreste occuparlo, ma tenendovi pronti a scattare in piedi qualora dovesse arrivarne uno. In ogni caso una halmeoni 할머니 (nonna) o un hal-abeoji 할아버지 (nonno) non farebbero troppi complimenti nell’ordinarvi di alzarvi e cedere il posto. Qui gli anziani non scherzano!

A volte una stessa linea può avere la versione Express, che fa meno fermate, o standard. La differenza è indicata da un simpatico personaggio e dai suoi fumetti e dalla segnaletica sul pavimento che ricorda anche dove mettersi in fila.

In alcune stazioni, poi, possiamo vedere in tempo reale sui monitors, dove si trova il treno che aspettiamo e quanto manca perché arrivi alla nostra stazione. Sul video un trenino avanza mostrando l’incedere del convoglio. L’arrivo di ogni treno è sempre annunciato da una simpatica musichetta, così anche i più distratti non rischiano di rimanere a piedi.

Su alcune linee possiamo trovare maniglie appiglio o portabagagli adeguati alle diverse altezze dei passeggeri. Spesso, durante il viaggio, sui monitors scorre il video del personaggio dei cartoni animati Pororo 뽀로로. Il simpatico pinguino ricorda le norme di comportamento che si devono seguire sui mezzi pubblici, aiutato anche da un interprete del linguaggio dei sordomuti.

Ho una chicca finale per questo racconto dedicato alla metropolitana coreana. Su alcuni sedili potete trovare l’indicazione che quei posti in estate sono meno raggiunti dall’aria condizionata rispetto gli altri. Sapete, qui in Corea l’aria condizionata fa invidia al Polo Nord. Per questo, sapere che su quei sedili la temperatura sarà maggiore di un paio di gradi rispetto agli altri, può essere molto utile.

Ti piace? Condividilo! ;)

L’etichetta in Corea del Sud

Piccolo vademecum per non trovarsi in difetto con le abitudini del Paese del Calmo Mattino

di Stefania Frioni

Quando sono arrivata per la prima volta in Corea, mia figlia, che già ci viveva, mi ha fatto una vera e propria lezione di etichetta. Pensate, nei primi livelli del corso di Coreano per stranieri che ha frequentato alla SNU, questo era persino argomento di lezione. Ciò la dice lunga su quanto le tradizioni e le regole siano importanti in Corea. Onestamente, devo dire che ci si abitua quasi subito e personalmente trovo giusto adeguarmi al Paese che mi ospita e dove ho deciso di vivere. È anche meglio per me stessa, mi fa sentire più a mio agio e, da straniera, anche più accettata e rispettata. Premetto che agli stranieri arrivati da poco qualche imprecisione o mancanza è perdonata, ma se si è residenti da un po’, storcono il naso, soprattutto gli anziani.

Detto ciò e visto che con voi voglio condividere ogni mia esperienza, perché non darvi qualche dritta per essere super preparati al vostro prossimo arrivo sul suolo coreano? Ecco allora una lista di quelle che sono le regole principali e di cui faccio tesoro ogni giorno anch’io:

Salutare o ringraziare con un inchino.

Il Cast del Drama Goblin ringrazia il pubblico a una conferenza stampa nel 2016

Com’è noto e avrete sicuramente notato nei Drama, in Corea – come in Giappone – quando si saluta o si ringrazia, l’inchino è segno di educazione e rispetto. Soprattutto quando il confronto avviene tra generazioni o status sociali diversi, ad esempio capo e impiegato, negoziante e cliente, giovane e più anziano. È una regola ormai insita in questo popolo e devo dire che da subito mi è venuto naturale rispettarla. Gli inchini sono diversi a seconda che il legame sia più o meno formale. Perciò l’impiegato al proprio capo, il negoziante al cliente o il giovane al più anziano s’inchinerà in modo più profondo e senza mai guardare l’altro negli occhi. Questo denoterebbe, infatti, mancanza di fiducia e quindi di rispetto.

In rapporti meno formali, come quelli tra studenti, colleghi o amici di diversa età, sarà sufficiente chinare solo la testa. Se vi dovesse capitare anche, ad esempio, che qualcuno vi dia la precedenza per salire sulle scale mobili o su un mezzo pubblico, un semplice gesto della testa sarà perfetto e educato.

Leggi anche: Muoversi in città

Quando si paga, mai lasciare i soldi sul banco e usare sempre entrambe le mani.

Anche questa è una regola di etichetta molto importante da ricordare. Confesso che ogni tanto me ne dimentico e mia figlia me lo ricorda con una gomitata ;). Quando si è alla cassa, i soldi o la carta di credito vanno sempre consegnati con entrambe le mani e con un leggero inchino. Lo stesso faranno la cassiera o il cassiere quando vi renderanno carta, resto o scontrino e voi li riceverete in egual modo. Medesima regola varrà qualora, per esempio, dobbiate consegnare o ricevere un biglietto da visita. Mi è capitato al lavoro e, onestamente, fra inchini e non saper come coordinare il dare e l’avere il biglietto, la cosa si è rivelata buffa. Mi sa che dovrò allenarmi.

La stessa regola vale anche per altri oggetti, sempre in condizione di status diverso per età, anche un solo anno di differenza, o posizione sociale.

Mai lasciare la mancia

In Corea del Sud, se si è soddisfatti del servizio, è sufficiente ringraziare e fare un bell’inchino. Qui elargire la mancia è segno di maleducazione, oltre che essere illegale.  Soddisfare il cliente è, infatti, un dovere e fa parte del proprio lavoro.

Rispettare chi è più anziano di noi

Lo avrete notato nei Drama: in Corea è fondamentale mostrare rispetto verso gli anziani o chi è maggiore di età, anche solo di un anno. Questo è addirittura evidenziato dai termini specifici riservati dal proprio interlocutore a ogni persona in una conversazione, a seconda che sia donna o uomo, ma anche un ragazzo o una ragazza. Da straniero che non parla ancora bene il Coreano, basterà semplicemente ricordarsi di rispettare chi è più anziano.

Togliersi le scarpe

Anche questa è un’abitudine che abbiamo visto più volte nei Drama. Sin dall’antichità, infatti, in Corea, come in Giappone, ci si toglie le scarpe per entrare in casa, nei templi, in molti uffici o in alcuni locali.

Questo innanzitutto per una questione igienica, poi perché in Corea del Sud tutte le case hanno il pavimento di legno e sin dal passato più remoto, si usa sedersi a terra anziché su un divano. Oggi, come in passato, in molte case ci sono tavolini bassi ai quali è prassi accomodarsi, per esempio, per condividere il cibo. Anche in molti ristoranti o caffè, dove il pavimento è in legno, di solito si mangia seduti per terra. Chi ha letto il mio primo articolo sui mezzi pubblici, comprenderà ora perché moltissimi coreani indossano ciabatte, molto più comode da togliere e mettere, per andare in giro.

Tre semplici regole da rispettare a tavola

Anche a tavola, come noi del resto, i coreani rispettano alcune regole e tre di queste sono semplici da ricordare. La prima è che quando serviamo da bere è buona cosa farlo tenendo la mano sotto il gomito del braccio che allunghiamo, come per sorreggerlo. Questo dettame arriva sin dai tempi dell’era Joseon. Allora, chi serviva da bere, per non intingere nei piatti la lunga manica del braccio che allungava verso i bicchieri, la tratteneva con una mano. Interessante come si tramandino le usanze nei secoli, vero? Un’altra abitudine e regola è quella di mangiare con un braccio sotto il tavolo e non sul tavolo come, invece, siamo educati a fare noi. Qui è segno di rispetto e educazione, soprattutto se a tavola con noi c’è una persona anziana o di status superiore al nostro. La terza norma da ricordare a tavola è di non avvicinare mai la ciotola alla bocca se vogliamo servirci il riso o il brodo con bacchette o cucchiaio. Saremo noi, piuttosto, ad abbassarci verso la ciotola che rimarrà sul tavolo.

Mai accavallare le gambe di fronte a una persona anziana

Ciò è considerato gesto di grande maleducazione! Per questo sarà bene ricordarsi di sedere con le gambe e le ginocchia unite.

Non parlare ad alta voce o al telefono se si è tra la gente

Questa è una regola che ahimè da noi in Italia pochissimi osservano. Qui in Corea del Sud, soprattutto sui mezzi pubblici o negli uffici, è invece molto osservata. È raro vedere persone al telefono e se accade, queste parlano sotto voce, tanto che a volte mi chiedo se dall’altra parte riescano a sentire ciò che dicono. La medesima regola è osservata se si conversa in presenza di altre persone.  Si fa a un tono molto misurato, per non dar fastidio ai vicini. C’è da dire che a volte le persone anziane non rispettano questa consuetudine e per questo ricevono sguardi di disapprovazione, anche se comunque la cosa viene loro perdonata.

Non “risucchiare” rumorosamente quando si mangia.

Contrariamente a quanto si pensi, anche in Corea il risucchio rumoroso è segno di maleducazione. Quando si mangiano ramyeon o zuppe molto calde il risucchiare è tollerato perché sarebbe impossibile non farlo, ve lo garantisco. È buona norma, però, cercare di fare il minor rumore possibile. Ancora una volta, agli anziani, soprattutto agli uomini, si concedono strappi alla regola e così, vi assicuro, si subiscono dei veri e propri concerti.

Al contrario di come facciamo noi…

Non stupitevi o infastiditevi se, al contrario di come prevede la nostra educazione, le persone non tengono la porta per farvi passare, se si accorgono che siete dietro di loro; tossiscono senza mettere la mano davanti alla bocca e, in questo caso, il fatto che indossino la mascherina se sono malaticci è un’ottima cosa; vi travolgono nella folla senza chiedere permesso; si tolgono le scarpe e si mettono con le gambe incrociate sulla sedia, soprattutto i giovanissimi, anche dove non è previsto, come nei caffè; vi fanno domande molto personali all’inizio di una conoscenza, soprattutto sull’età. Queste domande riguardanti l’età, vengono fatte per capire com’è più giusto rivolgersi a voi in termini di formalità.

Bene, le cose da dire erano tante! Spero però che abbiate trovato interessanti queste informazioni, che vi avvicinano ancor di più alla cultura coreana. Mi auguro che le troverete anche utili, com’è successo a me, per sentirvi sul pezzo quando verrete in Corea.

Ti piace? Condividilo! ;)

Muoversi in città

I mezzi pubblici, ma non solo.

di Stefania Frioni

Seoul è considerata la città con il trasporto pubblico meglio organizzato al mondo. Questo soprattutto grazie alle ventidue linee di metropolitana che la attraversano, alle relative settecento stazioni (!!) e alle sue circa novecento linee di autobus.

La TMoney è una prepagata a scalare che si può utilizzare in tutta la Corea. È facilmente ricaricabile sia nelle stazioni della metropolitana sia nei convenience stores ed è valida in tutte le città. Pensate, può essere utilizzata anche per pagare il taxi!  

Come dicevo, è una carta a scalare, per cui ogni volta che si utilizza, è decurtato dal credito l’importo relativo alla tariffa del mezzo che si sta utilizzando. Se si effettua il cambio entro trenta minuti, la TMoney consente di non pagare il passaggio di linea o di mezzo. Perché ciò avvenga, è necessario ricordarsi di validare la carta, avvicinandola all’apposito lettore, sia quando si sale – passaggio comunque obbligatorio – che quando si scende da ogni mezzo.

La T-Money Foto di Stefania Frioni – Korean Drama & World ©

È possibile ottenere la Tmoney Children – 6-12 anni – o la Tmoney Youth  – 13-18 anni -presentando il passaporto del minore all’acquisto della tessera. Qualora, alla fine del viaggio,  sulla tessera ci fosse ancora  un importo, ci sono due soluzioni tra le quali optare. La prima è che conserviate la TMoney per un altro eventuale viaggio in Corea del Sud. La tessera non scade mai, mentre l’importo residuo resta valido per cinque anni. La seconda soluzione è quella di richiedere il rimborso dell’importo residuo. In questo caso dovrete rivolgervi agli uffici Tmoney presenti in alcune stazioni metropolitane. Non sarà rimborsato il valore della tessera e ci sarà una cifra trattenuta pari a 500 Won. Cifra questa che, nel momento in cui scrivo,corrisponde a 0,35 cent.  di Euro.

A Seoul, sui mezzi pubblici scritte e annunci sono sempre in hangul, inglese, cinese e giapponese.

La metropolitana è in funzione sino a mezzanotte, ma gli autobus viaggiano fino a notte fonda. Per questo c’è sempre un modo per tornare a casa, anche per i nottambuli, soprattutto contando che i taxi sono reperibili ventiquattro ore su ventiquattro.

Segnaletica multilingua -Foto di Stefania Frioni – Korean Drama & World ©

Ci tengo a dirvi, però, che la regola numero uno per muoversi nelle grandi città coreane è: essere pronti a camminare tanto, anzi, tantissimo! Spessissimo, infatti, le distanze sono lunghe.

Per raggiungere scuola, lavoro o semplicemente un luogo di svago, possono essere necessarie anche due ore. Bisogna, infatti, utilizzare più mezzi pubblici, con diversi cambi di linea tra i quali percorrere lunghi a tratti a piedi. Anche il transfer tra una linea e l’altra della metro, ad esempio, può implicare di dover camminare per alcuni minuti.

Ecco svelato uno dei motivi per cui i Coreani, soprattutto i Seouliti, utilizzano scarpe comodissime e con questo intendo anche ciabatte, sia d’estate sia d’inverno!

È, infatti, rarissimo incontrare donne con tacchi vertiginosi e capita che uomini in giacca e cravatta si presentino con ai piedi un bel paio di ciabatte da doccia o zoccoli di gomma! La cosa che trovo ancora stramba è che nessuno ci fa caso.

Una volta un’amica coreana di mia figlia, ridendo ha detto: «Noi Coreani siamo pignoli nel vestire, ma poi quando arriviamo ai piedi ci perdiamo». La cosa mi ha fatto sorridere ma, pensandoci, suppongo che il motivo è anche da ricercare nel fatto che ai Coreani piacciono le comodità.

Ti piace? Condividilo! ;)
error: Content is protected !!